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C'è un record del mondo per tutti
col Guinness dei primati fai-da-te

Parla il fondatore della piattaforma social RecordSetter, dedicata alle imprese non ufficiali. Basta una telecamera e che il primato sia quantificabile e battibile da un altro utente. Con un terreno di scelta davvero sconfinato di PIER LUIGI PISA
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"MI AUGURO che un giorno tutte le persone della Terra detengano un record del mondo". È questo il sogno di Dan Rollman, co-fondatore (insieme all'amico Corey Henderson) di RecordSetter, la piattaforma web dedicata ai record del mondo fai da te. Chiunque può fissare il proprio: occorre solo un particolare "talento", anche il più strambo, una videocamera per filmarlo e che il record proposto sia quantificabile e battibile da un altro utente. Seguendo queste linee guida si può tentare di tutto: dal minor tempo impiegato per risolvere un cubo di Rubik in bilico su una palla da basket al maggior tempo trascorso con una scala in bilico sul proprio mento.

Rollman e Henderson non hanno dubbi: "Pensiamo che ognuno possa ritenersi il migliore del mondo in qualcosa". E così nel 2008 i due hanno lanciato, con il loro sito, la sfida al Guinness World Records, cercando di intaccare un monopolio sui primati che dura, indisturbato, dal 1955, anno di pubblicazione del primo Guinness Book of Records: un libro di 197 pagine stampato a Londra e divenuto immediatamente un bestseller. Da allora il volume ha conosciuto diverse declinazioni editoriali e, più recentemente, ha "prestato" il suo marchio alla TV con un discreto successo di ascolti.

RecordSetter vuole battere il Guinnes dei primati puntando su velocità e visibilità, due fattori chiave nell'era di Internet. La piattaforma di Rollman e Henderson, nonostante riceva migliaia di video al mese, impiega 48 ore, in media, per "certificare" il record e renderlo pubblico sulla propria pagina. Il Guinnes World Records, al contrario, impiega almeno sei settimane soltanto per giudicare la proposta (scritta) inviata attraverso il suo sito ufficiale. Da questo punto di vista, insomma, non c'è confronto: nel giro di due giorni gli utenti di RecordSetter possono inventare, tentare e sbandierare (condividendolo sui social network) il proprio record. E chiunque, altrettanto velocemente, può cercare di batterlo.

È questa forse la più grande intuizione dei fondatori della piattaforma dei record fai-da-te: dare un'organizzazione credibile alla moltitudine di imprese che ormai da tempo abbonda su YouTube. E regalare a tutti  -  stessa "promessa" del sito di video sharing di Google  -  l'illusione di diventare una star. Basta osservare tre semplici regole: "a) Il record deve essere quantificabile, b) deve essere battibile e c) deve includere un'indiscutibile prova mediatica". Chi propone un record su RecordSetter, inoltre, non paga nulla. Stesso discorso per il Guinness dei primati, con una piccola differenza: la lentezza "burocratica" sottolineata in precedenza ha portato all'ideazione di una "Fast Track", servizio a pagamento (circa 700 dollari) che permette di velocizzare la propria "pratica" e di ricevere una risposta dallo staff "in tre giorni lavorativi, senza possibilità di rimborso nel caso il record proposto venga respinto".

Giacche gialle (quelle dei giudici di RecordSetter) contro giacche blu (indossate dai giudici del Guinness World Records). New York, la "base" di Rollman e Henderson, contro Londra, sede dell'head office del Guinness dei primati. La sfida non è solo simbolica. All'autorità del Guinness World Records, giudice supremo del destino di un record, RecordSetter propone un modello open source: sono la community e i suoi moderatori a prendere in esame ed eventualmente certificare ogni tentativo. "Credo che la nostra sia una piattaforma più aperta e democratica per chi vuole stabilire un record del mondo" spiega il giovane Rollman, a caccia di curiosi primati in prima persona: "Ci sono ragazzi che cercano di impressionare le ragazze con rose e cioccolatini. Io invece le invito a osservarmi mentre provo a mangiare nel minor tempo possibile un piatto di ravioli".