La password del futuro?
La ingoieremo con una pillola
Dalle impronte digitali alla scansione dell'iride passando per le nuove frontiere del tatuaggio o della compressa elettronica: presto parole e codici serviranno a poco, a identificarci non solo online ma nella vita di tutti i giorni, ci penserà il nostro corpo di SIMONE COSIMI
ALMENO una mezza dozzina, nella migliore delle ipotesi. Spesso molte di più, fino a diverse decine. Quasi sempre sono tutte memorizzate lì dentro, nella nostra testa. Lo dice uno studio Kaspersky Lab: il 71 per cento dei vari codici con cui accediamo a posta, servizi, pagamenti, home-banking e così via preferiamo memorizzarlo. Senza altro supporto mnemonico. Semmai, incredibile nel 2013, li scriviamo su carta (23 per cento). Seguono computer, telefono, post-it e, solo alla …