L’accesso agli screening neonatali
Lo screening neonatale metabolico “allargato”, così chiamato perché ampliato rispetto ai tre obbligatori per legge, non è stato tempestivamente inserito nei programmi nazionali adottando gli appositi dispositivi legislativi. Non sussistendo normative nazionali, ogni decisione è stata demandata all’azione di indirizzo delle singole regioni nei rispettivi piani sanitari, con le prevedibili, inevitabili differenze. La Toscana ha introdotto l'obbligatorietà dello screening metabolico neonatale allargato a tutti i neonati con una delibera regionale del 2004 e lo stesso è accaduto, successivamente, in altre realtà territoriali, senza un effettivo ed efficace coordinamento. Nel frattempo, l'inserimento dello screening metabolico neonatale allargato nei LEA veniva fortemente, sostenuto da Uniamo (Federazione Italiana Malattie Rare) e AISSME (Associazione Italiana Sostegno Malattie Metaboliche Ereditarie), senza trovare una sostanziale risposta politica. È stato solo con l’art. 1 comma 229 della Legge di Stabilità per il 2014 che si è arrivati ad introdurre, «anche in via sperimentale» e con un finanziamento di cinque milioni di euro, «lo screening neonatale per la diagnosi precoce di patologie metaboliche ereditarie per la cui terapia, farmacologica o dietetica, esistano evidenze scientifiche di efficacia terapeutica o per le quali vi siano evidenze scientifiche che una diagnosi precoce, in età neonatale, comporti un vantaggio in termini di accesso a terapie in avanzato stato di sperimentazione, anche di tipo dietetico». Contestualmente, viene prevista la costituzione di un Centro di Coordinamento presso l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, proprio per «favorire la massima uniformità dell'applicazione sul territorio nazionale della diagnosi precoce neonatale e l'individuazione di bacini di utenza ottimali proporzionati all'indice di natalità.
Regioni che hanno introdotto lo screening neonatale allargato
Veneto, Trentino Alto Adige, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Sardegna
(Il numero di malattie monitorate è differente da regione a regione)
Regioni con copertura parziale
Lazio e Sicilia
Nelle restanti regioni italiane si effettuano solo i tre test obbligatori per legge (fibrosi cistica, ipotiroidismo congenito, fenilchetonuria)