Così i deepfake promettono di rivoluzionare anche il doppiaggio
ANDREA NEPORIUna startup fondata dal regista Scott Mann usa l’intelligenza artificiale per sincronizzare i dialoghi tradotti al movimento delle labbra degli attori. E i primi risultati sono impressionanti
Quando si parla dei potenziali rischi legati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, si finisce ormai inevitabilmente per citare l’uso dei deepfake a scopo di disinformazione sociale e politica. Con il termine si indicano contenuti multimediali (in particolare i video) che possono modificare il volto di un soggetto simulandone un altro, per fargli dire o fare cose che l’originale non direbbe o non farebbe mai. O almeno no…
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