SUPPLEMENTO SALUTE ultimo aggiornamento 16 Luglio 2009
pag. 57 Gravidanza in estate istruzioni per l'uso

Sole con moderazione e un po' di nuoto. I dieci consigli dell'Asm per una maternità serena

di Silvia Baglioni

La gravidanza è il periodo in cui i desideri vanno assecondati e, sicuramente, una lunga vacanza per fuggire al caldo cittadino è quel che ci vuole. L'importante è non sottovalutare il proprio stato, sia che si vada al mare che in montagna.
"L'esposizione graduale al sole, evitando le ore più calde della giornata, non è dannosa", spiega Anna Maria Marconi, docente di Ginecologia e Ostetricia all'Università di Milano - Ospedale San Paolo. "È necessario, però, utilizzare creme solari protettive (ipoallergeniche a fattore ultra alto), un cappello e mantenere una corretta idratazione ed alimentazione. Secondo alcune ricerche prendere il sole avrebbe, anzi, un effetto benefico sullo scheletro del nascituro, influenzandone l'altezza dopo la nascita. L'esposizione moderata e non prolungata ai raggi UV, inoltre, incentiva la sintesi di vitamina D, stimola il sistema immunitario ed aiuta a modulare il tono dell'umore in positivo. Per contro, esagerare con il sole, senza un'adeguata protezione, può essere dannoso per la donna in termini di scottature, eritemi e per l'aumentato rischio di tumori della pelle".
Se la gravidanza generalmente non influenza la fotosensibilità, è necessario però ricordare che può aumentare il rischio di sviluppare il cloasma gravidico, disturbo caratterizzato dalla presenza di macchie brune in alcune regioni del corpo, compresa la linea sotto l'ombelico, la cui origina non è ancora chiara, mentre i fattori di rischio sono sicuramente rappresentati dagli ormoni, in particolar modo gli estrogeni, da alcuni farmaci e dai cosmetici profumati. Il cloasma tende a scomparire a 2-3 mesi dal parto, ma con l'abbronzatura le macchie potrebbero divenire più evidenti e numerose.
"In gravidanza", continua la professoressa, "vige la regola del buon senso. La donna non deve sottoporsi a sport estremi che sottopongono il fisico a stress eccessivi o traumi inutili. Al mare si può nuotare nelle ore più fresche della giornata a ritmo lento, oppure camminare in riva al mare per rinfrescare le gambe. Evitare i tuffi che espongono al rischio di colpi addominali o lombari. In montagna si può camminare su terreni poco accidentati, in piano o in modesta salita, con scarpe comode. Meglio evitare l'alta quota perché può provocare una carenza di ossigeno al feto e un basso peso alla nascita. In ogni caso, eseguire in gravidanza una moderata attività fisica aerobica (nuoto o camminata) ha degli effetti benefici in quanto migliora la vascolarizzazione, riduce il gonfiore agli arti inferiori, riduce l'incremento ponderale e migliora il tono dell'umore".
Anna Maria Marconi con altri colleghi, tra i quali il professor Domenico Arduini, direttore della Clinica di Ostetricia e Ginecologia di Tor Vergata di Roma, ha realizzato la nuova edizione del "Decalogo per una maternità serena", voluto dalla Fondazione italiana per lo studio delle malformazioni (ASM) con lo scopo di fornire alle aspiranti e alle future mamme un pratico compendio delle informazioni necessarie per vivere in sicurezza i nove mesi dell'attesa. Il decalogo si scarica dal sito dell'associazione: www. asmonlus. it