A pranzo da Google, dove si mangia a suon di musica e ogni cibo ha un suo colore
<em class="author">di GERALDINE SCHWARZ</em>Il momento del pasto "è un'esperienza non solo alimentare che aumenta gli scambi relazionali e la circolazione di idee". Ne è convinto Michiel Bakker responsabile del Google Food Program che ogni giorno "sfama" 70mila dipendenti di Big G. Ma l'impressione è che l'azienda di Mountain View possa estendere la sua filosofia culinaria fino a farla arrivare sulle nostre tavole
COME MANGIANO i creativi? Dimenticate i pranzi arruffati con il panino davanti al computer. O i lunchbox portati da casa con quelle "verdurine" alle quali non potete proprio rinunciare. Quelli che sfornano innovazione per professione, i dipendenti di Google per intenderci, mangiano pasti leggeri diverse volte al giorno, hanno un'offerta quasi illimitata e free ai differenti punti di accesso al cibo e sanno quel che mangiano. Nel senso che tutti i cibi disponibili negli snack point fir…