• 1 - Dermatiti allergicheColoranti e altri agenti chimici, tecniche di lavorazione che non rispettano severe regole europee, inquinanti possono innescare reazioni allergiche della pelle. Si comincia con i tessuti, pantaloni, magliette e biancheria intima: "Si tratta di prodotti realizzati a basso costo in varie parti del mondo che in genere non rispettano le regole di produzione in particolare quelle per la fissazione del colore" spiega Marcello Monti, responsabile di dermatologia presso l'Ospedale Humanitas di Rozzano e docente di dermatologia presso l'università di Milano. "Quando si indossano per la prima volta, si rivelano di scarsa qualità e possono dare dei fastidi cutanei".
  • 2 - I coloranti nei tessutiIn particolare, due tipi di coloranti, tinte note come Disperso Rosso e Blu, sono i principali responsabili delle dermatiti da contatto provocate dagli indumenti e note anche come "textile allergy". "Questi coloranti a contatto con la pelle, specie se sudata, vengono rilasciati dai tessuti e si depositano sulla pelle. Nelle aree del corpo dove la sudorazione è più intensa come le ascelle, l'inguine e la zona sotto il seno, si possono avere irritazioni cutanee e vere e proprie dermatiti irritative" spiega Monti. Oltre ai coloranti, all'interno dei tessuti, le sostanze che danno più spesso problemi sono le sostanze di fissaggio, ovvero i prodotti antipiega, i detergenti, gli ammorbidenti, che vengono aggiunti nelle fasi di produzione.
  • 3 - La bigiotteriaOrecchini, collanine, ma anche piercing, borchie, bottoni e persino una borsa di scarsa qualità può nascondere l'insidia: zip e cerniere possono contenere tracce di nichel e cobalto che in alcuni soggetti innescano reazioni cutanee improvvise. "Secondo la normativa europea, orecchini e collane dovrebbero essere prive di nichel" dichiara il dermatologo. "Tuttavia spesso è facile imbattersi in merce che riporta persino la scritta "nichel free", ma che poi si rivela allergizzante".
  • 4 - Borse e altri prodotti di pelletteriaAnche l'acquisto di borse, scarpe e cinture economiche può dare qualche problema. "In questi prodotti, l'allergene specifico è il bicromato di potassio che viene usato per conciare il cuoio. Se il prodotto non viene lavorato correttamente si può scatenare una dermatite da contatto".
  • 5 - CosmeticiNei mercatini e sulle bancarelle si trovano tantissimi prodotti cosmetici venduti a 2-3 Euro, ma per questi prodotti che applichiamo direttamente sulla pelle, l'attenzione deve essere massima. "Cosmetici prodotti con ingredienti di scarsa qualità e conservati in modo non adeguato" dice ancora il dermatologo "causano dermatiti sul volto, sulle palpebre, sul collo anche perché spesso contengono colori non ammessi che possono rivelarsi tossici e cancerogeni".
  • 6 - I sintomi delle dermatiti"Generalmente il primo sintomo è il prurito accompagnato o seguito da bruciore. Subito dopo la pelle diventa rossa e si può ricoprire di piccole vesciche tipiche della dermatite" spiega Monti. Neppure ripetuti lavaggi in lavatrice o la tintoria riescono a eliminare il problema perché questi indumenti continuano a rilasciare il colore ogni volta che si indossano.
  • 7 - Cosa fareQuando si avvertono i primi sintomi, è importante eliminare il cosmetico sospetto oppure, se si tratta di capi d'abbigliamento, alla prima comparsa di prurito, gonfiore e rossore della pelle si consiglia di lavare bene la parte togliendo il colore dalla pelle. "Bisogna applicare una crema lenitiva facendo attenzione al fatto che sia priva di cortisone perché potrebbe mascherare il problema" spiega Monti. "Naturalmente è sempre bene rivolgersi al dermatologo per le cure del caso e i test allergologici per scoprire la sostanza che ha provocato la reazione".
  • 8 - Acquisti intelligentiMeglio diffidare dei prezzi troppo bassi. Piuttosto compriamo una cosa in meno, ma investiamo sulla qualità. Non acquistare capi di abbigliamento privi di etichetta di composizione che deve indicare per legge la tipologia di fibre presenti nel capo. "Meglio affidarsi alla grande distribuzione che effettua controlli sulle merci e i produttori" suggerisce l'esperto.
  • 9 - Lavare i vestiti nuoviOgni volta che si indossa qualcosa di nuovo, sia acquistato in negozi di marca che nei mercatini, è buona norma lavare prima il capo, soprattutto se viene a diretto contatto con la pelle e ancora peggio se si pensa che dentro quel determinato capo si possa sudare (come nel caso di abbigliamento sportivo) e quindi aumentare la sensibilità della pelle. Il capo andrebbe lavato per eliminare la tintura di troppo e per verificare che il colore sia ben saldo sul tessuto, in modo che sudando non venga trasferito sulla pelle.
  • 10 - Le sostanze più pericolose L'Associazione Tessile & Salute ha effettuato indagini a livello nazionale su articoli tessili acquistati in punti vendita o prelevati dai NAS e dalle Asl nel corso di azioni ispettive o a seguito di segnalazione di problemi inerenti la salute. Ecco in sintesi, i risultati più significativi: Presenza di sostanze pericolose su articoli tessili acquistati in punti vendita:
    • 4% ammine aromatiche cancerogene;
    • 4% coloranti allergenici;
    • 6% metalli pesanti;
    • 4% formaldeide.
    Diffusa presenza di sostanze pericolose articoli tessili e calzaturieri prelevati dai NAS o dalle Asl Cause all'origine di patologie riscontrate in pazienti ricoverati nelle cliniche dermatologiche (studio effettuato su oltre 400 pazienti ricoverati):
    • Tessuti - nel 69,1 % dei casi;
    • Accessori - nel 16,5 % dei casi;
    • Calzature - nel 14,4 % dei casi.