È IL NEGOZIO del mondo. Dove si trova di tutto. Perfino ciò che ci eravamo dimenticati esistesse. Per (quasi) ogni categoria merceologica materiale e immateriale, dai libri ai cibi ai film. Amazon è ormai diventato quell'"everything store" che il suo carismatico fondatore, Jeff Bezos, immaginava fin dai primi passi a Seattle, Washington, sotto il nome di Cadabra. Era il luglio del 1994: quasi vent'anni fa. Proprio a ridosso dei due decenni di vita, segnati da un cammino lento ma costante, arriva nelle librerie un volume che cerca di lanciarsi dietro le quinte del fenomeno. Per capire dall'interno un'epopea che ormai da anni coinvolge a pieno titolo anche l'elettronica di consumo sfidando senza paura, e anzi con ottimi risultati, giganti come Apple e Microsoft. S'intitola "Vendere tutto. Jeff Bezos e l'era di Amazon" (Hoepli editore, 336 pagine, 18 euro) ed è firmato da Brad Stone, giornalista del settimanale economico statunitense Bloomberg Businessweek e da almeno quindici anni attento osservatore di quanto ribolle proprio fra Seattle e la Silicon Valley anche per altre testate come New York Times e Newsweek. Ne esce, un po' come per i lati oscuri di Steve Jobs svelati dalla monumentale biografia di Walter Isaacson, un ritratto completo e affascinante di Bezos, tratteggiato anche grazie alle interviste di ex collaboratori, dipendenti e famigliari. Un uomo riservato, dalla risata fragrante e inquietante, perfezionista, estremamente arguto. E, soprattutto, completamente dedito alla missione di fornire al cliente un'esperienza unica, a basso costo, rassicurante e curata nel dettaglio. Dall'ultimo libro all'ipertecnologico tablet, la storia non cambia.
Jeff Bezos, l'uomo che ha inventato Amazon
In che modo Amazon ha mutato la nostra concezione dell'oggetto libro?
"Vent'anni fa una delle esperienze più comuni era quella di cercare un volume specifico in una libreria. Senza trovarlo. Amazon ha cambiato questa situazione rendendo disponibile ogni libro via posta. Come risultato, il cosiddetto catalogo degli editori è tornato a vivere. Poi nel 2007, a partire dagli Stati Uniti, Amazon ha fatto un altro passo con il Kindle, rendendo cioè ogni libro scaricabile istantaneamente. Lungo la strada, la compagnia ha continuato a creare nuove opportunità per gli autori, dando per esempio loro la possibilità di autopubblicarsi se i grandi editori non sono interessati ai loro lavori. C'è stato ovviamente un costo: molte librerie hanno chiuso o sono finite ai margini, come la catena Borders qui negli Usa. Ma ogni osservatore deve comunque considerare questo costo rispetto al prezzo della stagnazione nel business editoriale. In altre parole: cosa sarebbe stato il mondo del libro oggi se gli e-book non fossero stati disponibili per molti giovani lettori, ormai legati ai loro smartphone e tablet? Bezos, e Amazon, hanno traghettato i libri nel XXI secolo".
Che idea si è fatto di Jeff Bezos?
"È uno dei più grandi imprenditori, alla pari con Steve Jobs e Sam Walton di Walmart. Davvero pochi businessman sono riusciti a essere sia fondatori, cioè le persone che hanno avuto l'idea vincente, che"concretizzatori", capaci di fare i Ceo, guidando una grande compagnia. Bezos svolge entrambi i compiti, continuando inoltre a inventare cose nuove. È anche uno molto duro e spietato, caratteristiche che forse costituiscono un requisito essenziale per avere successo nel mondo dei giganti di internet e della distribuzione".
Perché Bezos è così attratto da altri progetti come quello aerospaziale, Blue Origin, o dai media tradizionali, come dimostra la recente acquisizione del Washington Post?
"Bezos mette in pratica ciò che lui chiama "minimizzazione delle possibilità di rammarico" rispetto alle decisioni che prende: quando sarà vecchio, pensi si pentirà di aver trascurato una certa possibilità? In queste attività esterne al business di Amazon spesso non fa infatti altro che inseguire i sogni di quando era giovane. È cresciuto guardando Star Trek e l'allunaggio dell'Apollo. Ha sempre voluto visitare lo Spazio e renderlo a portata di chiunque. Ed è anche cresciuto leggendo voracemente: oggi i manager di Amazon divorano molti libri, senza contare che la moglie è una scrittrice. Quindi, per tornare alla domanda, crede davvero di poter resuscitare il Washington Post e farne di nuovo un grande quotidiano".
Per Bezos internet è solo all'anno zero: quali saranno i prossimi passi per Amazon?
"Amazon si sta espandendo praticamente in ogni direzione possibile. Crescerà a livello internazionale, introducendo nuove categorie di prodotti, come i generi alimentari, e svilupperà altri tipi di hardware e dispositivi, come telefoni e set-top box. Non è solo un negozio in cui si vende tutto ma un'autentica "everything company".
In quali passaggi Amazon ricorda un'altra grande storia di successo hi-tech come quella di Apple?
"Entrambi i gruppi sono stati creati da fondatori visionari che hanno preteso l'eccellenza da chiunque lavorasse con loro. Ma il business di Amazon è enormemente più complesso. Apple può sfornare un gran dispositivo e farlo avere ai clienti. Amazon è nel mercato della distribuzione che porta un prodotto dal punto A al punto B, e ogni dieci milioni di clienti in più la sfida si fa infinitamente più complicata. Amazon è anche una compagnia dai bassi margini di profitto e spesso servono proprio sfide del genere per guadagnare. Apple è invece una compagnia ad alti margini di profitto. Un lusso".
Siamo dunque approdati, dal Villaggio globale di Marshall McLuhan a cui eravamo destinati, al "negozio globale" di Jeff Bezos?
"Anche Amazon connette le persone in molti modi. Pensa per esempio alle recensioni dei prodotti sul sito o alle discussioni fra lettori sul social acquistato mesi fa, Goodreads. I clienti hanno più potere su Amazon per comunicare l'un l'altro e imparare dai loro acquisti come mai prima d'ora".
Cloud computing, ora il Kindle Fire Hdx: cosa rimane della visione iniziale di Jeff Bezos?
"Credo che la visione di Bezos fosse proprio quella di creare un negozio in cui si vende di tutto. Ha solo messo in pratica questa idea iniziale in un modo interessante man mano che fioccavano le opportunità. Ora gli scaffali di quel negozio sono pieni di prodotti fisici come libri, mobili e oggetti industriali, ma anche digitali come e-book e film in streaming. E ancora di servizi immateriali".