Ecco perché non teniamo alla nostra privacy
Nel 2010 Facebook ha cambiato le proprie regole, trasformando le informazioni su scuola frequentata e città di residenza in pagine del network e rendendole così pubbliche (segue)
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Quanto vale la nostra privacy? Un esperimento condotto da Acquisti in un supermercato mostra che la valutazione cambia, a seconda che ci propongano di acquistarla o cederla (segue)
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Per farci ignorare un messaggio decisivo può bastare una piccola distrazione, come una mail arrivata, o una notifica su Facebook (segue)
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Le informazioni sulla privacy sarebbero più efficaci se apparissero quando eseguiamo la relativa operazione, sostiene Acquisti, anziché fuori contesto (segue)
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Quanti problemi sono iniziati così? (segue)
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Gmail consente di inserire una pausa "di riflessione" di 5 secondi dopo l'invio di un messaggio, che dà modo all'utente di annullare. Lo stesso si potrebbe fare per i post su Facebook (fine)