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Internet e sicurezza: nasce a Davos la Commissione del "dopo Nsa"

Il progetto presentato al World Economic Forum. Il gruppo di lavoro, composto da 25 membri, dovrà scrivere nuove regole per un corretto utilizzo del web. Per evitare un nuovo Datagate e scongiurare la sorveglianza della Rete di MARCELLO GELARDINI
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Non solo economia, crescita, lotta alla povertà e sviluppo sostenibile ma anche, e soprattutto, Internet. Lo scandalo Datagate ha lasciato ferite profonde sui governi di mezzo mondo, lanciando un potente allarme sui rischi collegati a un cattivo utilizzo della Rete e delle comunicazioni informatiche. Così da Davos, dove sono riuniti i grandi della finanza globale, si è discusso degli strumenti per migliorare la sicurezza del web e cercare di dare risposte chiare sui suoi futuri sviluppi. Va proprio in questa direzione la decisione di istituire una Commissione mondiale indipendente - la Global Commission on Internet Governance - che non solo dovrà vigilare ma redigere anche nuove regole per i 'naviganti' in materia di privacy e controlli.

ll gruppo di lavoro, promosso dal Centro Internazionale per l'Innovazione e la Governance (Cigi) e dal think-tank britannico (Chatham House), è dunque la risposta ufficiale che i potenti della terra hanno voluto dare in primis alle rivelazioni di Edward Snowden sull'attività di spionaggio effettuata dall'Agenzia per la sicurezza Usa (Nsa). Avrà, per ora, durata biennale e si concentrerà propiro sulla Governance di Internet. Sarà composta da 25 membri provenienti da diversi settori (politica, università, società civile) e si concentrerà sulla regolamentazione del web, sulla sua innovazione, sulla delicata questione dei diritti on line e, soprattutto, sul rischio sistemico legato alla Rete. A presiederla il ministro degli Esteri svedese, Carl Bildt, tra i politici maggiormente convinti delle potenzialità del web definito da lui stesso "uno strumento chiave per la pace" al pari della diplomazia. 

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La rapida evoluzione della Rete - ha detto Bildt - è stata possibile grazie al modello aperto e flessibile con cui è nata ed è stata disciplinata sinora. Ma, progressivamente, la sua libertà è stata messa sotto attacco in misura sempre maggiore". Bildt che ha anche sottolineato come la libertà d'informazione e di parola nelle nostre società siano "fondamentali".

Ma non è solo un problema di sicurezza; perché la Commissione avrà, fra i compiti, anche quello di ridurre i controlli che molti Paesi non democratici hanno sulla Rete.
In una dichiarazione congiunta, il Cigi e Chatham House hanno infatti ribadito come le regole attuali non bastino: "Le minacce alla libertà di un web aperto e universale provengono da due fonti principali: in primo luogo da un certo numero di Stati autoritari che stanno conducendo una campagna per esercitare un forte controllo". Il riferimento non è esplicito ma sufficientemente chiaro: Cina, Iran e quanti vietano un utilizzo 'pieno' di Internet; sono loro i nemici principali in questa battaglia.

L'altra grande minaccia, come detto, è costituita dalla rete di sorveglianza rivelata da Snodwen, uno scandalo che si presenta dimensioni ogni giorno più grandi. 
"Le notizie di una sorveglianza online - recita ancora la nota - hanno portato a una perdita di fiducia nella web". Una tendenza che va necessariamente invertita. Un impegno, questo, che vede conviolti gli stessi Stati Uniti, come dimostra la recente decisione del presidente Usa Obama di cambiare le regole sulla raccolta dei dati da parte dell'Nsa.

La Commissione, che avvierà i propri lavori a maggio, lancerà anche consultazioni pubbliche per capire gli orientamenti dominanti tra gli utenti di Internet e, al termine dei due anni, dovrà consegnare una relazione ufficiale.