E' DAVVERO singolare la sorte della Sony in quanto casa produttrice di smartphone. Lo è perché, per molti versi, l'azienda giapponese guidata da Kazuo Hirai è riuscita lì dove gli altri hanno fallito, offrendo dei device sempre di alto o altissimo livello, che spesso hanno introdotto anche delle innovazioni di non poco conto, non riuscendo però a capitalizzare sulle proprie intuizioni, sui propri punti di forza. Così gli smartphone di Sony, soprattutto la serie Xperia, sono sempre stati tra i prodotti più interessanti e innovativi, ma non hanno creato alcuna onda, alcun fenomeno. Due esempi su tutto: uno dei primi smartphone, nell'anno 2010, ad avere una fotocamera con una risoluzione più alta, 8 megapixel, ben prima che molti degli altri produttori arrivassero a tanto. E in termini di design gli smartphone di Sony non sono mai stati indietro agli altri, anzi la casa giapponese ha provato, spesso riuscendoci, anche ad avere un form factor originale, non copiato o derivativo, soprattutto con l'eccellente serie Xperia.
Ma il caso più clamoroso è quello di questi giorni, con il grande clamore attorno ad un app, Periscope, che permette il livestreaming con il proprio smartphone attraverso Twitter. La funzione di livestreaming è già attiva sugli Xperia Z1 dal 2013, tramite l'app Social Live che permette ai device dell'azienda giapponese di trasmettere 15 minuti di diretta dal proprio smartphone sul proprio account Facebook, visibile quindi a tutti gli amici. E dallo scorso anno è arrivata sugli smartphone Xperia l'evoluzione di Social Live, che permette di trasmettere in diretta sul proprio account YouTube, sempre nel formato dei 15 minuti. Ma, ed è questo che sembra davvero incredibile, la capacità di innovazione di Sony non è riuscita ad avere l'impatto mediatico che avrebbe dovuto e potuto avere.
Ovvio che Periscope, non essendo legata a un unico marchio di smartphone ha molte più possibilità di successo e di diffusione, ma è singolare che un'azienda come Sony non sia riuscita a creare il necessario "buzz" attorno ad una funzione obbiettivamente nuova ed efficate come quella del live streaming dal proprio smartphone su servizi come Facebook e YouTube. Del resto Sony è stata per molti versi all'avanguardia anche in questi ultimi anni, pur non registrando risultati favorevoli di mercato, se si esclude ovviamente il successo inarrestabile della Playstation, attorno alla quale Hirai sta concentrando gran parte della forza della sua azienda. Tanto per fare un esempio vale la pena ricordare che due anni fa i primi televisori 4K portavano il marchio di Sony e di Panasonic. E che da pochissimo è uscito il primo walkman digitale in audio ad alta risoluzione, sempre Sony. E che i lettori di ebook di Sony erano davvero eccellenti molto prima che arrivasse il Kindle.
Ma l'azienda sta cambiando e sembra che, nonostante la sua tecnologia resti di altissimo livello, la sua strategia non sia più centrata sui prodotti che abbiamo avuto nelle mani negli anni passati. Hirai punta su tre campi d'azione, quello cinematografico e hollywoodiano, quello della produzione dei sensori per le fotocamere, sia di macchine fotografiche che di smartphone (produce quelli dell'iPhone) e, soprattutto, la console PlayStation, marchio e macchina che viaggiano a gonfie vele e che garantiscono all'azienda lauti guadagni. La produzione dei computer è stata dismessa, i settori audio e video sono stati resi autonomi (il che potrebbe presagire una vendita), è stato annunciato un possibile spin-off anche per i settori delle batterie e dei microchip, e il Ceo non ha fatto mistero che l'azienda potrebbe in futuro uscire anche dalla produzione di televisori e smartphone.
E' vero, però, che nonostante le innovazioni, Sony ha segnato anche molti punti a proprio sfavore, innanzitutto nei computer, battuti sulle fasce di basso prezzo da concorrenti più smaliziati e con prodotti meno costosi, e su quelli di fascia alta dal costante avanzamento dei Mac. Nei tablet e negli smartphone, nonostante buoni prodotti non è mai entrata in partita, nei televisori ha subito pesantemente la crisi, nella tecnologia d'avanguardia, come il robot Aibo, ha dovuto addirittura abbandonare il campo, Ma soprattutto non è più un brand di culto, come è stato per almeno venti anni, superato dalla Apple e anche da Samsung. Molti, troppi, gli errori di strategia, i due più gravi sono stati certamente quello di non integrare le varie parti dell'azienda, che viaggiavano incautamente ognuna per proprio conto; la seconda, e forse più grave, è quella di non aver creato dei software all'altezza dei tempi, nemmeno sfruttando il sistema operativo di Playstation, che già era perfettamente funzionante e avrebbe potuto essere il sistema operativo unico per la console, gli smartphone e gli smart Tv.
