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Stop a truffe e call center molesti: cos'è e come funziona il filtro anti-spoofing di Agcom

2011 Dondi Tawatao 

Con l'approvazione del nuovo regolamento l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni introduce un sistema di doppio filtro per bloccare le chiamate con numeri fissi o mobili fittizi camuffati da italiani, mirando a contrastare il fenomeno e proteggere i cittadini dalle truffe telefoniche in costante aumento

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Uno dei trucchi fondamentali grazie ai quali il telemarketing più odioso e aggressivo riesce ad avere successo, così come le truffe vere e proprie, è che gli hub da cui partono le chiamate sono in grado di camuffare i numeri effettivi, spesso esteri, con numeri italiani fissi o mobili. Guadagnando in questo modo una certa fiducia nei tartassati utenti, che finiscono per rispondere immaginando chissà chi stia chiamando. Si chiama “spoofing” ed è appunto una tecnica fraudolenta che consente ai truffatori – ma viene utilizzato anche con scopi differenti - di mascherare il numero di telefono del chiamante, facendolo apparire come un numero legittimo, magari associato a istituzioni pubbliche o aziende affidabili. Nella sostanza, questa pratica ingannevole è alla base di numerose frodi telefoniche nel corso delle quali gli utenti vengono indotti a fornire informazioni sensibili, a sottoscrivere contratti anche dietro un semplice “sì” di presunto assenso estorto fuori contesto o a effettuare pagamenti non autorizzati. Adesso l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha approvato il nuovo Regolamento n. 106/25/CONS, che ne svecchia uno risalente al 2016 e introduce un sistema di doppio filtro tecnologico per bloccare le chiamate con numeri falsificati

In Italia il problema è particolarmente diffuso: il 97% delle chiamate fraudolente proviene infatti da numeri fittizi, cioè generati ad hoc, inesistenti e non richiamabili ma appunto travestiti da numeri italiani. Nel 2024 si stima che ogni cittadino italiano abbia ricevuto in media 14 chiamate indesiderate al mese, con un totale di quasi 10 miliardi di chiamate moleste all'anno. Un autentico incubo contro il quale anche il famoso Registro delle opposizioni, che comunque va periodicamente rinnovato, non può funzionare. Perché si rivolge naturalmente a chi opera dentro le regole e non al di fuori.

Le nuove misure dell'Agcom

Il piano prevede due fasi di attuazione. Entro tre mesi gli operatori telefonici dovranno implementare un filtro efficace per bloccare le chiamate provenienti dall'estero che utilizzano numeri fissi italiani falsificati. Entro sei mesi, poi, il controllo con eventuale blocco sarà esteso anche alle chiamate che simulano numeri mobili italiani, verificando in tempo reale se l’identificativo è effettivamente esistente e attivo. Le telefonate passeranno il filtro solo se effettivamente il chiamante si trovi in roaming, cioè all’estero. Sono misure che andranno messe alla prova sul campo e che mirano a impedire che le chiamate fraudolente raggiungano gli utenti, senza naturalmente interferire con le comunicazioni legittime, come quelle effettuate da chi possegga numeri italiani e sia in viaggio all'estero.

L'impatto delle truffe telefoniche in Italia

Le truffe telefoniche rappresentano come detto un problema economico significativo. Nel triennio 2022-2024 in Italia sono stati sottratti complessivamente 559,4 milioni di euro attraverso – più in generale - truffe online e frodi informatiche che sono fra l’altro spesso lo sviluppo di quelle telefoniche o viceversa, con un aumento del 30% solo nell'ultimo anno. Nel 2024, infatti, sono stati trattati “ufficialmente” dalla Polizia postale – sono dati del rapporto contro il cybercrimine - 18.714 casi di truffe online, con un incremento del 15% rispetto all'anno precedente, e le somme sottratte hanno subito un notevole aumento del 32%, passando da 137 milioni a 181 milioni di euro.

Collaborazione e prospettive future

Il nuovo regolamento dell'Agcom è il frutto di un tavolo tecnico che ha coinvolto le principali associazioni dei consumatori, le associazioni di imprese, ovviamente gli operatori di servizi di comunicazione telefonica ed elettronica e esperti del settore. Una collaborazione che ha permesso di definire misure tecniche si spera efficaci per contrastare il fenomeno dello spoofing e rafforzare la trasparenza delle condizioni dell'offerta dei servizi di comunicazione elettronica. È solo il primo passo: è fondamentale continuare a monitorare il fenomeno e adottare ulteriori strategie di contrasto per proteggere i cittadini e garantire la sicurezza delle comunicazioni. “L’Autorità si è impegnata ad individuare le soluzioni più avanzate per contrastare le pratiche di telemarketing aggressivo, delle quali tutti siamo quotidianamente vittime – ha commentato il presidente dell’Agcom, Giacomo Lasorella - contiamo su una puntuale e tempestiva applicazione delle nuove regole da parte degli operatori telefonici, in linea con quanto ampiamente discusso nell’apposito tavolo tecnico”.

Consigli per i cittadini

In attesa dell'entrata in vigore delle nuove misure, è importante che i cittadini adottino alcune precauzioni per difendersi dalle truffe telefoniche. Ad esempio, diffidare delle chiamate da numeri sconosciuti, soprattutto se richiedono informazioni personali o pagamenti. Non fornire mai dati sensibili al telefono, come codici bancari o password. Verificare sempre l'identità del chiamante, richiamando il numero ufficiale dell'ente o dell'azienda che si presume abbia effettuato la chiamata. Segnalare le chiamate sospette alle autorità competenti, come la Polizia Postale.

Gli altri provvedimenti del nuovo regolamento

Il nuovo regolamento dell’Agcom introduce anche un sistema di etichettatura semplificata per aiutare gli utenti a orientarsi tra le offerte di connettività 5G. Saranno usati bollini colorati per segnalare in modo immediato le condizioni di velocità del servizio: il verde per offerte senza limitazioni contrattuali, il giallo per quelle con limiti pari o superiori a 20 Mbit/s, e il rosso per le proposte con velocità inferiori a questa soglia. Ogni bollino conterrà l’indicazione precisa della velocità massima disponibile. Il documento rafforza inoltre gli obblighi di trasparenza per gli operatori, rendendo più dettagliato l’elenco delle informazioni che devono essere comunicate in modo chiaro e comparabile. Viene posta particolare attenzione alle offerte rivolte a categorie specifiche di utenti, per le quali sono previsti requisiti informativi più stringenti. Sul fronte del traffico dati, è stato introdotto un avviso automatico al raggiungimento dell’80% dei GB inclusi nell’offerta. Al superamento del 100%, la connessione sarà interrotta e potrà essere riattivata solo con il consenso esplicito dell’utente, a garanzia di un maggiore controllo sui costi. Infine, in caso di interruzione di un servizio, gli operatori dovranno avvisare gli utenti con almeno un mese di anticipo, fornendo tutte le indicazioni necessarie per consentire un eventuale passaggio a un altro gestore.