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L’annuncio

Chef, parrucchiere e manicure: su Airbnb arrivano i servizi

Chef, parrucchiere e manicure: su Airbnb arrivano i servizi

La piattaforma per gli affitti brevi introduce la possibilità di prenotare prestazioni professionali in loco. Ripensate totalmente anche le “esperienze”, pensate anche per i locals. Tutte le novità in arrivo da subito con l’aggiornamento dell’app

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LOS ANGELES – Non più soltanto affitti a breve termine, ma anche il parrucchiere, la manicure, il fotografo o lo chef privato: Airbnb si allarga e introduce i “Servizi”, una selezione di prestazioni offerte da professionisti del settore prenotabili direttamente sulla piattaforma. È la novità più importante della Summer Release 2025 dell’azienda americana, annunciata con un evento per la stampa a Los Angeles. Assieme ai servizi arrivano anche le nuove “Experiences”, attività originali pensate per vivere le destinazioni insieme alla gente del posto. Le esperienze non sono una novità, ma nella nuova applicazione presentata oggi da Airbnb torneranno in primo piano con selezioni speciali “Originals” (anche in Italia) e una maggiore integrazione con l’esperienza di viaggio.

Servizi Airbnb

Con la possibilità di prenotare prestazioni professionali direttamente nell’app, Airbnb vuole fare concorrenza all’offerta degli hotel, che negli ultimi anni - tra prezzi più convenienti, mega-promozioni mediate da Booking e servizi disponibili - sono tornati ad essere una valida alternativa alle prenotazioni sulla piattaforma.

(c) Alex Ingram  2025
(c) Alex Ingram 2025 

"Chi sceglie un hotel, spesso lo fa per i servizi; chi prenota un Airbnb lo fa per lo spazio e gli ambienti. Ma gli hotel hanno una cosa che non offrivamo, fino ad oggi: i servizi. Dai massaggi alla manicure, dal servizio in camera alla palestra", ha spiegato Brian Chesky, co-fondatore e CEO di Airbnb, durante l’evento di Los Angeles. "Ora offriamo il meglio di entrambi: alloggi straordinari con servizi che li rendono ancora più speciali."

Non a caso le dieci categorie di servizi disponibili ricalcano gli optional offerti in media da un albergo di buon livello, più alcune aggiunte che funzionano meglio nell’ottica di un soggiorno in appartamento. I viaggiatori possono ordinare uno chef a domicilio, prenotare un servizio fotografico, oppure massaggi e trattamenti di benessere e bellezza. E ancora: allenamenti personalizzati e personal trainer, parrucchieri e barbieri, truccatori e make-up artist, manicure e pedicure, pasti pronti e catering con menù personalizzati e decorazioni.

Ad offrirli sono professionisti locali che possono iscriversi alla piattaforma, come avviene per gli host che mettono a disposizione gli appartamenti. La qualità, ci dicono da Airbnb, viene valutata sulla base delle competenze e della reputazione. In media i professionisti già iscritti al servizio hanno almeno 10 anni di esperienza e per poter offrire le proprie prestazioni devono sempre completare la verifica dell’identità. Airbnb si assicura inoltre che i professionisti abbiano le necessarie licenze e certificazioni richieste dalle normative locali.

I prezzi variano a seconda del servizio e partono in molti casi da cifre abbordabili (circa 50$ qui negli USA). Si sale però per i servizi di alto livello, come ad esempio le cene in appartamento cucinate da chef stellati, o le sessioni di allenamento e personal training con atleti famosi.

Seppur pensati come aggiunta alla prenotazione dell’appartamento, i servizi non sono dedicati solo ai viaggiatori, ma sono prenotabili separatamente anche da chi vive in loco.

I servizi Airbnb saranno disponibili inizialmente in 260 città nel mondo. In Italia, come ci ha confermato l’azienda, i professionisti disponibili al lancio saranno circa 1000: i loro servizi si potranno prenotare in tutte le maggiori città d’arte ma anche in centri meno turistici.Interessante notare che per i servizi la percentuale che Airbnb trattiene sul prezzo mostrato agli utenti è del 15%, e non del 20% come invece per Esperienze e affitti brevi. Airbnb offre inoltre un’assicurazione professionale per i servizi, con massimale di 1 milione di dollari.

“La parte più difficile del lancio dei nuovi servizi è stato convincere i fornitori a unirsi al progetto senza poter dire fino in fondo di cosa si trattasse», spiega a Italian Tech Hiroki Asai, Global Head of Marketing di Airbnb. «Non potevamo svelare che stavamo lanciando una nuova offerta di servizi: è stato un atto di fiducia da parte degli host, che hanno creduto in una visione ancora tutta da costruire. Il risultato è che oggi al lancio abbiamo migliaia di service provider già disponibili in 260 città nel mondo”.

