Africa: in bicicletta per combattere la povertà
Bicycle against poverty è una startup nata in Uganda nel 2013. I suoi fondatori, Muyambi Muyambi e Molly Burke, hanno un sogno: portare le biciclette a tutte le persone che vivono nelle aree rurali del Paese. Perché le due ruote? "La bicicletta significa libertà, autonomia e opportunità" è la risposta che danno i due fondatori. In sella si possono raggiungere in tempi brevi i mercati cittadini, le scuole o le fonti d'acqua pulita, ma soprattutto ci si può salvare la vita. Lo sa bene Muyambi che all'età di sette anni, colpito da malaria, è stato salvato da un suo vicino di casa che lo ha caricato in bici per trasportarlo all'ospedale più vicino, a sedici chilometri di distanza. Senza la due ruote non sarebbe sopravvissuto. Dopo tanti anni, Muyambi è diventato un ingegnere civile, laureandosi negli Stati Uniti. Proprio all'Università di Bucknell in Pennsylvania ha incontrato Molly ed è tornato con lei in Uganda per fondare la loro impresa. A oggi, dichiarano i fondatori, sono state distribuite più di 1.600 biciclette. Il costo? 100 dollari, rateizzabili in un anno, inclusi i workshop per la manutenzione della bici. Il guadagno per chi le acquista? in media 200 dollari in più all'anno pro capite. Entro il 2017 l'obiettivo è quello di distribuire 15.000 biciclette in tutto il Paese.