SILVERSTONE (Gran Bretagna) - Trasformare i migliori giocatori del videogame di guida Gran Turismo in piloti professionisti, per correre alla 24 ore di Le Mans o, perché no, in Formula Uno. Ecco il sogno di Darren Cox, direttore di Nissan Motorsport e creatore, insieme a Sony PlayStation, della Gran Turismo Academy, una specie di talent show dove non si canta, non si balla, ma si guida il più forte possibile. La sesta edizione si è appena conclusa a Silverstone. "Quando Fernando Alonso vinse il primo mondiale gli chiesero come si sentiva a essere il pilota più forte del mondo. Lui rispose che non lo era, perché probabilmente c'era un autista di bus in Messico che ha più talento di lui, ma non lo sa", racconta Cox. "Ecco, noi cerchiamo quell'autista".
La GT Academy si svolge in tre fasi distinte. Per partecipare alla prima, basta avere una PlayStation 3 e una connessione a internet. I giocatori di tutto il mondo possono scaricare una versione speciale di Gran Turismo 6, dove si può correre online su un solo tracciato con una sola auto: i migliori tempi per ogni paese danno accesso alle finali nazionali. Qui scatta la seconda fase. I ragazzi vincitori vengono sottoposti a una serie di test: devono dimostrare la loro forma fisica facendo degli esercizi, affrontare un'intervista in inglese come i piloti veri, fare uno slalom tra birilli al volante di un auto sportiva e, naturalmente, dimostrare di nuovo la loro abilità al gioco Gran Turismo su PlayStation 3.
I migliori di Italia, Inghilterra, Francia, Spagna, Portogallo, Belgio, Olanda, Russia e altri paesi europei accedono alla finale vera e propria, una settimana a Silverstone, sul circuito che ha ospitato la prima gara di Formula Uno della storia, per imparare a guidare sul serio. Sotto gli occhi di leggende del passato come René Arnoux e Johnny Herbert, i ragazzi partecipano a un reality show dove le telecamere seguono ogni loro movimento, dalle prove in pista ai momenti di relax. Si corre in pista, si studia la forma fisica, si utilizzano auto di ogni genere, dalle sportive come la Nissan 370Z o GT-R a prototipi e monoposto, per provare a capire se questi ragazzi, così veloci con un pad in mano, possono esserlo altrettanto davanti a un volante vero. In palio, c'è il coronamento del sogno. Il vincitore assoluto va a correre alla 24 ore di Dubai, gara valida per il campionato del mondo endurance, e soprattutto viene messo sotto contratto da Nissan.
"Ai miei tempi, per arrivare in Formula Uno bastava avere un po' di passione e tanta fortuna. I soldi erano importanti, ma non erano tutto. Oggi invece bisogna per forza avere tanto denaro, un grosso sponsor che ti segue", racconta Arnoux. "Con la GT Academy diamo la possibilità a chiunque abbia un po' di talento e passione, ma che non dispone dei mezzi adatti, di venire fuori. Gli diamo una chance", prosegue il pilota francese. "Posso assicurarvi che molti di loro sono davvero veloci, e hanno tutte le carte in regola per fare bene". Basta dare uno sguardo alla carriera dei vincitori delle precedenti edizioni per capire cosa intende Arnoux. Lucas Ordonez, spagnolo, trionfatore della prima edizione, ha già raccolto due podi alla 24 ore di Le Mans. Jann Mardenborough, primo classificato della GT Academy del 2011, dopo aver centrato il podio a Le Mans, quest'anno corre nel campionato del mondo GP3, l'anticamera della Formula Uno. È stato messo sotto contratto dalla Red Bull. "Jann è un talento naturale, è arrivato che non aveva alcuna esperienza di guida e oggi è più veloce di tanti piloti che corrono da quando avevano sei anni", prosegue Darren Cox. È pronto per la Formula Uno? "Senza dubbio, sono sicuro che andrebbe molto più forte di tanti piloti che oggi, in F1, ci corrono per soldi e interessi", conclude Cox.
Insomma, ragazzi giovani, con zero esperienza di guida, che vincono a Le Mans contro avversari molto più esperti. Tutto grazie a un videogame per la PlayStation. "Ottenere il massimo realismo è sempre stato il nostro obiettivo", racconta Kazunori Yamauchi, creatore del videogame Gran Turismo che dal primo episodio, uscito sulla prima PlayStation nel 1997, ha venduto oltre 60 milioni di copie. "Quello che stiamo ottenendo con la GT Academy mi riempie di orgoglio. Ma un videogioco può insegnarti il comportamento di un auto, ti può far conoscere una pista, ma il talento è una cosa che devi avere dentro. Non può dartelo un videogame".
Di talento ne ha sicuramente Riccardo Massa, il finalista per l'Italia di questa edizione. In molti scommettevano su di lui per la vittoria finale, visto che durante la settimana era sempre stato tra i più veloci. Riccardo, 21 anni e un cognome da predestinato, purtroppo è uscito al primo giro. Il sogno si è letteralmente infranto alla prima curva della gara finale, quella decisiva per la GT Academy, in un incidente che ha coinvolto anche il pilota spagnolo e quello olandese. Ad avere la peggio è stato l'italiano, che ha perso la ruota anteriore e si è dovuto ritirare immediatamente. Peccato che qui, a differenza del videogame, non si può premere un tasto e riprovare. "E' stata un'esperienza fantastica, sono felice di averla vissuta", ci racconta Riccardo. "Spero di correre ancora, che la GT Academy magari mi aiuti a trovare qualche sponsor per continuare a sperare di realizzare questo sogno". Nella bagarre della gara finale a vincere è stato Gaetan Paletou, ragazzo francese di 22 anni. La sua vita ora cambierà completamente, ma nessuno è preoccupato. "Farà bene, ne sono certo. Amo la rossa, adoro l'Italia, ma questa volta abbiamo vinto noi", ci saluta sorridendo René Arnoux.
