Il j'accuse di Springer a Google e l'Ue che ancora non c'è
di CLAUDIO GIUAL'analisi L'atto d'accusa dell'editore tedesco non arriva a freddo. Nasce dall'urgenza di fermare chi si impadronisce dei nostri dati sensibili, elude miliardi in tasse e sfrutta il lavoro di altri per diventare più potente
IL DURO atto d'accusa a Google da parte del più rispettato e autorevole editore europeo, Mathias Doepfner, amministratore delegato di Axel Springer, non arriva a freddo. Da anni cresce in Europa la consapevolezza che Google e altri operatori globali della rete - da Facebook a Twitter, da Apple a eBay - sono sì una straordinaria risorsa collettiva che migliora la vita quotidiana di ciascuno di noi ma, nello stesso tempo, servono per imporre nuovi paradigmi culturali e sociali, disa…