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L’Italia vince 3-0 con la Croazia ma Velasco si arrabbia: la strigliata del tecnico alle azzurre

Julio Velasco 

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Il tecnico, il duro time-out e la lotta contro i cali di concentrazione: “Non commettiamo errori perché abbiamo la testa sulla palla precedente”. Antropova: “I time-out di Julio sono sempre diversi”
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È cominciato l’Europeo delle azzurre con una vittoria netta, un 3-0 alla Croazia che solo nel primo set è sconfinato nel dominio. Regalando da quel momento in poi molte indicazioni, qualche complicazione e tanti colpi di scena a Goteborg. La grande svolta di Velasco, ovviamente, che dal primo punto ha schierato insieme Egonu e Antropova nel nuovo ruolo di schiacciatrice, per ottenere il massimo in attacco ma anche a muro con i centimetri di Kate.

Lo sfogo di Velasco nel time-out

Ma il momento più inatteso, solo per chi non conosce il ct, è stato un time-out insolitamente fumantino nel terzo set. Sorprendente per un uomo che ha appena regalato libri alle sue giocatrici “per riconoscenza, perché loro mi hanno dato tanto, e ho voluto fare un regalo per dire gra…

È cominciato l’Europeo delle azzurre con una vittoria netta, un 3-0 alla Croazia che solo nel primo set è sconfinato nel dominio. Regalando da quel momento in poi molte indicazioni, qualche complicazione e tanti colpi di scena a Goteborg. La grande svolta di Velasco, ovviamente, che dal primo punto ha schierato insieme Egonu e Antropova nel nuovo ruolo di schiacciatrice, per ottenere il massimo in attacco ma anche a muro con i centimetri di Kate.

Lo sfogo di Velasco nel time-out

Ma il momento più inatteso, solo per chi non conosce il ct, è stato un time-out insolitamente fumantino nel terzo set. Sorprendente per un uomo che ha appena regalato libri alle sue giocatrici “per riconoscenza, perché loro mi hanno dato tanto, e ho voluto fare un regalo per dire grazie”. Poi, quel time out: “Chiunque fa un commento sulle palle perdute finisce in panchina, sono stato chiaro?”. Diventa quasi un dettaglio che nell’ultima parte di quello stesso set la reazione sia stata immediata, con tre punti di Egonu, Adigwe e Cambi (addirittura ace) che hanno annullato definitivamente il vantaggio croato e chiuso il match sul 3-0.

Antropova: “I time-out di Julio sono diversi”

Qualcosa in più fa capire Kate Antropova, a nome di un gruppo che conosce certe dinamiche. “Tutti i time-out di Julio sono diversi, in quel momento per lui ci stava quell’atteggiamento, e noi semplicemente eseguiamo”. Dietro quella durezza non c’è in fondo molta differenza rispetto alla selezione di libri da regalare alle giocatrici: “Opere che c’entrano con le loro caratteristiche, mi sono informato, c’è chi ama il thriller” ha raccontato Velasco alla vigilia. Cambiare tono durante il time-out, rendendolo quasi drammatico, è più utile che cercare una continuità di linguaggio. Quel che conta è non rimanere a rimuginare sulle palle sbagliate, un atteggiamento che può avvelenare anche le giocate successive. Lo spiega lo stesso Velasco dopo il debutto europeo: “Le sbavature fanno parte del gioco, una squadra perfetta non esiste. Il punto è un altro: quando commettiamo un errore dobbiamo immediatamente pensare alla palla successiva. Gli errori ci saranno sempre, l’importante è rimanere sul pezzo e non commettere un altro errore perché abbiamo ancora la testa sulla palla precedente”.

Tutto il buono di Italia-Croazia

L’Europeo è apparentemente meno prestigioso delle Olimpiadi e del Mondiale vinto. Da qui fino alle finali di Istanbul (5-6 settembre) si costruisce anche una parte dei futuri tornei (oltre a guadagnarsi il posto per Los Angeles in caso di vittoria). Molto buona per esempio è stata la risposta del nuovo doppio cambio, al posto di Orro-Egonu sono entrate la palleggiatrice Cambi e l’opposta 19enne Adigwe, che ha osato giocate importanti e ha trovato subito l’intesa con le compagne. “Mi è piaciuta molto Alessia in contrattacco, perché con palla precisa ha sempre cercato di servire la giocatrice che si trovava nella situazione migliore per attaccare" sottolinea Velasco. Al di là dei punteggi ottenuti, 21 per Antropova, 14 per Egonu, le due schierate contemporaneamente hanno dimostrato di essere temibili anche per avversarie molto più quotate della Croazia. Più potenziale, enorme, che lacune, contenute. Anche se questo costa fatica, come fa a capire Kate slittata in posto 4: “Il nuovo ruolo? Sarebbe una pazzia pensare che non mi serva tempo. Non penso di essere in nessun modo un posto 4: sono una che occupa quel ruolo, spero di riuscire a fare bene. Non è facile, ma mentalmente bisogna chiudere la pagina precedente di quando ero opposto e aprire quella del nuovo ruolo. Lavoro molto su questo con la mental coach, sono sostenuta da tutte le parti, e spero anche pronta”. L’importante è guardare avanti e non pensare troppo agli sbagli che fanno parte del cammino. Altrimenti Velasco si arrabbia: “E chi fa così lo metto in panchina”, direbbe lui.

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