Il sistema italiano BrainControl, che legge gli impulsi elettrici del cervello traducendoli in input motori (segue)
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Il calcio d'inizio degli ultimi Mondiali di calcio brasiliani, reso possibile grazie all'esoscheletro Walk again (segue)
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Neuroexos, l'esoscheletro per la riabilitazione del braccio e del gomito in particolare firmato dalla Scuola superiore Sant'Anna di Pisa (segue)
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Argus II, il sistema di protesi retinica messo a punto dall'americana Second Sight, autorizzato lo scorso anno dalla Food and drug administration statunitense (segue)
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Sempre ai ciechi è dedicata la soluzione della startup genovese Horus Technology: una telecamera riprende il contesto, ma legge anche lettere e frasi, e lo comunica via audio al paziente (segue)
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Claudia Mitchell, la prima paziente a ricevere nel 2006 l'impianto dell'arto bionico realizzato al Rehabilitation Institute di Chicago (segue)
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La "gamba pensante" impiantata dal paziente Zac Vawter dallo scienziato Levi Hargrove, dello stesso istituto Usa, in grado di svolgere molte funzioni imparando e prevedendo i movimenti (segue)
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Un momento della sperimentazione di LifeHand2, un braccio bionico in grado di restituire a chi la utilizza alcune sensazioni tattili come la differenza fra oggetti duri e morbidi (segue)
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Project Daniel, le protesi low cost stampate in 3d e destinate ai pazienti delle zone più disagiate del pianeta sviluppate da Mike Ebeling e dal suo Not Impossible Labs (a cura di Simone Cosimi).