Bufera su Google Maps: colpa delle indicazioni razziste
Il problema è stato risolto ma la gaffe, anche se involontaria, resta imperdonabile. Su Google Maps digitando "nigga house washington" o "nigger house washington" - anche dall'Italia - si veniva indirizzati al luogo più potente del pianeta: la Casa Bianca, Washington DC. Un'indicazione decisamente razzista, tenendo conto del fatto che "nigga" e "nigger" sono due tra i termini più offensivi in lingua inglese utilizzati per indicare gli afroamericani. Tra i primi ad accorgersene il Washington Post, su indicazione di un lettore. La testata online Quartz ha poi ripreso la notizia, chiedendo al portavoce di Google chiarimenti sulla vicenda: "Diversi risultati inappropriati emergono da alcune ricerche su Google Maps - è stata la risposta -. Ci scusiamo per per le offese arrecate, stiamo lavorando per eliminare velocemente il problema". La rapidità è uno dei pregi di Google solo per quanto riguarda la ricerca, evidentemente, poiché a due giorni dall'articolo del Washington Post le indicazioni offensive funzionavano ancora alla perfezione. Nel suo articolo Quartz ha utilizzato anche il tweet di un navigatore che ha denunciato un altro risultato shock: digitando "nigger university" a Washington si otteneva in risposta la sede dell'Università di Howard, storicamente frequentata da afroamericani.
Non è ancora chiaro come siano finiti sulle mappe Google dei risultati così razzisti. Il sospetto è che siano il frutto di un utilizzo improprio dello strumento Map Maker che Google ha messo a disposizione degli utenti per contribuire al miglioramento delle sue mappe. Uno tool online, tuttavia, che la società di Mountain View ha sospeso il 12 maggio 2015 proprio a causa di diverse segnalazioni riguardanti risultati non proprio ortodossi. Lo scorso 24 aprile i navigatori avevano scoperto un grande disegno, sempre sulle mappe Google, di un robot Android che faceva pipì sulla mela di Apple, in una regione del Pakistan.
Non è ancora chiaro come siano finiti sulle mappe Google dei risultati così razzisti. Il sospetto è che siano il frutto di un utilizzo improprio dello strumento Map Maker che Google ha messo a disposizione degli utenti per contribuire al miglioramento delle sue mappe. Uno tool online, tuttavia, che la società di Mountain View ha sospeso il 12 maggio 2015 proprio a causa di diverse segnalazioni riguardanti risultati non proprio ortodossi. Lo scorso 24 aprile i navigatori avevano scoperto un grande disegno, sempre sulle mappe Google, di un robot Android che faceva pipì sulla mela di Apple, in una regione del Pakistan.