Narwal Freo Z10 Ultra, la recensione: un robot per le pulizie che si muove alla grande
di Pier Luigi PisaAbbiamo testato il nuovo top di gamma Narwal, il Freo Z10 Ultra che promette pulizie profonde in totale autonomia. Prestazioni e navigazione sono al top, ma bisogna fare attenzione alla disponibilità dei ricambi
Nel mondo in continua evoluzione della pulizia domestica automatizzata, il Narwal Freo Z10 Ultra rappresenta una proposta ambiziosa e altamente tecnologica.
Questo modello si colloca nella fascia premium del mercato, proponendosi come alternativa avanzata a marchi già consolidati come Roborock, Dreame ed Ecovacs.
Lo abbiamo messo alla prova per un mese, cercando di capire se le promesse di efficienza, intelligenza artificiale e ridotto bisogno di manutenzione si traducono davvero in vantaggi concreti per chi è disposto a pagare poco più di 1.000 euro per questo dispositivo.
Design e qualità costruttiva
Il Narwal Freo Z10 Ultra è molto bello da vedere. Si presenta con un design moderno e si integra alla perfezione negli ambienti domestici contemporanei. Le dimensioni della stazione di raccolta sono contenute e il robot, a differenza di modelli di altre aziende, non sporge dalla base: va a formare un tutt’uno gradevole con la sua base, limitando l’ingombro complessivo.
Il robot ha forma circolare con linee morbide e pulite, ed è rifinito in un colore grigio opaco (denominato Space Grey) che oltre a essere elegante è pratico perché a nostro avviso trattiene meno impronte e polvere.
Le dimensioni del robot sono nella media in termini di diametro (circa 35,5 x 35 cm), ma l’altezza di circa 11 cm risulta leggermente sopra la media a causa della torretta LiDAR superiore. Questo limita l’accesso a porzioni del pavimento che si trovano sotto mobili molto bassi. Esistono, sul mercato, modelli ormai capaci di ritrarre all’occorrenza la loro torretta.
Il peso di circa 4,5 kg è indice di una costruzione solida e di materiali di qualità, con una scocca robusta che ospita sensori e hardware di fascia alta.
Sul frontale del robot spiccano due videocamere HD grandangolari (136°) accompagnate da un piccolo faretto LED: queste servono al sistema di visione artificiale per rilevare ostacoli anche in ambienti bui (si attivano automaticamente al buio, ad esempio sotto i mobili). Un paraurti anteriore ammortizzato protegge il dispositivo da urti accidentali.
Nella parte inferiore, il Freo Z10 Ultra adotta soluzioni anti-groviglio: le due spazzole laterali hanno solo due bracci a V (anziché i consueti tre) fatti di setole flessibili che possono sovrapporsi leggermente (è un design studiato per evitare che capelli e peli vi si attorciglino). Anche la spazzola centrale presenta tecnologia anti-groviglio: è di forma conica ed evita l’accumulo di capelli, pur raccogliendo efficacemente lo sporco.
Sempre sul retro inferiore si trovano i due pad mop triangolari con angoli arrotondati; il mop destro è montato su un meccanismo scorrevole che gli permette di sporgere leggermente oltre il bordo del robot, per raggiungere spigoli e battiscopa che i robot tradizionali faticano a pulire.
Sul dorso del robot ci sono solo due pulsanti fisici (avvio/spegnimento e ritorno alla base). Sollevando la copertura superiore si accede al contenitore interno della polvere (300 ml). Questo contenitore integra un particolare elemento amovibile, che non avevamo mai visto prima: Narwal l’ha pensato come un “compattatore di polvere”.
Il robot infatti comprime i detriti aspirati in un blocco più denso prima di inviarli nel sacchetto della base, così da occupare meno volume. Narwal fornisce una parte di ricambio per questo pezzo direttamente nella confezione, dove troviamo inoltre un flacone di detergente e un sacchetto per la polvere di ricambio oltre a quello già installato nella stazione di ricarica.
La base di svuotamento e lavaggio è altrettanto curata nel design e con dimensioni contenute. Ha un look coordinato al robot, con linee pulite e finitura opaca elegante, e dimensioni di circa 43 × 46 × 39 cm per un peso notevole di circa 11,3 kg. Sulla parte superiore della base troviamo un display touch integrato, attraverso cui si possono impartire i comandi essenziali senza usare l’app: ad esempio avviare la pulizia, mandare il robot in ricarica, avviare un ciclo di lavaggio dei mop o attivare il blocco bambini. Il display fornisce anche notifiche (per esempio avvisa se manca l’acqua pulita).
