Mentre la crisi economica mondiale porta le aziende farmaceutiche a contenere le spese, comprese quelle per la ricerca di nuove cure, c'è chi va in controtendenza. È il caso della Eisai (è la pronuncia dell'ideogramma che significa prodotti per la salute), industria giapponese fondata nel 1941 e che negli ultimi anni si sta espandendo nel resto del mondo. Ultimo, e consistente, passo è l'inaugurazione, avvenuta ai primi di giugno, del "quartiere generale" europeo, situato a Hatfield, a nord di Londra, vicino ai migliori centri di ricerca universitari britannici. Il neonato European Knowledge Centre (Centro Europeo per la Conoscenza), dove si svolgeranno le attività di ricerca, sviluppo clinico e produzione di farmaci destinati al Vecchio Continente è costato 100 milioni di sterline ed impiega oltre 500 persone, tutte assunte sul posto, di cui i ricercatori sono 260.
"Scegliendo di collocare il quartier generale per l'Europa nel Regno Unito", ha detto nel corso della cerimonia inaugurale il ministro degli Esteri britannico Ivan Lewis, "la Eisai ha dimostrato la sua intenzione di sostenere l'economia britannica a lungo termine. Una scelta positiva sia per questa industria che per il nostro paese. Questo governo ha messo l'industria farmaceutica al centro del suo programma di sviluppo economico e siamo compiaciuti dall'entità dell'investimento, un segno tangibile di fiducia nelle nostre scelte politiche".
"Eisai", ha detto il presidente e amministratore delegato Haruo Naito, "crede che integrando tutte le funzioni di una azienda in un singolo luogo si potenzino le funzioni di creazione di conoscenze e si migliorino qualità, efficienza e produttività e si possa raggiungere meglio il nostro obbiettivo principale che è quello di migliorare la vita dei malati e delle loro famiglie, scoprendo cure nuove il prima che sia possibile". Le aree terapeutiche in cui questa azienda giapponese è presente sono quelle della neurologia (demenza, Parkinson ed epilessia), psichiatria, oncologia, immunologia e cura del dolore cronico. L'annuncio di nuovi farmaci è previsto già per i prossimi uno o due anni. (a. d'a.)