Le Esperienze

L’altra novità di rilievo della Summer Release di Airbnb è il rinnovo delle “Esperienze”, che al lancio della nuova app saranno disponibili in 650 città nel mondo. L’azienda californiana vuole riposizionarsi nel mercato delle attività turistiche, in concorrenza diretta con piattaforme come GetYourGuide e Viator di Trip Advisor, che sono tornate a crescere rapidamente nel periodo post-Covid.

“Nel mondo dei viaggi, il nostro obiettivo è connettere le persone con la versione più autentica di una città, di un luogo. Vogliamo offrire la Tokyo che un abitante di Tokyo vorrebbe mostrarti, la Parigi che un parigino ti farebbe scoprire — come se avessi un amico del posto pronto a portarti in giro», continua Hiroki Asai, Global Head of Marketing di Airbnb. «L’unico modo per farlo davvero è essere presenti sul territorio, parlare con le persone, confrontarsi con i curatori locali, capire cosa accade nella cultura del luogo. Scoviamo le migliori boulangerie, i ristoranti più amati, grazie a un lavoro radicato e capillare che ci permette di selezionare esperienze autentiche e memorabili”.

Tra le proposte disponibili ci sono tour guidati culturali e visite museali, tenute non da semplici guide locali ma da esperti di settore. A Parigi, ad esempio, con 85€ si può visitare il cantiere di restauro di Notre-Dame guidati dall’architetta Axelle Ponsonnet. In Giappone lo chef Saburo Ishigouoka ci insegna a cucinare il Ramen per 129€. A Cuzco, in Perù, bastano 50€ per andare a cavallo nei siti Inca.

Le esperienze in Italia

In Italia le esperienze prenotabili sono circa 2400: molte già esistenti, altre nuove e selezionate per il rinnovo dell’app. Per promuovere le nuove esperienze Airbnb ne ha scelte tre che si possono fare a Roma: una visita gastronomica alla scoperta della pizza romana con l’autrice gastronomica Katie Parla, una lezione di restauro di opere d’arte rinascimentali con le restauratrici Valeria Merlini e Daniela Storti e un insolito tour su Giulio Cesare con attori che ne inscenano l’assassinio.

Ci saranno anche alcune Originals, una novità per l’Italia. A Milano, l’influencer di origine giamaicana Tamu McPherson offre un tour delle boutique vintage della città lombarda. Sempre a Milano, con il fotografo bulgaro Bogdan @chilldays Plakov si può fare una passeggiata fotografica in zona Brera, seguito da un laboratorio di fotografia istantanea nel centro creativo Spazio Fonte. Infine la terza “Original” promossa da Airbnb è una prova d’abito di sartoria su misura con Luca Rubinacci, direttore creativo della storica maison sartoriale a conduzione familiare. Negli Stati Uniti Airbnb ha collaborato inoltre con alcuni vip come Megan Thee Stallion e Sabrina Carpenter, per offrire esperienze speciali progettate per l’azienda. “Le esperienze Originals sono attività offerte da alcune delle persone più interessanti del mondo”, dice Chesky, “progettate in esclusiva per Airbnb.”

L’azienda ci ha confermato che seleziona e vaglia con regolarità le esperienze per curarne la qualità, valutando sulla base di criteri di competenza, reputazione degli host. L’intento è encomiabile e l’idea interessante, ma viene da chiedersi se questi criteri siano sufficienti per garantire davvero l’autenticità di esperienze sì originali, ma comunque standardizzate per adattarsi al largo pubblico della piattaforma. Il caso della rievocazione storica della lotta dei gladiatori a Roma è un buon esempio di quale tipologia di attività ed esperienze alle quali sarebbe meglio non legare il nome di Airbnb. A giudicare dalla selezione delle nuove esperienze promosse Roma, però, sembra che la piattaforma abbia capito l’errore. Da segnalare anche la scelta responsabile di dedicare molti più agenti al supporto clienti in Italia durante l’alta stagione 2025. Al netto di altre considerazioni, le esperienze offerte da una piattaforma globale come Airbnb possono forse offrire attività originali a chi non vuole intrupparsi in attività da gita organizzata. Sperare che possano riuscire nell’arduo compito di trasformare ontologicamente un turista in un viaggiatore è però sempre stato (e certamente rimane) un pio desiderio.

Il lato social

Tramite le esperienze, Airbnb vuole infine promuovere l’aspetto sociale del viaggio. Più avanti quest’anno un aggiornamento dell’app introdurrà la possibilità di scambiare messaggi con gli altri partecipanti alle Experiences, che se lo vorranno potranno così rimanere in contatto tra loro tramite l’app. Consapevole delle possibili implicazioni in termini di privacy e sicurezza, Airbnb ci ha subito confermato che questa funzione sarà esclusivamente opt-in ed è costruita per garantire l’assoluta privatezza dei dati degli utenti non interessati all’aspetto social.

