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Google può alterare liberamente i risultati delle ricerche

Un giudice statunitense ha dato ragione a Big G: il motore può decidere senza problemi chi deve stare sopra e chi sotto nei risultati di una ricerca. L'azienda ha sempre detto di agire in difesa della libertà di espressione e, per la prima volta, ha una sentenza in suo favore. Dobbiamo preoccuparci?
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C'È UN GIUDICE a San Francisco che dice, in sostanza, che Google può fare quel che gli pare. Cioè il colosso digitale può mostrare e organizzare i risultati di ricerca del suo motore online nell'ordine che preferisce. Siccome il primo emendamento della Costituzione americana garantisce anche la libertà di espressione, dice il magistrato, Google ha ampio margine di azione e discrezionalità nel posizionamento dei risultati. Cioè, Google non fa abus…