Italian Tech

Dalla scuola alle aziende, piccole programmatrici crescono

A Roma otto giorni di iniziative ed eventi tutti al femminile. Per superare il gap mentale che le donne italiane dall'intraprendere una carriera in ambito ICT
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AVVICINARE le ragazze all'informatica, alla matematica, alla codifica: è questo l'obiettivo di "CodingGirls", otto giorni di iniziative ed eventi, dal 12 al 19 ottobre, tutti al femminile, volti al superamento del gap mentale che, tuttora, allontana le donne italiane dall'intraprendere una carriera in ambito ICT. L'evento si svolge all'interno della Settimana Europea della Programmazione e nasce dalla collaborazione fra Fondazione Mondo Digitale, Ambasciata Usa in Italia e dell'associazione statunitense Girls Who Code, con il supporto del MIUR, di Roma Capitale, del Dipartimento di Informatica dell'Università "la Sapienza" e di Microsoft Italia. Presentato oggi a Roma, presso la sede dell'Ambasciata statunitense, "CodingGirls"  rappresenta una sorta di staffetta formativa fra le scuole romane, tutta dedicata all'ICT: hackathon, laboratori di programmazione per oltre 400 ragazze, family coding nel contesto della Palestra dell'Innovazione, la struttura sede della Fondazione Mondo Digitale.

"Se i dati più recenti, relativi all'occupazione femminile, ci parlano di un 40% di donne fra i 20 ed i 29 anni che non lavorano e non sono impegnate nello studio, intervenire invogliando ad interessarsi ad un settore che può offrire occasioni di impiego è doveroso", commenta Mirta Michilli, direttore generale della Fondazione, nel presentare l'iniziativa, che  grazie anche alla dislocazione fisica della Palestra dell'Innovazione, nel quartiere Quadraro, coinvolge scuole della periferia della Capitale. "Le ragazze che formiamo tendono a credere che l'informatica sia qualcosa di poco femminile, lontano dai loro interessi: non è così. È, anzi, un tipo di carriera che, per gli orari flessibili e la possibilità di telelavoro, può conciliarsi con impegni anche familiari".

"Bisogna far comprendere alle studentesse italiane che la scienza, le materie scientifiche sono quanto di più fico possa esistere", rincara Alessandro Panconesi, direttore del Dipartimento di Informatica dell'Università 'la Sapienza', partner del progetto. Il Dipartimento di Informatica ha fornito i tutor che hanno contribuito a formare le ragazze, provenienti tanto da licei ed istituti tecnici della capitale, quanto da scuole primarie e secondarie della provincia.

Altri tutor ed i sistemi operativi su cui hanno lavorato le studentesse vengono dalla collaborazione con Microsoft Italia: "supportare iniziative come questa, volte ad avvicinare le donne all'ICT, è un impegno che ci siamo assunti da oltre un decennio", spiega Roberta Cocco, Western Europe National Plan Director per Microsoft. "I nativi digitali tendono ad utilizzare soprattutto la tecnologia mobile a fine ludico; il nostro obiettivo è far sì che vedano in questi strumenti anche un'occasione di formazione e di futuro lavoro, peraltro ben remunerato e difficilmente sottoposto a lunga disoccupazione", presentando il contributo Microsoft alla realizzazione di "Coding Girls".

Insomma, se in Italia il numero delle ragazze laureate in materie tecnico-scientifiche è ancora di 10 per ogni 15 uomini laureati nelle stesse materie, parole come quelle delle studentesse diciottenni dell'Istituto Buonarroti di Frascati fanno ben sperare: "non sapevamo come fare a cambiare colore al layout del nostro blog; durante i laboratori organizzati per 'Coding Girls abbiamo imparato che dietro ogni colore on line c'è un numero, un codice ed ora sappiamo farlo, sappiamo personalizzare il nostro blog",. È un piccolo passo, ma dimostra che  -  come sottolineato da Roberta Cocco  -  le parole chiave su cui scommettere per il futuro dell'occupazione femminile sono "ricerca e formazione".