La sconfitta dei falchi italiani ed europei

PROMOSSI

SERGIO MATTARELLA

Non ha mai accettato l’idea che l’Italia finisse sotto infrazione e, di fatto, si allontanasse dalla Ue. Ha usato tutti i canali diplomatici, nazionali e no, per favorire l’intesa e, di fatto, eterodiretto la svolta del governo

GIUSEPPE CONTE

Schiacciato per mesi dai due vice, trova spazio politico autonomo e lo sfrutta, intestandosi la trattativa con la Ue. Gioca con le spalle coperte dal Colle e dalla Bce di Draghi, ma per la prima volta dà segni di vita autonoma

JEAN-CLAUDE JUNCKER

Juncker mette pressione al governo e al momento giusto apre alla mediazione. Costringe il governo a una dolorosa retromarcia. Salva la credibilità delle regole Ue ed evita nuovi scossoni all’eurozona

GIOVANNI TRIA

Prima si accorda con la Ue per un deficit all’1,6%%, ma deve subire la manovra del popolo al 2,4%. Perde credibilità di fronte ai colleghi dell’eurozona, alla fine però conduce il negoziato tecnico e pur ammaccato rivendica il risultato

BOCCIATI

LUIGI DI MAIO

Non arretreremo di un centimetro, affermava. Ma poi tra i soci del governo è il primo a cedere, accettando di tagliare le spese e rinunciando a circa 2,5 miliardi per il reddito di cittadinanza.

MATTEO SALVINI

Per tutto l’autunno attacca Bruxelles e insulta Juncker. Ma poi, sotto la pressione dei mercati, anche lui deve arretrare. Come Di Maio, rinuncia a circa 2 miliardi per la sua misura bandiera, quota 100

VALDIS DOMBROVSKIS

Il vicepresidente della Commissione è il capo dei falchi. Subisce la mediazione. Negli ultimi giorni è stato visto fare avanti e indietro dagli uffici dei funzionari, cercando invano cavilli per stoppare l’accordo

MARK RUTTE

Il premier olandese, a capo della Lega anseatica, il gruppo dei 10 paesi rigoristi nordorientali, vorrebbe un trattamento esemplare contro l’Italia populista e lassista. Continuerà a dare filo da torcere a Roma