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Dialetti e slang salvati dal web: l'esempio inglese

Dialetti e slang salvati dal web: l'esempio inglese
(reuters)
A Londra, una mamma nigeriana realizza video in lingua yoruba per farla apprendere a bambini africani nati all'estero. Da un lessicografo britannico, un dizionario di slang inglese. Usando il web per sottrarre dall'oblio termini gergali e dialetti 
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LE LINGUE si evolvono, i dialetti e gli slang non vogliono morire. E la 'resistenza' passa attraverso le moderne tecnologie: dizionari online e video multimediali. La nuova ricchezza dello slang inglese o di lingue locali come lo yoruba, palato dall'omonima etnia della Nigeria sud occidentale, è proprio il linguaggio digitale.
 
Lingua africana, un patrimonio da tramandare. Sono circa 30 milioni i nigeriani che parlano la lingua yoruba, ma le nuove generazioni nate all'estero non l'avrebbero mai appresa senza la testardaggine di Gbemisola Isimi. Questa donna nigeriana, emigrata nel Regno Unito, voleva trasmettere la sua lingua d'origine alla prima figlia. Per semplificare l'apprendimento della piccola cerca in rete contenuti in lingua, ma, a sorpresa, non trova nulla. Da qui l'idea di produrli lei stessa: nasce così CultureTreeTV, il suo canale YouTube dedicato a tutti i bambini che vogliono apprendere la lingua parlata dai loro genitori africani. La scelta di usare gli strumenti  messi a disposizione dal web è stata quasi automatica, suggerita dalle tante ore passate dalla figlia ad ascoltare filastrocche con il tablet in mano e dall'effettiva facilità di apprendere una lingua ascoltando musica e guardando filmati

Prima sono arrivate le traduzioni di filastrocche, poi i video animati. "Dobbiamo mantenere vivo il nostro patrimonio linguistico" afferma Gbemisola Isimi. "Se fosse per me - aggiunge - ogni bambino nigeriano di etnia yoruba che abita a Londra dovrebbe saper parlare la propria lingua. Questa è la mia missione". Guardando le visualizzazioni totali del suo canale YouTube, oltre 48.000, si direbbe che ci sta riuscendo davvero. Ma non si accontenta: Isimi vorrebbe pubblicare contenuti anche in tutte altre lingue africane, ad esempio in swahili.
 
Lo slang inglese arriva sul web. "I dizionari di termini 'slang' sono fatti da persone folli che, chiuse nelle stanze, ne fanno dei libri" afferma il lessicografo britannico Jonathon Green. Forse, è anche un modo per parafrasare con ironia l'attività a cui ha dedicato 35 anni della sua vita: raccogliere parole del gergo britannico.
 
Ha passato al setaccio archivi di giornali, testi, sceneggiature cinematografiche e televisive, fiction, bibliografie. Ne è nata un'enciclopedia con di 110.000 voci pubblicata per la prima volta nel 2010 e arrivata oggi sul web con 22.000 termini in più. Gli utenti possono cercare gratuitamente una parola e la sua etimologia e i sottoscrittori, pagando per l'accesso, possono usufruire di una gamma ancora più ampia.  "Cogliere lo slang - chiarisce il lessicografo Green - non significa combinare nel corso del tempo il linguaggio moderno o "dei giovani", ma piuttosto osservare l'ultimo colpo di scena lessicale di un parola". È così che alcuni termini come "cool", nato nel 1766, restano nell'uso comune e altri no, come "bonkers" che nel 1984 significava "leggermente ubriaco" e 32 anni dopo era molto meno diffuso se non con un significato diverso. Il perché il lessicografo britannico Green ha dedicato allo slang inglese così tanto tempo, lui lo spiega così: "Quando usiamo parole gergali, ad esempio per indicare le parti del corpo o per offendere qualcuno - stiamo parlando nel nostro modo più sincero e umano". Anzi, Green lo definisce una "contro-lingua", quasi una piccola ribellione a regola d'arte.