Come già i servizi, anche le esperienze non sono pensate solo per chi viaggia, ma anche per chi vive nei luoghi in cui vengono offerte. Chi desidera proporre una nuova experience nella propria zona, infine, si può registrare come host. “Le candidature sono aperte a chi possiede una conoscenza approfondita della propria città e propone attività originali non disponibili altrove”, spiegano da Airbnb.

La nuova app

Per supportare l’introduzione di servizi ed esperienze, Airbnb ha completamente rinnovato l’applicazione: la nuova versione è disponibile a livello globale da martedì 13 maggio.La nuova interfaccia unisce la prenotazione alla successiva agenda di viaggio, con la possibilità di scoprire e prenotare rapidamente servizi ed esperienze rilevanti per la visita in corso.All’arrivo a destinazione l’app propone un programma dettagliato che riassume dettagli del soggiorno e degli eventuali extra già prenotati, continuando a suggerire nuove attività disponibili nei dintorni.

"Abbiamo progettato l’app tenendo conto del ciclo emotivo del viaggio”, ci spiega Hiroki Asai. “All’inizio c’è la fase del sogno, piena di entusiasmo e immaginazione. Poi arriva la pianificazione, più concreta e meno magica, seguita dalla prenotazione — la parte più frustrante di tutte, in cui si spendono soldi, si prendono impegni e si mette in pratica la ricerca. È un momento così stressante che spesso le persone si distaccano dal viaggio per un po’. Airbnb ha sempre operato in quella fase critica, ed è per questo che abbiamo voluto creare un’esperienza d’uso semplice, essenziale, senza attriti”.

La sezione Esplora ora è la nuova homepage tramite cui si possono cercare non solo gli alloggi ma anche le esperienze e i servizi in base a luogo e data. Nella scheda Viaggi si possono tenere d’occhio le prenotazioni e il programma dei soggiorni già prenotati. L’area Messaggi è stata rinnovata e si può usare anche per pagare eventuali servizi personalizzati. Anche il profilo è tutto nuovo, e ha la funzione di scheda personale: si può usare per restare in contatto con gli altri utenti conosciuti in viaggio.

La nuova interfaccia di Airbnb per gli host
La nuova interfaccia di Airbnb per gli host 

La nuova interfaccia di Airbnb per gli hostL’app è stata rinnovata anche per gli host, che ora potranno usarla per creare annunci con la funzione Airbnb Start, tenere sotto controllo le prenotazioni con la scheda “Oggi” e gestire le attività future con il calendario. Infine la sezione Annunci consente di gestire e modificare rapidamente dettagli come prezzi, posizione e altre informazioni sugli appartamenti, sui servizi o sulle esperienze offerte. La nuova interfaccia host sarà disponibile per adesso solo a chi si iscrive al programma Anteprima Airbnb direttamente dall’app aggiornata.

Il brand si rinnova

Servizi ed esperienze sono due nuovi “business” interni con cui Airbnb vuole differenziare un fatturato ancora strettamente legato agli affitti brevi. Nel 2024 l’azienda ha generato introiti per circa 11 miliardi di dollari, provenienti in grossa parte dalle circa 491 milioni di prenotazioni effettuate tramite l’app durante l’anno, con una crescita del 9,5% rispetto al 2023. Nei mesi scorsi l’azienda aveva suggerito l’intenzione di aprire a nuovi mercati adiacenti a quello dei soggiorni turistici, allo scopo di aumentare il fatturato di almeno un miliardo di dollari all’anno. Ma le novità non sono motivate solo da questioni economiche: nonostante sia una storia di successo della Internet economy, Airbnb nel corso degli ultimi anni è stata associata in maniera crescente, assieme a concorrenti come Booking, al problema dell’overtourism e del caro-affitti, in particolare nelle città d’arte e nelle destinazioni più gettonate.Servizi ed esperienze, dunque, servono a ridefinire non solo la composizione finanziaria dell’azienda, ma anche a ridare lustro alla percezione e alla narrativa di brand da rimettere a lustro. Airbnb vuole riposizionarsi per non essere considerata come mediatore abilitante del turismo senza regole, bensì come piattaforma capace di generare un indotto positivo sulle comunità in cui opera.

“Ci è stato detto che Airbnb ha aiutato le persone a monetizzare l’asset più importante che una persona può avere: la casa”, ha detto il CEO Chesky durante la presentazione, in modo forse non del tutto consapevole del tono e delle implicazioni della propria affermazione. “Ma in realtà l’asset più importante che le persone hanno a disposizione è il loro tempo. Ora con servizi ed esperienze vi aiutiamo a monetizzare anche quello”.

Esperienze e servizi sono infine un’assicurazione contro le possibili strette di regolazioni e normative che in molti paesi minacciano di mettere in discussione il concetto stesso degli affitti brevi. E cioè il modello di business fondamentale di un servizio che, nei suoi 17 anni di esistenza, non ha solo cambiato il modo in cui viaggiamo, ma anche contribuito più o meno volontariamente a ridefinire il mercato degli affitti delle città in cui risiediamo.