Velasco, l’oro sfumato e un’estate spericolata: “Grazie ragazze, mi prendo tutta la responsabilità”
di Mattia ChiusanoCome aveva cominciato, Julio Velasco chiude questo Europeo di nuovi equilibri e squilibri. "Quando ho regalato i libri alle ragazze, ho fatto solo una dedica che diceva “in riconoscenza”. Prima che cominciasse la finale ho detto loro: “Entrate fiere, entrate con la testa alta” racconta quando il Sinan Erdem Sports Salonu è ancora una pentola a pressione di tifo bollente per la Turchia che ha vinto in casa, a Istanbul, e lo ha fatto in rimonta e al tie-break contro la nazionale oro olimpico e mondiale che per lunghi tratti l’ha addirittura umiliata.
Velasco poco prima si era avvicinato a Myriam Sylla, le aveva sussurrato “Tu devi essere orgogliosa perché possiedi una cosa fondamentale, il tuo spirito, la tua mentalità”, e lei è scoppiat…
Come aveva cominciato, Julio Velasco chiude questo Europeo di nuovi equilibri e squilibri. "Quando ho regalato i libri alle ragazze, ho fatto solo una dedica che diceva “in riconoscenza”. Prima che cominciasse la finale ho detto loro: “Entrate fiere, entrate con la testa alta” racconta quando il Sinan Erdem Sports Salonu è ancora una pentola a pressione di tifo bollente per la Turchia che ha vinto in casa, a Istanbul, e lo ha fatto in rimonta e al tie-break contro la nazionale oro olimpico e mondiale che per lunghi tratti l’ha addirittura umiliata.
Velasco poco prima si era avvicinato a Myriam Sylla, le aveva sussurrato “Tu devi essere orgogliosa perché possiedi una cosa fondamentale, il tuo spirito, la tua mentalità”, e lei è scoppiata a piangere. Perché questo Europeo è costato molto anche a lei ("dicevano che non ero brava in ricezione"), non solo ad Antropova che ha cambiato tre volte ruolo in tre mesi, o a Eleonora Fersino, il libero che ha avuto l’immane compito di sostituire Moki De Gennaro dopo il Mondiale di Bangkok e si è spesa ovunque per far funzionare la sfida di Velasco: schierare insieme, e non una alternativa all’altra, Paola Egonu e Kate Antropova, creando un fronte d’attacco potenzialmente inarrestabile.
Guidetti: “Soluzione che ha portato poco in attacco”
Nuovi equilibri e squilibri, il 2026 delle ex invincibili che hanno vinto a Parigi su un tappeto rosso e a Bangkok soffrendo resterà così, come l’anno degli esperimenti, della grande scommessa offensiva di Velasco. "Ma questa soluzione non ha portato molto in attacco nella finale" punzecchia un altro talento italiano della panchina, quel Giovanni Guidetti che ha portato il Canada alle Olimpiadi mentre l’Italia dovrà ancora aspettare un anno visto che a Istanbul c’era un posto solo per Los Angeles e se l’è preso la Turchia. Una medaglia d’argento che fa discutere, che sembra amarissima ma resterà soprattutto unica, per le condizioni in cui è maturata: Velasco non concederà più un lungo riposo alle quattro leader che da troppo tempo non riposavano: Egonu, Sylla, Orro e Danesi. Esentate addirittura da tutta la stagione, prima che Velasco scoprisse che nessuna delle quattro voleva rinunciare alle ultime fasi della Nations League e all’Europeo. Il ct insomma avrebbe portato a soluzioni ancora più estreme questa estate laboratorio.
Velasco: “Le ragazze hanno fatto tutto quel che potevano”
Ci sono sconfitte che "fanno male perché dipendono tanto da noi" come spiega Fersino. Altre che creano opportunità. E forse quella di Istanbul racchiude entrambe le anime. "Mi dispiace se in alcuni momenti non sono riuscita a essere risolutiva, a migliorare qualcosa" è sinceramente dispiaciuta Kate Antropova, lontana dallo stereotipo del calciatore polemico perché gioca fuori ruolo. "Queste ragazze hanno accettato le mie decisioni, i miei cambiamenti di cui mi prendo tutta la responsabilità" torna Velasco sul concetto di riconoscenza. "Sono cambiamenti che hanno bisogno di tempo, e queste ragazze invece di dire “ma me mi mo mu” si sono messe lì a dare il meglio di se stesse: hanno fatto tutto quello che potevano".
Danesi: “Un sacco di possibilità con questo assetto”
Com’è l’umore del gruppo dopo un’estate di montagne russe? La capitana Anna Danesi: "C’è rammarico per il secondo set, in cui eravamo sul 12-6, ma noi possiamo uscire solo a testa alta, e vedo un sacco di possibilità di miglioramento con questo nuovo assetto". Se non è un endorsement poco ci manca. Ma intanto, che dolore uscire così da un palazzetto in cui si è dominato a lungo. Vedendo sfumare l’unico grande trofeo che mancava al gruppo dell’allenatore che crea magie.