UN passo avanti per capire perché gli embrioni ottenuti con ovociti congelati si impiantano meno degli altri. "Il congelamento è effettuato senza seguire uno standard preciso", spiega Andrea Borini, responsabile scientifico di Tecnobios procreazione, che ha presentato uno studio all'ESHRE, "e invece abbiamo dimostrato, utilizzando dei marker di invecchiamento cellulare e l'allineamento dei cromosomi, che esiste una tempistica da seguire, una "finestra" temporanea che è di circa un'ora. Dopo il prelievo bisognerebbe dunque congelare gli ovociti al massimo entro due ore, e molti centri per ragioni organizzative lo fanno invece a fine giornata, e poi fecondarlo al massimo a un'ora dallo scongelamento. Utilizzando questi criteri abbiamo visto che la percentuale di gravidanza sale a 9,3% da 4,7%". Un cambiamento organizzativo si rende dunque necessario.