Una biomaglietta sportiva anti-sudore: così i batteri ci aiutano
di SIMONE VALESINI
foto Hannah Cohen/Mit Media Lab
Il nuovo indumento high tech arriva dai laboratori dell'Mit: una serie di alette poste sulla schiena rispondono all'umidità del corpo, aumentando la ventilazione quando si suda. A muoverle non sono componenti elettronici, ma speciali batteri
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IL FUTURO dell'abbigliamento sportivo è biotecnologico. Non più semplici tessuti traspiranti o isolanti, ma veri e propri indumenti intelligenti in grado di modulare la propria struttura per lasciar passare l'aria quando serve, sfruttando batteri che rispondono all'umidità (e quindi al sudore) presente sul corpo. A idearli è stato un team di ricercatori dell'Mit, che ha presentato il progetto, battezzato bioLogic, sulle pagine della rivista Science Advances.
Indossare capi di abbigliamento carichi di batteri forse potrebbe non andare a genio a molte persone. Ma quelli utilizzati nei vestiti high tech immaginati all'Mit sono ovviamente ceppi batterici assolutamente sicuri, non solo al tatto - assicurano i ricercatori - ma persino in caso di ingestione accidentale. Si tratta nello specifico di un ceppo non patogeno di E Coli, con la peculiare caratteristica di restringersi in risposta alle variazioni di umidità.
bioLogic, il biotessuto sportivo che traspira
È in grado di modificare la sua struttura in base alle necessità, aprendo speciali alette poste sulla schiena quando il corpo degli atleti inizia a sudare. E non si tratta di una tecnologia indossabile tradizionale, ma di una nuovissima applicazione biotecnologica. A muovere le alette infatti sono cellule viventi: un ceppo innocuo di batteri E coli, che si restringono in funzione dell'umidità. Lo hanno realizzato i ricercatori del Mit (Massachusetts Institute of Technology), all'interno del progetto bioLogic, dedicato allo sviluppo di nuovi sensori e dispositivi biologici.
Inizialmente i batteri sono sono stati "stampati" su dei fogli di lattice ed esposti al calore, per verificarne la capacità di muovere il materiale con le loro contrazioni. E di fronte al successo di questi primi esperimenti, i ricercatori hanno deciso di utilizzare il "biotessuto" per ottenere indumenti sportivi anti-sudore. Il design da loro ideato prevede decine di piccoli lembi, o alette, posti sulla schiena, composti da fogli di lattice colonizzati dai batteri. In questo modo il vestito è in grado di reagire alla sudorazione: in un ambiente secco i batteri mantengono chiuse le alette, mentre con la comparsa del sudore si espandono, muovendo i lembi di lattice che aprono dei fori nella superficie della maglietta, permettendo una maggiore traspirazione e raffreddando la pelle.
Ottenuto il design perfetto, non restava che testarlo. Per farlo sono stati chiamati dei volontari, che hanno indossato le tute realizzate con il biotessuto durante un allenamento con cyclette e tapis roulant. Dopo cinque minuti dall'inizio dell'attività fisica, i lembi di lattice hanno effettivamente svolto la loro funzione, sollevandosi e raffreddando il corpo: valutandone l'efficacia in rapporto a tute sportive tradizionali i ricercatori avrebbero dimostrato che riescono a raffreddare e rimuovere il sudore con maggior efficienza.
E non è tutto. Incoraggiati dai risultati, i ricercatori americani hanno ideato anche delle scarpe da corsa realizzate con alette batteriche, poste in questo caso sotto la pianta del piede per asciugare il sudore durante la corsa. E non è tutto: utilizzando l'ingegneria genetica è infatti possibile modificare le capacità dei batteri, per produrre nuove funzioni. "Abbiamo utilizzato la fluorescenza come esempio - spiega Wen Wang, ricercatrice dell'Mit che coordina il progetto bioLogic - i vestiti si possono illuminare in risposta al sudore, e questo potrebbe rendere identificabile un atleta che corre al buio. In futuro potremmo invece aggiungere la capacità di rilasciare molecole profumate, così che al ritorno dalla palestra la maglietta abbia un ottimo odore".
Per ora, Yao e colleghi sono in cerca di una partnership con qualche industria di abiti sportivi interessata al nuovo biotessuto. Ma per il futuro immaginano già diversi utilizzi alternativi per la loro invenzione: tende, paralumi, o persino federe e lenzuola intelligenti, in grado di rispondere alle variazioni di umidità.