Sollevando il coperchio superiore della stazione si accede ai due grandi serbatoi removibili. A dir la verità, viste le dimensioni della stazione di ricarica, non ce li aspettavamo così capienti: uno da 4,5 L per l’acqua pulita e uno da 4,05 L per l’acqua sporca. Dietro uno sportello frontale, che si stacca e riattacca molto facilmente, si trova invece il sacchetto per la polvere da 2,5 L e il serbatoio del detergente liquido: quest’ultimo consente alla base di dosare automaticamente il detersivo mescolandolo all’acqua durante il lavaggio.
Nella parte inferiore della base, protetto alla vista, è installato il sistema di lavaggio e asciugatura dei mop: qui le due pattine vengono sfregate e risciacquate con acqua durante la pulizia e successivamente asciugate con aria calda. Narwal include anche una piccola rampa removibile da posizionare davanti alla base, che aiuta il robot ad agganciare perfettamente l’ingresso durante il ritorno (evitando urti o mancati allineamenti). Considerando il peso elevato, la base è dotata di maniglie incassate ai lati, davvero molto utili per spostarla in caso di necessità. Nel complesso, sia il robot che la stazione danno un’ottima impressione di solidità e cura costruttiva, con soluzioni pratiche pensate per migliorare l’esperienza d’uso quotidiana.
Installazione e configurazione
La fase di setup iniziale del Narwal Freo Z10 Ultra risulta semplice e ben guidata. Nella scatola il robot è stato riposto in modo intelligente: si tira fuori agilmente grazie alle maniglie, si monta la ramba e si eliminano alcune sagome di cartone. In cinque minuti, tutto è pronto per il primo ciclo di ricarica.
La configurazione del robot avviene tramite l’app mobile Narwal: basta scaricarla sullo smartphone e seguire le istruzioni per abbinare il robot al Wi-Fi di casa. Nei nostri test l’associazione alla rete è avvenuta senza intoppi: l’app guida passo-passo, e una volta connesso il dispositivo conferma con un messaggio vocale. A questo punto il sistema è pronto per la prima mappatura.
Premendo il pulsante a forma di triangolo sul robot o avviando la procedura dall’app, il Freo Z10 Ultra esegue un mapping iniziale dell’ambiente. Grazie alla tecnologia LiDAR di quarta generazione, la mappatura è estremamente rapida: il robot ci è riuscito in pochi minuti. Un esempio concreto: una zona giorno di circa 13 m² è stata rilevata in soli 55 secondi.
L’app visualizza in tempo reale la mappa 2D generata e offre subito opzioni per modificare e personalizzare la piantina: si possono unire o separare stanze, etichettare le stanze e persino indicare su ciascuna la tipologia di pavimento (legno, piastrelle, marmo, ecc.). Questa funzione è molto utile perché il Freo Z10 Ultra adatterà automaticamente i parametri di pulizia in base al tipo di superficie (ad esempio modulando la quantità d’acqua sul parquet rispetto alle piastrelle).
Durante la prima esplorazione, è importante lasciare porte interne aperte e rimuovere eventuali ostacoli inusuali dal pavimento, così che la mappa risulti accurata. Nel nostro caso, il robot ha identificato correttamente mura e arredi fissi, disegnando una mappa precisa che poi l’app ha convertito anche in una vista 3D opzionale.
La funzionalità multi-piano consente di salvare fino a 4 mappe (ad esempio piano terra più altri livelli), facilitando l’uso in case a più piani. Per mappe aggiuntive basta spostare manualmente il robot su un altro piano e avviare un nuovo ciclo di mappatura; la stazione non deve essere spostata, poiché il robot riconosce di trovarsi in un ambiente diverso e crea un nuovo profilo di mappa.
Nel complesso, l’installazione e la configurazione risultano alla portata di un utente medio: Narwal ha semplificato molto le procedure. L’unica cosa che ciè venuta spontanea pensare è che l’app potrebbe fornire maggiore assistenza attraverso un tutorial dedicato, dato che le funzioni sono tante e inizialmente si può procedere un po’ per tentativi.
Una volta presa familiarità con l’app, però, la gestione risulta intuitiva e altamente personalizzabile. In sintesi, bastano circa 20 minuti per passare dall’unboxing alla prima mappa pronta, dopodiché il Freo Z10 Ultra è in grado di iniziare le pulizie in autonomia.
Caratteristiche tecniche principali
Il Narwal Freo Z10 Ultra vanta una scheda tecnica da top di gamma, con una potenza di aspirazione che arriva a 18.000 Pa, un valore tra i più alti sul mercato consumer.
