Italian Tech

Cassazione: Anonymous, associazione a delinquere per 'cellule'. Ideali non giustificano

Cassazione: Anonymous, associazione a delinquere per 'cellule'. Ideali non giustificano

Per la Corte Suprema un "accordo per introdursi abusivamente su siti altrui", è "di norma un reato, a prescindere dalle finalità che animano chi lo faccia" che potrebbero essere anche "lusinghieri e meritori". La sentenza 50620 ha confermato la custodia cautelare agli arresti domiciliari per Gianluca Preite
1 minuti di lettura
ROMA - Nessuna giustificazione. Neanche gli ideali. Per la Cassazione il gruppo Anonymous, con le sue cellule di hacker che commettono accessi abusivi ai siti di società o istituzioni, non può ottenere attenuanti per le sue azioni richiamandosi al 'cartello' di ideali perseguiti. Un "accordo per introdursi abusivamente su siti altrui", è "di norma un reato, a prescindere dalle finalità che animano chi lo faccia", e può "certamente costituire il presupposto di un'associazione per delinquere", ha stabilito la Corte.

In particolare i supremi giudici, con la sentenza 50620 che ha confermato la custodia cautelare agli arresti domiciliari per Gianluca Preite, che in nome di Anonymous aveva commesso accessi abusivi insieme ad altri indagati, hanno ritenuto la configurabilità del reato di associazione per delinquere finalizzata alla realizzazione di accessi abusivi a sistemi informatici anche nel caso di cellule che hanno come obiettivo il perseguimento di fini che, in via ipotetica, potrebbero essere anche "lusinghieri e meritori".

Ad avviso degli ermellini, "Anonymous può assimilarsi a una organizzazione non statica, operante in una dimensione di per sé aperta e non individuabile su una base meramente territoriale".

LEGGI
Hacker di Anonymous condannato a dieci anni di ROSITA RIJTANO
La protesta della Million Mask March di ARTURO DI CORINTO

Nella vicenda in esame, finita all'attenzione degli inquirenti della procura di Roma, la Cassazione sottolinea che "non è in discussione la liceità del gruppo Anonymous inteso nella sua dimensione complessiva su scala mondiale, ovvero delle finalità di carattere generale che il gruppo medesimo persegue, ma si discute appunto di cellule che possono avere pianificato iniziative illecite". La tesi - sostenuta dall'avvocato Carlo Taormina, legale di Preite - "non risulta condivisibile", scrive la Cassazione. In base al ragionamento del legale "la finalità ideale dei valori perseguiti da Anonymous, in ipotesi coincidente con principi largamente condivisi nel tessuto sociale, escluderebbe per questo stesso motivo la possibilità di discutere di reati associativi".

Infatti, rilevano i giudici di piazza Cavour, "se tre soggetti, animati da una comune sensibilità ai temi ecologici, si accordassero una notte per tagliare gli pneumatici dei mezzi in dotazione ad un'azienda che assumono inquinare l'ambiente, sarebbe certamente ragionevole contestare loro un reato ex artt. 110 e 635 cp (concorso in danneggiamento, ndr), ma qualora i tre personaggi in questione elaborassero un piano indeterminato, di portata generale, per arrecare danneggiamenti su più vasta scala in danno di presunti inquinatori, la soglia della tutela penale dell'ordine pubblico verrebbe ben più facilmente valicata". La Suprema Corte osserva che, "al di là dei valori ideali, quel che conta è infatti il programma condiviso anche in ordine alle modalità di perseguimento dei fini (per quanto lusinghieri e meritori) che il gruppo si propone".
[[ge:rep-locali:repubblica:73755865]]