La GT Academy si svolge in tre fasi distinte. Per partecipare alla prima, basta avere una PlayStation 3 e una connessione a internet. I giocatori di tutto il mondo possono scaricare una versione speciale di Gran Turismo 6, dove si può correre online su un solo tracciato con una sola auto: i migliori tempi per ogni paese danno accesso alle finali nazionali. Qui scatta la seconda fase. I ragazzi vincitori vengono sottoposti a una serie di test: devono dimostrare la loro forma fisica facendo degli esercizi, affrontare un'intervista in inglese come i piloti veri, fare uno slalom tra birilli al volante di un auto sportiva e, naturalmente, dimostrare di nuovo la loro abilità al gioco Gran Turismo su PlayStation 3.
I migliori di Italia, Inghilterra, Francia, Spagna, Portogallo, Belgio, Olanda, Russia e altri paesi europei accedono alla finale vera e propria, una settimana a Silverstone, sul circuito che ha ospitato la prima gara di Formula Uno della storia, per imparare a guidare sul serio. Sotto gli occhi di leggende del passato come René Arnoux e Johnny Herbert, i ragazzi partecipano a un reality show dove le telecamere seguono ogni loro movimento, dalle prove in pista ai momenti di relax. Si corre in pista, si studia la forma fisica, si utilizzano auto di ogni genere, dalle sportive come la Nissan 370Z o GT-R a prototipi e monoposto, per provare a capire se questi ragazzi, così veloci con un pad in mano, possono esserlo altrettanto davanti a un volante vero. In palio, c'è il coronamento del sogno. Il vincitore assoluto va a correre alla 24 ore di Dubai, gara valida per il campionato del mondo endurance, e soprattutto viene messo sotto contratto da Nissan.
"Ai miei tempi, per arrivare in Formula Uno bastava avere un po' di passione e tanta fortuna. I soldi erano importanti, ma non erano tutto. Oggi invece bisogna per forza avere tanto denaro, un grosso sponsor che ti segue", racconta Arnoux. "Con la GT Academy diamo la possibilità a chiunque abbia un po' di talento e passione, ma che non dispone dei mezzi adatti, di venire fuori. Gli diamo una chance", prosegue il pilota francese. "Posso assicurarvi che molti di loro sono davvero veloci, e hanno tutte le carte in regola per fare bene". Basta dare uno sguardo alla carriera dei vincitori delle precedenti edizioni per capire cosa intende Arnoux. Lucas Ordonez, spagnolo, trionfatore della prima edizione, ha già raccolto due podi alla 24 ore di Le Mans. Jann Mardenborough, primo classificato della GT Academy del 2011, dopo aver centrato il podio a Le Mans, quest'anno corre nel campionato del mondo GP3, l'anticamera della Formula Uno. È stato messo sotto contratto dalla Red Bull. "Jann è un talento naturale, è arrivato che non aveva alcuna esperienza di guida e oggi è più veloce di tanti piloti che corrono da quando avevano sei anni", prosegue Darren Cox. È pronto per la Formula Uno? "Senza dubbio, sono sicuro che andrebbe molto più forte di tanti piloti che oggi, in F1, ci corrono per soldi e interessi", conclude Cox.
Insomma, ragazzi giovani, con zero esperienza di guida, che vincono a Le Mans contro avversari molto più esperti. Tutto grazie a un videogame per la PlayStation. "Ottenere il massimo realismo è sempre stato il nostro obiettivo", racconta Kazunori Yamauchi, creatore del videogame Gran Turismo che dal primo episodio, uscito sulla prima PlayStation nel 1997, ha venduto oltre 60 milioni di copie. "Quello che stiamo ottenendo con la GT Academy mi riempie di orgoglio. Ma un videogioco può insegnarti il comportamento di un auto, ti può far conoscere una pista, ma il talento è una cosa che devi avere dentro. Non può dartelo un videogame".
Di talento ne ha sicuramente Riccardo Massa, il finalista per l'Italia di questa edizione. In molti scommettevano su di lui per la vittoria finale, visto che durante la settimana era sempre stato tra i più veloci. Riccardo, 21 anni e un cognome da predestinato, purtroppo è uscito al primo giro. Il sogno si è letteralmente infranto alla prima curva della gara finale, quella decisiva per la GT Academy, in un incidente che ha coinvolto anche il pilota spagnolo e quello olandese. Ad avere la peggio è stato l'italiano, che ha perso la ruota anteriore e si è dovuto ritirare immediatamente. Peccato che qui, a differenza del videogame, non si può premere un tasto e riprovare. "E' stata un'esperienza fantastica, sono felice di averla vissuta", ci racconta Riccardo. "Spero di correre ancora, che la GT Academy magari mi aiuti a trovare qualche sponsor per continuare a sperare di realizzare questo sogno". Nella bagarre della gara finale a vincere è stato Gaetan Paletou, ragazzo francese di 22 anni. La sua vita ora cambierà completamente, ma nessuno è preoccupato. "Farà bene, ne sono certo. Amo la rossa, adoro l'Italia, ma questa volta abbiamo vinto noi", ci saluta sorridendo René Arnoux.