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IL CASO

Wikileaks torna ad alzare la voce
online 5 milioni di mail della Stratfor

Il sito degli analisti dell'intelligence era stato attaccato lo scorso dicembre. Trafugati i dati di quattromila utenti, tra cui Bank of America, Dipartimento della Difesa, Lockheed Martin. Da oggi pubblicate sul sito dell'Espresso
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LONDRA - Rieccoli, quelli di Wikileaks: dopo mesi quasi in silenzio, il sito di Julian Assange ha pubblicato cinque milioni di mail della società privata di analisi geopolitica e intelligence Usa 'Stratfor'. Battezzata operazione 'The globale intelligence files' Wikileaks ha preso di mira la società, che ha sede ad Austin in Texas, fondata nel 1996 da George Friedman. Che ha reagito con una nota alla fuga di informazioni affermando che le email pubblicate da Wikileaks potrebbero essere state "manipolate, contraffatte, e contenere imprecisioni". L'agenzia di intelligence bolla la mossa del sito di Julian Assange come un tentativo di "intimidirci e costringerci al silenzio". "Non le autenticheremo, né le commenteremo", prosegue la nota: "Siamo stati derubati, doverne rispondere (delle email, ndr) significherebbe essere due volte vittime".

IL DATABASE I CABLOGRAMMI USA

Stratfor è impegnata tra l'altro in prima fila contro la lotta ai pirati informatici e pubblica un bollettino quotidiano molto seguito dagli analisti di tutto il mondo. Il 24 dicembre fu attaccata dagli hacker di Anonymous che riuscirono a trafugare i dati di 4.000 utenti. E Anonymous è coprotagonista di questa azione, avendo consegnato i file 'rubati' alla Stratfor a Wikileaks. "Perché lo abbiamo fatto? La trasparenza, sia forzata o volontaria, è necessaria per capire il nostro mondo", ha spiegato lo stesso collettivo hacker su Twitter.

I DOCUMENTI SULL'ESPRESSO

"Oggi WikiLeaks inizia a sollevare il velo sulle vite private e menzogne private delle spie private", ha detto Julian Assange alla conferenza stampa indetta al Frontline Club di Londra per presentare la pubblicazione delle mail della Stratfor. "Ci troviamo di fronte al fiorire di una forma di intelligence privata ma senza che ci siano contrappesi per tenerla sotto controllo".

Il materiale pubblicato va da luglio del 2004 a dicembre del 2011 e secondo Wikileaks svela "la rete di informatori, i pagamenti  a loro effettuati, le tecniche di riciclaggio di denaro e i sistemi di pressione psicologica usati da Stratfor".

Il sito fondato da Julian Assange, agli arresti domiciliari in Gran Bretagna dove combatte contro la richiesta di estradizione per una duplice accusa di stupro in Svezia, era assurta agli onori della cronaca pubblicando nel 2010 in due tranche mail riservate del Pentagono prima sulla guerra in Iraq (il 5 aprile) e poi sull'Afghanistan (25 luglio). Il colpo grosso lo fa il 28 novembre sempre del 2010 quando - imbarazzando la diplomazia americana - pubblica circa 260.000 cablogrammi riservati spediti periodicamente dai diplomatici Usa in tutto il mondo per riferire particolari sulla situazione politica dei Paesi dove sono distaccati.

Dispacci dove senza peli sulla lingua e in totale libertà riferiscono giudizi e pettegolezzi sui diversi leader politici, peraltro la maggior parte ottenuti dalla semplice lettura della stampa locale. Il caso rischiò di incrinare le relazioni diplomatiche di Washington con molti alleati. I dati furono forniti ad Assange dal caporale Usa Bradley Manning, che ora rischia l'ergastolo davanti alla corte marziale.