NEW YORK - Fronda al fondatore, per la prima volta. Dopo le lacrime di Steve Ballmer che ha annunciato commosso ai suoi l'abbandono della guida di Microsoft, arrivano le pressioni di tre dei 20 maggiori azionisti della più grande azienda di software del mondo nei confronti del board perché di Bill Gates affinché lasci la presidenza, scrive il quotidiano inglese Guardian che ha pubblicato le indiscrezioni su questo delicato passaggio dell'azienda.
Il timore di questi azionisti in rivolta è che il co-fondatore del gigante informatico faccia valere il suo potere per ostacolare le nuove strategie dell'azienda limitare il potere dell'amministratore delegato che sarà nominato al posto di Steve Ballmer che ha guidato la compagnia per 13 anni. Bill Gates prima del 1986, quando la Microsoft debuttò in borsa, deteneva il 49% delle azioni. Una quota che ha ridotto anno per anno, sulla base di un piano di dismissioni pubblicamente annunciato. Adesso possiede il 4,5 per cento della compagnia da 277 miliardi di dollari è quindi il maggior singolo azionista dell'azienda.
Da qualche anno le tensioni sono di casa dalle parti di Redmond, soprattutto dopo i ritardi accumulati nel campo del mobile. Uno svantaggio che i promettenti risultati di Windows Phone hanno l'ambizione di colmare, anche se la sua fetta di mercato mondiale si attesta al momento al 4 per cento e ben lontano dai giganti Google e Apple. Ma la chiave per riprendersi quote di mercato perse troppo frettolosamente, secondo una buona parte dei vertici aziendali, sta nella produzione di dispositivi proprietari. La scelta di insistere sui tablet Surface, nonostante un esordio poco felice, e soprattutto l'acquisizione di Nokia, vanno proprio in questa direzione. La battaglia per decidere le strategie è appena cominciata.
Il timore di questi azionisti in rivolta è che il co-fondatore del gigante informatico faccia valere il suo potere per ostacolare le nuove strategie dell'azienda limitare il potere dell'amministratore delegato che sarà nominato al posto di Steve Ballmer che ha guidato la compagnia per 13 anni. Bill Gates prima del 1986, quando la Microsoft debuttò in borsa, deteneva il 49% delle azioni. Una quota che ha ridotto anno per anno, sulla base di un piano di dismissioni pubblicamente annunciato. Adesso possiede il 4,5 per cento della compagnia da 277 miliardi di dollari è quindi il maggior singolo azionista dell'azienda.
Da qualche anno le tensioni sono di casa dalle parti di Redmond, soprattutto dopo i ritardi accumulati nel campo del mobile. Uno svantaggio che i promettenti risultati di Windows Phone hanno l'ambizione di colmare, anche se la sua fetta di mercato mondiale si attesta al momento al 4 per cento e ben lontano dai giganti Google e Apple. Ma la chiave per riprendersi quote di mercato perse troppo frettolosamente, secondo una buona parte dei vertici aziendali, sta nella produzione di dispositivi proprietari. La scelta di insistere sui tablet Surface, nonostante un esordio poco felice, e soprattutto l'acquisizione di Nokia, vanno proprio in questa direzione. La battaglia per decidere le strategie è appena cominciata.