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La fine del roaming cellulare si allontana, forse al 2018

La fine del roaming cellulare si allontana, forse al 2018
Arriva la proposta della nuova presidenza Ue lettone che pospone i risparmi per i cittadini europei in viaggio. Anche sulla neutralità della rete fiato sospeso, perché la nuova bozza ricalca quella italiana che a novembre aveva provocato numerose polemiche
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VI RICORDATE quel bel sogno, sancito dal Parlamento europeo, che da Natale di quest'anno avremmo tutti smesso di pagare il roaming nei Paesi dell'Unione? Ebbene, il sogno adesso rischia davvero di svanire. E nemmeno per poco tempo: per ben tre anni, fino al 2018. È questa infatti la proposta presentata dalla nuova presidenza europea al Consiglio Ue, della Lettonia, che ha succeduto il semestre italiano. La proposta è per ora una bozza ma, a quanto risulta, "ha ottenuto un certo consenso all'interno del Consiglio Ue, come non capitava da tempo. Proprio l'opposto della proposta italiana, accolta con molta freddezza", spiega Innocenzo Genna, esperto di policy Tlc a Bruxelles. E non è finita: perché nella proposta la presidenza lettone intende mettere mano anche ai principi della neutralità della rete, seguendo una linea - a quanto si legge nella bozza - simile a quella della proposta italiana, che tante polemiche aveva scatenato a novembre.
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Insomma, nel Consiglio Ue si apre adesso un fronte di grossi rischi per alcuni diritti dei consumatori, sia per il roaming sia per la neutralità della rete, poiché la presidenza lettone è riuscita a scrivere una proposta di compromesso che starebbe raccogliendo un certo consenso. Bisogna sapere infatti che il Governo che detiene la presidenza del Consiglio, di semestre in semestre, ha il compito di proporre un testo di mediazione tra le posizioni dei diversi Governi, sul testo di legge in analisi, che in questo caso è il Telecom Package. È in questo enorme calderone di nuove regole, infatti, che si trova la fine del roaming e la neutralità della rete (tra le altre cose). Il Parlamento Ue ha già votato un testo molto favorevole ai consumatori, per entrambi i fronti, tanto che ha subito aspre critiche degli operatori telefonici. Ha sancito che da Natale 2015 avremmo pagato in Europa la stessa tariffa di casa e ha posto regole molto stringenti a difesa della neutralità di rete. Di fatto ha reso impossibile la nascita di canali preferenziali su internet per applicazioni o servizi graditi agli operatori telefonici.

Adesso però il testo è nelle mani del Consiglio Ue, a cui spetta decidere le modiche al testo, che poi tornerà al Parlamento, per un accordo finale. E dopo il nulla di fatto del semestre italiano, adesso con la Lettonia sembra la volta buona. La chiave di volta con cui la nuova presidenza sembra riuscire a mettere d'accordo tutti sul roaming è la revisione dei prezzi all'ingrosso. In sostanza, la proposta chiede di modificare prima i costi che gli operatori subiscono per offrire il roaming e poi i prezzi al dettaglio. Si vuole evitare che siano costretti a offrire agli utenti il roaming in perdita, perché a loro volta costretti a pagarlo di più all'ingrosso.  Il rovescio ella medaglia di questa precauzione è che si allungano i tempi (cosa che la proposta italiana voleva evitare e per questo non è stata gradita). Fino al 2018, appunto, prima di poter eliminare i sovrapprezzi roaming al dettaglio.

Sulla neutralità della rete non è ancora chiaro, invece, quale proposta sarà presentata dalla presidenza ma si saprà di più entro la fine di questo mese, quando dovrebbe circolare una seconda bozza. In quella già redatta però si legge che la presidente lettone intende partire "dalle basi solide" già gettate dalla presidenza italiana e quindi di "continuare con approccio basato sui principi", invece che entrare nei dettagli di che cosa debbano fare gli operatori. Quello stesso approccio aveva portato, in una bozza italiana, a eliminare il concetto stesso di neutralità della rete. Di qui le proteste internazionali e una presa di posizione diversa, pro neutralità, da parte dell'Italia. L'Italia poi aveva rinunciato a presentare una proposta di mediazione sul pacchetto. Il motivo della rinuncia sono state però le divergenze sul roaming, all'interno del Consiglio Ue; non la questione della neutralità della rete. Su questa c'era un certo consenso a favore di un approccio basato su formulazioni di principi, come si legge anche nella bozza lettone.
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Insomma il Consiglio Ue sembra davvero intenzionato a rivoluzionare il testo del parlamento, dettaglio e fortemente tutelante per i consumatori. "Il Consiglio potrebbe raggiungere una posizione comune entro marzo, una data che consentirebbe alla Commissione di continuare a supportare la proposta e tornare a negoziare con il Parlamento", spiega Genna. "Non è però chiaro se quest'ultimo possa essere a favore, visto che la proposta lettone su roaming e neutralità è molto lontana dagli emendamenti del Parlamento".