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Michieletto, l’azzurro part time per la frattura alla schiena: mi va bene anche questa via di mezzo

Alessandro Michieletto (agf)

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L’Mvp dell’ultimo Mondiale, il secondo consecutivo vinto dall’Italia, ha saltato quasi otto mesi. Fino a oggi all’Europeo ha giocato solo due set. Questa sera il quarto di finale degli Europei contro la Finlandia
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Torino – Alessandro Michieletto ha compiuto un altro passo verso il suo completo recupero. L’Mvp dell’ultimo Mondiale, il secondo consecutivo vinto dall’Italia, ha saltato quasi otto mesi per una frattura da stress alla schiena che gli è stata diagnosticata lo scorso gennaio. L’Europeo che si sta disputando in Italia, questa sera la partita dei quarti di finale con la Finlandia, a Torino (ore 21.05, tv Raidue, Sky e Dazn), è stato a lungo un miraggio per lui: contro la Danimarca ha giocato due set, provando a recuperare il ritmo partita e compiendo quel passo in avanti decisivo per tornare a disposizione. Il ct De Giorgi ha un’arma in più dalla panchina, seppur da usare con cautela.

Michieletto, come sta dopo lo spezzone match giocato negli ottavi di finale?

“Diciamo che ho avuto bisogno di un paio di set per ritrovare il ritmo, per sciogliermi un po' di più. Entrare sul 2-0 rende il tutto molto più tranquillo e semplice: adesso arriveranno altre partite e speriamo che non servano i m…

Torino – Alessandro Michieletto ha compiuto un altro passo verso il suo completo recupero. L’Mvp dell’ultimo Mondiale, il secondo consecutivo vinto dall’Italia, ha saltato quasi otto mesi per una frattura da stress alla schiena che gli è stata diagnosticata lo scorso gennaio. L’Europeo che si sta disputando in Italia, questa sera la partita dei quarti di finale con la Finlandia, a Torino (ore 21.05, tv Raidue, Sky e Dazn), è stato a lungo un miraggio per lui: contro la Danimarca ha giocato due set, provando a recuperare il ritmo partita e compiendo quel passo in avanti decisivo per tornare a disposizione. Il ct De Giorgi ha un’arma in più dalla panchina, seppur da usare con cautela.

Michieletto, come sta dopo lo spezzone match giocato negli ottavi di finale?

“Diciamo che ho avuto bisogno di un paio di set per ritrovare il ritmo, per sciogliermi un po' di più. Entrare sul 2-0 rende il tutto molto più tranquillo e semplice: adesso arriveranno altre partite e speriamo che non servano i miei ingressi in campo perché voglio che tutto fili liscio. Fisicamente mi sento molto bene”.

Si aspettava di stare così?

“Forse quello è l’aspetto che mi ha stupito un po' di più. Sono contento, vuol dire che in questi mesi ho lavorato molto bene. Sono convinto che mi servano ancora un po' di tempo, un po' di gioco e di partite”.

Non resta che aspettare il ritorno della miglior condizione…

“Quella lì un po' alla volta torna. È chiaro che i dubbi maggiori li avevo sulle mie condizioni fisiche: non sapevo come avrei risposto dopo le prime battute e i primi salti. Invece per ora sta andando bene”.

Lei è sempre stato un trascinatore per tutta la durata del match. È difficile ritagliarsi un ruolo part-time, da specialista, anche se solo per questioni fisiche?

“Sicuramente è più complicato, è meglio partire in campo. Però diciamo che non mi sono ancora confrontato con una situazione del genere quando siamo in difficoltà: finora ho giocato due set, più qualche ingresso spot nelle partite precedenti, ma eravamo nettamente in vantaggio. Speriamo di non andare in difficoltà nelle prossime, però è chiaro che già con la Finlandia si alza il livello”.

Le sono comunque serviti questi minuti in campo?

“Sì, per entrare un po' più tranquillo, un po' più consapevole di quello che posso fare, che posso dare. Ora ho un po’ di dimestichezza in più e riesco a stare meglio in campo con i ragazzi, perché gli allenamenti fatti sono stati veramente pochi. Anzi: per me l'allenamento sono stati quei due set lì, e li ho sfruttati al meglio”.

Quindi dobbiamo sperare di non vederla in campo oppure no?

“No, di non vedermi. Perché vuol dire che va tutto bene (ride). Se vengo chiamato in causa spero veramente di dare il mio contributo, perché sono stati sette mesi lunghi e finalmente sono tornato a fare quello che più mi piace, che mi mancava”.

Quando ha iniziato a pensare di potercela fare per gli Europei?

“Diciamo che è stata un po’ un’altalena. All'inizio speravo anche meglio, speravo di essere protagonista, diciamo così, e non di recuperare a Europeo in corso. Poi per un attimo ho dubitato anche di esserci: quindi una via di mezzo come questa va bene”.

Cosa si pensa nei lunghi mesi lontano dal campo?

“Beh, forse è un po' esagerato, ma davvero ho avuto il dubbio di non riuscire a tornare al livello di prima. Stare fuori 15-20 giorni è un conto, sette mesi è un altro. Sapevo che comunque il mio infortunio non era troppo invasivo, tant'è che quando sono in campo non ho paura di farmi male: non è stato traumatico ma da stress. Poi quando gioco penso solo alla palla, quindi le cose mi vengono, anche grazie a Madre Natura, abbastanza bene”.

La forza della Nazionale è trovare al proprio interno le risorse per sostituire anche un giocatore forte come Michieletto?

“La nostra forza è che siamo tutti forti. Quando abbiamo cominciato nel 2021 eravamo giovani, adesso siamo migliorati, siamo cresciuti. Siamo una squadra completa che, come ha trovato risorse quando è mancato Lavia l'anno scorso, le ha trovate quest'anno senza di me. Le squadre forti non si tirano indietro nelle difficoltà, ma anzi riescono a trovare spunti o qualcosa in più per essere addirittura ancora più competitive”.

Questo gruppo è cresciuto ancora rispetto agli anni scorsi?

“Ogni anno diventiamo più forti, secondo me. Perché non stiamo invecchiando, stiamo diventando più esperti, stiamo maturando. Penso anche all'Olimpiade: si vedeva che ci mancava qualcosa, più che dal punto di vista tecnico, magari un po' più di esperienza fisica. Questo era uno step che dovevamo fare. E lo stiamo facendo: poi si vince e si perde”.

L’avversario è la Finlandia. A cosa dovrete stare attenti?

“Sono tosti perché difendono, attaccano, battono bene. Poi quando giocano contro di noi non hanno nulla da perdere: qualche giocatore lo conosciamo, gli schiacciatori, l'opposto, hanno giocato in Italia o comunque in squadre forti. Il livello si alza, ma sono consapevole che dipenda da noi. Quindi affrontiamola bene, con il giusto approccio, pronti a giocare punto a punto. Non si vinceranno facilmente i set come con la Danimarca, ma saranno più tirati”.

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