SUPPLEMENTO SALUTE ultimo aggiornamento 16 Luglio 2009
pag. 12 Dolce dormire

Come combattere l'insonnia estiva Gli effetti negativi del cambio di abitudini, nonostante il riposo

di Margherita Frezza

Tutti aspettiamo con ansia ed eccitazione l'inizio delle vacanze per staccare finalmente la spina e riposarci facendo delle lunghe dormite. Eppure, spesso accade che proprio in vacanza le nostre notti siano bianche. Una seccatura che ci irrita perché non riusciamo a spiegarci come mai, proprio ora che dovremmo essere più rilassati e potremmo dormire fino a tardi, non prendiamo sonno e trascorriamo le notti a rigirarci agitati tra le lenzuola.
Una prima ragione sta nel fatto che d'estate si cambiano anche più letti nell'arco di pochi giorni. Passiamo dal nostro comodo materasso a quello di un albergo o della casa al mare presa in affitto e il nostro corpo non riconosce più le curve del materasso su cui si è abituato a dormire. Ed ecco allora insorgere problemi come insonnia, mal di schiena, allergie.
"Non è infrequente che alcune persone, anche non affette da insonnia, cambiando abitudini, stile di vita o ambiente possano lamentare qualche difficoltà di addormentamento e sonno frammentato, soprattutto se predisposti", spiega il dottor Fabio Placidi, del Centro di Medicina del Sonno presso il Policlinico Tor Vergata di Roma. "I motivi possono essere diversi", prosegue l'esperto, "le condizioni ambientali sono molto importanti per una buona qualità del sonno. La temperatura della stanza e il buon arieggiamento, per esempio, in vacanza potrebbero non essere quelli ideali. Inoltre, quando dormiamo, la temperatura del corpo scende di circa un grado. Con il caldo la discesa avviene più lentamente, quindi ci addormentiamo più tardi".
Il caldo, però, non è l'unico ostacolo sulla via di Morfeo. Anche le ore di maggior luce che caratterizzano le giornate estive fanno la loro parte. "L'aumentare delle ore di luce, durante la giornata", spiega il dottor Placidi, "influisce sul ritmo veglia-sonno. Nel cervello c'è una zona detta ipotalamo, una sorta di orologio biologico vicino al quale si trova la ghiandola pineale che, con l'oscurità, produce melatonina, un ormone che facilita l'addormentamento. Più si allungano le giornate, meno melatonina secerne questa ghiandola, con il risultato che si dorme meno".
Ostacoli che rendono difficili anche le notti di chi resta in città e soffre ancora di più il caldo. "Anche per chi non parte", consiglia il dottor Placidi, "è sempre importante seguire le buone norme di "igiene del sonno" che aiutano a riposare meglio come, per esempio, andare a dormire ogni sera e alzarsi ogni mattina alla stessa ora, anche durante il fine settimana e indipendentemente da quanto si è dormito la notte".
Allora, niente ore piccole e risvegli in tarda mattinata? "Meglio di no e per aiutare il sonno", ammonisce il dottor Placidi, "quando andate a letto è bene abbassare completamente le tapparelle per evitare che la luce del giorno possa svegliarvi prematuramente o disturbare il sonno".