Tra dieci anni potremmo non aver più bisogno di un iPhone
di Pier Luigi PisaLo ha detto Eddy Cue, senior vice president di Apple, lasciando intendere che in futuro gli smartphone potrebbero essere rimpiazzati da dispositivi indossabili che sfruttano l’intelligenza artificiale
L’iPhone potrebbe fare la fine dell’iPod, la “gallina dalle uova d’oro” che Apple ha di fatto ucciso con l’introduzione del suo popolare smartphone nel 2007.
Lo ha detto Eddy Cue, uno dei massimi dirigenti dell’azienda di Cupertino, responsabile di tutti i servizi digitali dell’azienda, nel corso del processo antitrust a carico di Google negli Stati Uniti.
Il futuro dell’iPhone
“I colossi affermati hanno vita dura. Non siamo una compagnia petrolifera, non siamo un marchio di dentifricio, quelle sono cose destinate a durare per sempre. Potresti non aver più bisogno di un iPhone tra dieci anni” ha affermato Cue, chiamato a testimoniare dal Dipartimento di Giustizia Usa.
Il dirigente Apple, che lavora a Cupertino dal 1989 e ha avuto un ruolo chiave nello sviluppo di servizi iconici dell’azienda, dall’App Store a iTunes, ha anche detto che una delle cose migliori fatte da Apple è stata uccidere l’iPod, una decisione che reputa estremamente coraggiosa perché nessuno farebbe fuori “una gallina dalle uova d’oro”.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale
Durante la sua testimonianza Cue ha spiegato che l’intelligenza artificiale rappresenta un cambiamento tecnologico capace di mettere in discussione, nuovamente, lo status quo della Silicon Valley.
“Tutte le migliori aziende della Silicon Valley che ho conosciuto quando ho iniziato a lavorare io - ha detto Cue citando HP, Sun Microsystems e Intel - oggi o non esistono più oppure sono molto più piccole e con un impatto decisamente ridotto”.
L’intelligenza artificiale si adatta perfettamente a un uso conversazionale, ideale per interagire a voce con assistenti integrati in dispositivi indossabili, che non richiedono né uno schermo né la digitazione su tastiere virtuali, come avviene invece sugli smartphone.
L’IA per i dispositivi indossabili
Un esempio recente di successo sono gli occhiali Ray-Ban Meta, che utilizzano la Meta AI grazie a microfoni e altoparlanti integrati nella montatura.
Anche Apple sta sviluppando soluzioni simili, e intende puntare sull’integrazione dell’IA in dispositivi wearable come gli AirPods e l’Apple Watch.