Ed è singolare che la Sony, che aveva già dentro casa musica, cinema, macchine fotografiche, radio, walkman, televisori e console, non sia riuscita a tenere testa ad Apple, che in casa non aveva nulla di tutto questo, realizzando prodotti che avrebbero potuto ampiamente fare concorrenza a quelli di Cupertino. La PlayStation, il cinema e in fondo anche la musica, hanno resistito, anzi nel campo delle console si può addirittura far segnare una vittoria nella battaglia contro la Xbox di Microsoft, ed è vero che le potenzialità di Playstation sono ancora sottostimate, come unico hub multimediale da piazzare sotto al televisore, in concorrenza con tutti gli altri nei tentativi di conquista del salotto di ogni casa del mondo.
Ma il caso più clamoroso è quello di questi giorni, con il grande clamore attorno ad un app, Periscope, che permette il livestreaming con il proprio smartphone attraverso Twitter. La funzione di livestreaming è già attiva sugli Xperia Z1 dal 2013, tramite l'app Social Live che permette ai device dell'azienda giapponese di trasmettere 15 minuti di diretta dal proprio smartphone sul proprio account Facebook, visibile quindi a tutti gli amici. E dallo scorso anno è arrivata sugli smartphone Xperia l'evoluzione di Social Live, che permette di trasmettere in diretta sul proprio account YouTube, sempre nel formato dei 15 minuti. Ma, ed è questo che sembra davvero incredibile, la capacità di innovazione di Sony non è riuscita ad avere l'impatto mediatico che avrebbe dovuto e potuto avere.
Ovvio che Periscope, non essendo legata a un unico marchio di smartphone ha molte più possibilità di successo e di diffusione, ma è singolare che un'azienda come Sony non sia riuscita a creare il necessario "buzz" attorno ad una funzione obbiettivamente nuova ed efficate come quella del live streaming dal proprio smartphone su servizi come Facebook e YouTube. Del resto Sony è stata per molti versi all'avanguardia anche in questi ultimi anni, pur non registrando risultati favorevoli di mercato, se si esclude ovviamente il successo inarrestabile della Playstation, attorno alla quale Hirai sta concentrando gran parte della forza della sua azienda. Tanto per fare un esempio vale la pena ricordare che due anni fa i primi televisori 4K portavano il marchio di Sony e di Panasonic. E che da pochissimo è uscito il primo walkman digitale in audio ad alta risoluzione, sempre Sony. E che i lettori di ebook di Sony erano davvero eccellenti molto prima che arrivasse il Kindle.
Ma l'azienda sta cambiando e sembra che, nonostante la sua tecnologia resti di altissimo livello, la sua strategia non sia più centrata sui prodotti che abbiamo avuto nelle mani negli anni passati. Hirai punta su tre campi d'azione, quello cinematografico e hollywoodiano, quello della produzione dei sensori per le fotocamere, sia di macchine fotografiche che di smartphone (produce quelli dell'iPhone) e, soprattutto, la console PlayStation, marchio e macchina che viaggiano a gonfie vele e che garantiscono all'azienda lauti guadagni. La produzione dei computer è stata dismessa, i settori audio e video sono stati resi autonomi (il che potrebbe presagire una vendita), è stato annunciato un possibile spin-off anche per i settori delle batterie e dei microchip, e il Ceo non ha fatto mistero che l'azienda potrebbe in futuro uscire anche dalla produzione di televisori e smartphone.
E' vero, però, che nonostante le innovazioni, Sony ha segnato anche molti punti a proprio sfavore, innanzitutto nei computer, battuti sulle fasce di basso prezzo da concorrenti più smaliziati e con prodotti meno costosi, e su quelli di fascia alta dal costante avanzamento dei Mac. Nei tablet e negli smartphone, nonostante buoni prodotti non è mai entrata in partita, nei televisori ha subito pesantemente la crisi, nella tecnologia d'avanguardia, come il robot Aibo, ha dovuto addirittura abbandonare il campo, Ma soprattutto non è più un brand di culto, come è stato per almeno venti anni, superato dalla Apple e anche da Samsung. Molti, troppi, gli errori di strategia, i due più gravi sono stati certamente quello di non integrare le varie parti dell'azienda, che viaggiavano incautamente ognuna per proprio conto; la seconda, e forse più grave, è quella di non aver creato dei software all'altezza dei tempi, nemmeno sfruttando il sistema operativo di Playstation, che già era perfettamente funzionante e avrebbe potuto essere il sistema operativo unico per la console, gli smartphone e gli smart Tv.
Ed è singolare che la Sony, che aveva già dentro casa musica, cinema, macchine fotografiche, radio, walkman, televisori e console, non sia riuscita a tenere testa ad Apple, che in casa non aveva nulla di tutto questo, realizzando prodotti che avrebbero potuto ampiamente fare concorrenza a quelli di Cupertino. La PlayStation, il cinema e in fondo anche la musica, hanno resistito, anzi nel campo delle console si può addirittura far segnare una vittoria nella battaglia contro la Xbox di Microsoft, ed è vero che le potenzialità di Playstation sono ancora sottostimate, come unico hub multimediale da piazzare sotto al televisore, in concorrenza con tutti gli altri nei tentativi di conquista del salotto di ogni casa del mondo.