Oodal, gigil, cafuné: 23 emozioni che pensavi non avessero un nome
Ci sono emozioni, sensazioni e situazioni che in italiano non possono essere descritte se non con un giro di parole. Eppure non in tutte le lingue è cosi. Ogni cultura, infatti, sviluppa un lessico in linea con la propria visione della realtà, i propri usi e costumi. È per questo che alcune parole, quando si prova a trasferirle in un’altra lingua, risultano poi intraducibili. Un professore inglese di psicologia positiva, Tim Loman, ha deciso di raccogliere i vocaboli intraducibili che nelle diverse lingue del mondo indicano concetti legati alla felicità e al benessere. Il suo progetto si chiama The Positive Lexicography, lessicografia positiva, e dal 2015 a oggi ha già raccolto 601 lemmi appartenenti a 72 lingue. Secondo il docente della East London University dare un nome a ogni emozione, anche prendendo in prestito la parola da un’altra lingua, aiuta a comprendere meglio l’esperienza che si vive. E se l’emozione è legata al benessere, a essere forse anche più felici