ROMA -Tradizione e sicurezza. Su questi due pilastri si poggeranno le basi del rilancio di Blackberry. La reintroduzione della tastiera fisica sui modelli e la "blindatura" del sistema operativo saranno i focus su cui si concentrerà la società canadese per provare a riprendersi un posto d'onore nel mercato degli smartphone, dominato da Apple e Samsung.
Dopo il fallimento dello Z10, il primo smartphone "tutto touch" della storia della compagnia, Il nuovo amministratore delegato della società canadese, John Chen, ha capito che la tastiera non era solo un accessorio ma rappresentava un vero e proprio simbolo dell'azienda. Che aveva investito anni di ricerca per creare "la migliore tastiera del mondo", uno dei motivi per il quale i clienti hanno scelto Blackberry. Il vecchio marchio di fabbrica, quindi, tornerà ad essere al centro della progettazione dei nuovi dispositivi. Ed è uno dei cardini su cui l'azienda imposta la sua strategia per "tornare a crescere".
L'altro punto forte su cui puntare è la sicurezza. Dopo le rivelazioni di Edward Snowden e lo scoppio del caso Nsa, le reputazioni della maggior parte delle aziende sono state compromesse. Non quella della società dell'Ontario. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, a dicembre, ha dichiarato di utilizzare un Blackberry perché gli altri telefoni erano considerati troppo facili da hackerare. Un attestato di stima che ha confermato la fiducia del mercato. "Siamo il sinonimo di sicurezza" si è sbilanciato Chen in un'intervista a FastCompany, annunciando che la società continuerà a investire in questo campo, per non mettere a rischio la propria leadership. "Niente è più sicuro della piattaforma BlackBerry. È fondamentale garantire che le comunicazioni mobili non possano essere compromesse" ha dichiarato Chen.
Ma per investire e cambiare rotta servono soldi e i dati economici di Blackberry non sono incoraggianti. Il flop del modello z10 ha lasciato un conto pesante alla società con oltre 934 milioni di dollari di materiale invenduto nei magazzini e una trimestrale con oltre 4 miliardi di perdite. Chen ha cercato di mettere un po' di liquidità nelle casse, vendendo il complesso immobiliare di Blackberry in Canada, racimolando 41 milioni di dollari. Poi ha stretto un accordo quinquennale di partnership strategica con la Foxconn (la stessa che collabora con Apple) che si occuperà della produzione dei dispositivi. Le previsioni per il futuro sono buone. "È importante restringere la nostra attenzione sui punti di forza, che non significa voltare le spalle ai consumatori, tutt'altro. Credo nei valori di questo marchio e ho scelto la squadra e la strategia giusta per ricostruire BlackBerry" ha detto Chen.
Nei prossimi 12 mesi è prevista l'uscita del modello low cost con una variante del BBMessenger studiato appositamente per i mercati emergenti. L'azienda spingerà anche per l'integrazione della piattaforma Cloud all'interno dei propri prodotti.
Dopo il fallimento dello Z10, il primo smartphone "tutto touch" della storia della compagnia, Il nuovo amministratore delegato della società canadese, John Chen, ha capito che la tastiera non era solo un accessorio ma rappresentava un vero e proprio simbolo dell'azienda. Che aveva investito anni di ricerca per creare "la migliore tastiera del mondo", uno dei motivi per il quale i clienti hanno scelto Blackberry. Il vecchio marchio di fabbrica, quindi, tornerà ad essere al centro della progettazione dei nuovi dispositivi. Ed è uno dei cardini su cui l'azienda imposta la sua strategia per "tornare a crescere".
L'altro punto forte su cui puntare è la sicurezza. Dopo le rivelazioni di Edward Snowden e lo scoppio del caso Nsa, le reputazioni della maggior parte delle aziende sono state compromesse. Non quella della società dell'Ontario. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, a dicembre, ha dichiarato di utilizzare un Blackberry perché gli altri telefoni erano considerati troppo facili da hackerare. Un attestato di stima che ha confermato la fiducia del mercato. "Siamo il sinonimo di sicurezza" si è sbilanciato Chen in un'intervista a FastCompany, annunciando che la società continuerà a investire in questo campo, per non mettere a rischio la propria leadership. "Niente è più sicuro della piattaforma BlackBerry. È fondamentale garantire che le comunicazioni mobili non possano essere compromesse" ha dichiarato Chen.
Ma per investire e cambiare rotta servono soldi e i dati economici di Blackberry non sono incoraggianti. Il flop del modello z10 ha lasciato un conto pesante alla società con oltre 934 milioni di dollari di materiale invenduto nei magazzini e una trimestrale con oltre 4 miliardi di perdite. Chen ha cercato di mettere un po' di liquidità nelle casse, vendendo il complesso immobiliare di Blackberry in Canada, racimolando 41 milioni di dollari. Poi ha stretto un accordo quinquennale di partnership strategica con la Foxconn (la stessa che collabora con Apple) che si occuperà della produzione dei dispositivi. Le previsioni per il futuro sono buone. "È importante restringere la nostra attenzione sui punti di forza, che non significa voltare le spalle ai consumatori, tutt'altro. Credo nei valori di questo marchio e ho scelto la squadra e la strategia giusta per ricostruire BlackBerry" ha detto Chen.
Nei prossimi 12 mesi è prevista l'uscita del modello low cost con una variante del BBMessenger studiato appositamente per i mercati emergenti. L'azienda spingerà anche per l'integrazione della piattaforma Cloud all'interno dei propri prodotti.