UN FILM deciso dalla mente dello spettatore, che cambia trama e ritmo in base a quello che viene registrato nel cervello di chi lo guarda. È questa l’idea alla base di The Moment di Richard Ramchurn, un lungometraggio di 27 minuti che trasforma letteralmente il pubblico in regista. Non basta più entrare nelle scene e viverle da comprimari, in modo sempre più realistico, come nelle proiezione 4D o, prendere decisioni che possono influire sulle sorti dei protagonisti come nei film interattivi. L’ultimo della serie, Detroit; Become Human, in esclusiva per PlayStation 4, consente di vestire i panni di tre androidi e influenzare l’andamento della storia. Adesso, si assiste a un salto di qualità: sono le nostre onde celebrali a dettare le regole. Tutto questo grazie alla tecnologia Brian Computer Interface e agli auricolari EEG.
Ramchurn è laureato all'Università di Nottingham, in Inghilterra, e affascinato da questa ultima frontiera del film interattivo. Il suo ultimo lavoro esplora un futuro oscuro dominato dalle interfacce cervello-computer. Si assiste alla proiezione – rigorosamente a numero chiuso, da sei a otto spettatori, mentre una persona è addetta al controllo della trama – e ciak, si gira. Il pubblico indossa un NeuroSky MindWave, che traccia l’attività elettrica cerebrale e misura il livello di attenzione. I dati vengono inviati tramite wireless al software personalizzato di Ramburn, che apporta le modifiche al film in base agli input ricevuti: modifica le scene, la musica di sottofondo, i dialoghi e altro ancora. "Il film cambia in base a come ti senti", si legge su MIT Technology Review. Così, secondo il regista, le versioni possibili possono essere circa 101 bilioni. Il lavoro è stato lungo e complesso: l’artista britannico ha dovuto girare tre volte il numero di immagini di norma necessario per un film tradizionale, e sei volte l’audio richiesto per una pellicola della stessa durata.
Da pochi giorni è uscito il trailer ufficiale del lavoro che debutterà allo Sheffield International Documentary Festival a giugno, (GB). La pellicola tradizionale sembrerebbe relegata ai cineasti da sale d’essai e in futuro il grande schermo sarà sempre più un mix di intrattenimento e gioco. Dove il ruolo del regista si fa sempre più sfumato. Ultima tappa di questo percorso di emancipazione da spettatore ad autore è appunto The Moment.
Ramchurn è laureato all'Università di Nottingham, in Inghilterra, e affascinato da questa ultima frontiera del film interattivo. Il suo ultimo lavoro esplora un futuro oscuro dominato dalle interfacce cervello-computer. Si assiste alla proiezione – rigorosamente a numero chiuso, da sei a otto spettatori, mentre una persona è addetta al controllo della trama – e ciak, si gira. Il pubblico indossa un NeuroSky MindWave, che traccia l’attività elettrica cerebrale e misura il livello di attenzione. I dati vengono inviati tramite wireless al software personalizzato di Ramburn, che apporta le modifiche al film in base agli input ricevuti: modifica le scene, la musica di sottofondo, i dialoghi e altro ancora. "Il film cambia in base a come ti senti", si legge su MIT Technology Review. Così, secondo il regista, le versioni possibili possono essere circa 101 bilioni. Il lavoro è stato lungo e complesso: l’artista britannico ha dovuto girare tre volte il numero di immagini di norma necessario per un film tradizionale, e sei volte l’audio richiesto per una pellicola della stessa durata.
Da pochi giorni è uscito il trailer ufficiale del lavoro che debutterà allo Sheffield International Documentary Festival a giugno, (GB). La pellicola tradizionale sembrerebbe relegata ai cineasti da sale d’essai e in futuro il grande schermo sarà sempre più un mix di intrattenimento e gioco. Dove il ruolo del regista si fa sempre più sfumato. Ultima tappa di questo percorso di emancipazione da spettatore ad autore è appunto The Moment.