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Web Nostrum, lettera aperta ai nativi digitali

La quadrilogia del giornalista e scrittore Glauco Benigni: "Ecco perché il mondo è dominato dal tecno-imperialismo"
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E' UN VIAGGIO nei meandri del digitale. Un'indagine condotta da Glauco Benigni, giornalista e scrittore, che restituisce le sue tesi attraverso "web Nostrum", un ebook, disponibile anche in 'print on demand', suddiviso in quattro volumi e pubblicato dalla casa editrice fiorentina GoWare, che ci guida nei segreti strutturali della rete. Più precisamente una quadrilogia, una consistente "lettera aperta ai nativi digitali" che attraversa il big bang del web, la sua storia, incrociandola con le affermazioni e riflessioni di grandi scienziati del secolo scorso; e azzarda teorie, affidando un potere enorme ai numeri e ai matematici, con tanto di cifre rilevate nel corso di questa analisi.

Nella prima sezione, dal titolo "Tutto è nella rete, la rete è nel tutto", l'autore mette in evidenza come quest'ultima sia nata e cresciuta in una dimensione diversa da quella materica, fisica e visibile. Punta infatti i riflettori soprattutto sui veri padri-padroni del web ("una triade che agisce in assenza di visibilità") nella quale si rinvengono innanzitutto coloro i quali organizzano e gestiscono la potenza di calcolo, come "alcune grandi università che hanno centri di ricerca in cui sono stati elaborati gli algoritmi indispensabili al funzionamento della comunicazione in rete". O come i venture capitalist, "finanziatori abili e spregiudicati". C'è poi un terzo soggetto che determina lo sviluppo di quella che noi oggi conosciamo come la rete: "Sono le banche che collocano i nuovi titoli nelle borse insieme ai broker".

L'argomentazione di questo primo volume si sposta poi su quali siano state le grandi mutazioni digitali, su come si sia prepotentemente stravolta "l'organizzazione dei consumi, del consenso politico e degli stili di vita che in passato era affidata agli old media" e della nostra identità, strizzando l'occhio sulla questione della mobilità e dei suoi apparati e display. E con il conseguente cambiamento del linguaggio di uso comune.

Da qui alla democratizzazione dell'informazione il passaggio è d'obbligo. Un ponte che ci conduce dritti verso le tesi del secondo volume di recente pubblicazione dal titolo "Né vero né falso. Il dubbio nella rete è inevitabile". Nel web "l'osservatore partecipante può modificare la notizia stessa, entra a pieno titolo nel processo del confronto instancabile", spiega Benigni. Una grande provocazione intellettuale, sulla scia delle teorie di Einstein e di Heisenberg, a dimostrazione che "il mondo digitale risponde più favorevolmente alle leggi dell'indeterminazione che alle leggi delle verità newtoniane". Nel web, per sua natura indeterminato, "tutto è duale", vale a dire che possono convivere due affermazioni opposte. Ancora meglio, che "la struttura binaria del pensiero, definito recentemente 'dialogico', in internet si manifesta nello stesso modo in cui si manifesta il flusso di zero-uno e genera coppie di affermazioni vero-falso" che spesso si annientano a vicenda. Si tende cioè al caos, con l'impossibilità di misurare simultaneamente due fonti in contrasto e di formulare verità.

"Così il digitale ci cambia la vita" è il terzo volume della quadrilogia, in pubblicazione ai primi di maggio sempre in formato ebook e 'print on demand'. Attraversando l'intera sfera pubblica e privata, si entra nel clou del racconto, relativo all'uso massivo del web che ha stravolto la governance, il trading, la comunicazione, il lavoro, e non per ultima la privacy.

Il rischio più rilevante, sostiene l'autore, è quello di imprevedibili collassi economici e mentali. E torna a citare i mercanti di denaro (ovvero le borse e le banche, sostenendo quanto questo "mondo" sia stato il primo ad approfittare davvero di internet") che traggono il maggior vantaggio dal cambiamento in corso. Anche la stessa democrazia ha subito notevoli modificazioni divenendo "liquida", potendo cioè organizzare "la Rappresentanza e la Linea Politica  in rete", senza che l'utenza debba muoversi dalla propria tastiera-schermo... "sempre più in mobilità con il proprio smartphone touchscreen".

Eppure, secondo l'autore, gli effetti di questa dinamica sono sconvolgenti e misurabili: "L'interazione tra Old Media e New Media... sta conducendo alla progressiva sostituzione della Storia, nell'immaginario collettivo." E monetize (termine che tradotto significa 'generare profitti') sembra essere la parola d'ordine delle grandi comunità del web che usano i "contenuti dei loro utenti, in un gioco surreale, per produrre altri utenti". Insomma la questione qui ruota tutta intorno alle dicotomie libertà/controllo, verità/indeterminazione, finanza virtuale/economia reale. Argomenti che verrano ripresi nel quarto ed ultimo volume, in uscita entro la fine di maggio e dal titolo "Dagli alchimisti di Nasdaq al caso Snowden". Le conclusioni alle quali si giunge sono abbastanza inevitabili: la grande rete infatti è già stata e sarà sempre più usata per scopi favorevoli alle élites, svelandoci così quanto il mondo agognato da internet abbia in qualche modo tradito le grandi aspettative, soprattutto per motivi di "profitto" e di "controllo".

Qui Benigni approfondisce case-histories che hanno segnato i nuovi confini bipolari del territorio web (già citati sopra, come libertà/controllo, finanza virtuale/economia reale, etc...) che hanno influito prepotentemente sulla vita di tutti noi: nel silenzio totale che caratterizza l'incessante scorrere dei bit & bytes, "il mondo è  dominato dal tecno-imperialismo".