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Battute razziste su Obama, scandalo in casa Sony

Dai commenti sgradevoli su Angelina Jolie all'ironia sul Presidente degli Stati Uniti fino alle informazioni dettagliate sullo stato di salute degli impiegati: tutto reso pubblico perché nelle mail dei dipendenti del colosso cinematografico che, dopo l'attacco hacker subito a novembre, non sembra più trovare pace. E ora i dirigenti chiedono scusa
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"HO FATTO una serie di osservazioni che volevano essere divertenti ma, onestamente, sono invece insensate, insensibili e per nessun motivo divertenti. A tutti coloro che ho offeso voglio dire di essere profondamente dispiaciuto": Scott Rudin, produttore cinematografico vincitore di un Oscar con Non è un paese per vecchi, ha chiesto scusa attraverso una nota sul sito hollywoodiano Deadline. Gli ha fatto eco la sua amica di vecchia data Amy Pascal, co-presidente di Sony Pictures …