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A Trento l'Hackathon del calcio: sfide tra coding e sacco a pelo

A Trento l'Hackathon  del calcio: sfide tra coding e sacco a pelo
A Povo la due giorni di full immersion per 150 'smanettoni' pronti a programmare per la Figc. L'obiettivo: l'applicazione e l'uso dei big data nel campo della match analysis. In palio 5mila euro
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TRENTO - Calcio e innovazione per quasi un secolo sono stati antonimi, fatti per non piacersi, per respingersi in nome delle antiche regole e anche di una non meglio precisata nostalgia. Il Var, d’improvviso, l'ha portato nel Terzo Millennio e ha spostato di peso il pallone dal campo del buonsenso a quello dell’esattezza. Su quella linea, in senso assai ampio, si colloca Hackathon, la maratona degli hacker voluta dalla Figc e di scena nel weekend a Trento. Un hackathon, per definizione è un evento al quale partecipano sviluppatori di software, programmatori e grafici.

Il primo fu ideato nel lontanissimo ormai 1999. Quello che si svolge a Trento sarà comunque il primo hackathon interamente dedicato al calcio italiano e il primo al mondo organizzato da una federazione calcistica. In Europa solo il Manchester City ne ha messo in piedi uno simile. Una maratona dell’innovazione alla quale saranno presenti rappresentanti di Fifa, Uefa, Google, Microsoft. Una scommessa, un grande gioco, una sorta di Xfactor per nerd e smanettoni. Con l'obiettivo di rinnovare, svecchiare, aiutare il mondo del calcio italiano.
Saranno 150, tra singoli e gruppi e di una decina di diverse nazionalità i partecipanti all’evento, oltre 400 le domande pervenute. L’hackathon si svolge a Povo, nella facoltà di lettere dell’Università di Trento. Alle 11 tutti in un’aula, con computer, pizza, Red Bull e sacco a pelo per la notte. Una clausura dalla quale i partecipanti riemergeranno domenica mattina con un’idea. Due le tracce: elaborare un progetto che valorizzi il rapporto tra il milione e mezzo di tesserati e la Figc; oppure, lavorare sull’applicazione e l’uso dei big data nel campo della match analysis. Una piccola rivoluzione che la Figc prova a portare avanti col duplice obiettivo di rinnovarsi e, anche, di realizzare quasi a costo zero un importante progetto di sviluppo di alcuni degli aspetti più determinanti del calcio del prossimo futuro.

Il primo Hackathon del calcio italiano è promosso dalla Figc insieme all’Università di Trento, a TrentinoSviluppo e alla Provincia Autonoma di Trento con il supporto di Opta/OptaPro, SAP, Accenture Digital e HIT a Puma e EIT Digital (European Institute of Technology), ItaliaStartup, Spindox, il Microsoft's Global Sport Innovation Centre, UniCredit StartLab. Si svolge non a caso a Trento, città all’avanguardia dal punto di vista tecnologico e sportivo, capoluogo di una delle province col più alto tasso di sportività italiano e sede di una università unica nel panorama nazionale, assai vocata alla pratica sportiva con le sue strutture e i suoi programmi per atleti di alto e medio livello. Quasi un terzo dei 16mila studenti dell’Università trentina è tesserato per il Cus o per una federazione sportiva, un numero enorme.

"Hackathon nasce – racconta il numero uno Figc Carlo Tavecchio - da una proposta innovativa grazie alla quale ci verranno messi a disposizione strumenti in grado di migliorare le performance delle nostre Nazionali e la qualità del rapporto tra la Federcalcio e i suoi tesserati". La proclamazione dei due progetti vincitori (premio in denaro di 5000 mila euro) avverrà domenica, nel primo pomeriggio.