Non c'è solo il sistema di Joshua Browder: molti studi internazionali, anche in Italia, stanno già utilizzando piattaforme d’intelligenza artificiale per scovare cavilli, risparmiando tempo e soldi
Simone Cosimi
Browder studia a Stanford e lo scorso anno ha lanciato DoNotPay, un avvocato bot destinato ad aiutare gli automobilisti a contestare le multe per il parcheggio. Ben presto il sistema si è allargato ad altri temi, ben più scottanti.
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Dall’emergenza abitativa ora DoNotPay dà una mano ai richiedenti asilo a compilare le richieste negli Stati Uniti, in Canada e in Gran Bretagna.
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Il nuovo DoNotPay gira su Messenger, la chat di Facebook, utilizzata ormai da un miliardo di utenti.
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Negli anni Browder ha realizzato numerose applicazioni fra cui quella per la ong statunitense Freedom House.
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DoNotPay è solo un bot, per quanto intelligente. Esistono altri sistemi di autentico supporto legale digitale. Fra questi Ross, ideato da un ateneo canadese e supportato dalla potenza di calcolo del supercomputer Watson di Ibm.
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Ross è da poco sbarcato anche in Italia, in sei studi milanesi.
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Anche Dla Piper, colosso legale, utilizza un sistema simile, fornito da Kira Systems, per fare il lavoro sporco e analizzare i contratti fra aziende.
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Stesso sistema anche per Deloitte, che lo sfrutta invece per la revisione dei contratti