Si tratta di un incremento notevole rispetto ai 12.000 Pa del modello precedente (Freo Z Ultra), segno di un deciso passo avanti in termini di potenza pura. Questo aumento (circa +50% di potenza) torna utile soprattutto sui tappeti. Il sistema di aspirazione è coadiuvato da sensori di particelle che permettono una regolazione dinamica: quando il robot individua un’area con molto sporco (ad esempio briciole o polvere fine), aumenta automaticamente la potenza e contemporaneamente ferma temporaneamente le spazzole laterali per evitare di spargere lo sporco in giro.
Questa tecnologia intelligente ci è sembrata assicurare una pulizia efficace senza spostare troppo lo sporco - pericolo reale vista la scelta di Narwal di puntare su due spazzole invece che su una, come fanno molti altri brand - e torna utile ad esempio su polveri leggere come farina. Narwal dichiara che il Freo Z10 Ultra riesce a rimuovere oltre il 99% delle particelle su pavimenti duri in una passata.
Per il lavaggio, Narwal adotta due mop triangolari rotanti posti sotto il robot. I mop esercitano una pressione di 8 N (circa 800 grammi) sul pavimento e ruotano ad alta velocità (fino a 180 giri al minuto) per strofinare le macchie più ostinate.
Pur avendo una pressione leggermente inferiore a quella del predecessore (che era 12 N), lo Z10 Ultra compensa con l’introduzione della tecnologia EdgeReach, ovvero il mop destro che si estende lateralmente fino a pulire angoli e battiscopa in modo diretto. I mop triangolari hanno il vantaggio di coprire l’intera larghezza sotto il robot senza lasciare “zone morte” al centro (un problema tipico dei robot a doppio mop rotondo). Inoltre, sono realizzati in microfibra e mantengono la giusta umidità per agire sullo sporco senza inzuppare il pavimento.
Rispetto ai mop di prodotti concorrenti, quelli del Freo Z10 Ultra sembrano molto spessi, e soprattutto sono di un bianco splendente che inquieta un po’: come diventeranno dopo parecchi lavaggi? Dopo un mese, possiamo dire che il bianco ha tenuto abbastanza bene.
Un’altra caratteristica del Narwal, comune ad altri top di gamma, è il lavaggio con acqua calda: la base può riscaldare l’acqua fino a temperature comprese tra 45°C e 75°C, modulando il calore in base al grado di sporco rilevato. L’acqua calda aiuta a sciogliere macchie di grasso, sporco secco e batteri in modo più efficace rispetto all’acqua fredda.
Il robot è capace anche di sollevare i mop di 12 mm quando rileva un tappeto, per evitare di bagnarlo mentre passa sopra. Questa funzione di mop lifting consente allo Z10 Ultra di aspirare i tappeti senza dover prima sganciare manualmente i panni, anche se non equivale - purtroppo - a rimuoverli del tutto: sui tappeti molto folti un leggero contatto può avvenire.
Infine, il sistema di lavaggio è dotato di intelligenza Adaptive: tramite sensori ottici, il robot analizza sia il livello di sporco sul pavimento sia il livello di torbidità dell’acqua di ritorno, decidendo se effettuare passate extra. In pratica, se durante il lavaggio nota che una macchia non è venuta via del tutto, il Freo Z10 Ultra può tornare alla base, sciacquare i mop e poi riprendere a lavare sul punto critico finché la macchia non è eliminata. Questo approccio nel nostro caso ha avuto la meglio anche di macchie difficili, derivate da caffè o ketchup secchi.
La navigazione IA
Il cervello del Freo Z10 Ultra è il sistema proprietario NarMind Pro, una piattaforma di intelligenza artificiale supportata da due chip AI dedicati.
La dotazione di sensori per la navigazione è di prim’ordine: un telemetro LiDAR 4.0 sulla sommità consente una scansione laser a 360° dell’ambiente, mentre sul frontale operano - come abbiamo già detto - due videocamere Full HD con angolo di visione di 136°. Questa combinazione di visione artificiale e rilevamento laser permette al robot di orientarsi creando mappe dettagliate e, soprattutto, di riconoscere attivamente gli ostacoli e gli oggetti.
Lo Z10 Ultra è in grado di identificare - secondo Narwal - oltre 200 tipi di oggetti differenti (molto più dei ~120 riconosciuti dal modello precedente) – da scarpe a ciabatte, da cavi a giocattoli, fino a piccoli elementi di soli pochi millimetri.
La precisione del riconoscimento è abbastanza impressionante: il sistema distingue oggetti con un’accuratezza fino a 5 mm, il che significa che può vedere anche elementi molto bassi sul pavimento (ad esempio un cavo spesso) e calcolarne la posizione con margine di errore ridottissimo.
I due chip IA lavorano in parallelo: uno (il principale) gestisce le funzioni base di navigazione e pulizia, mentre l’altro è dedicato esclusivamente all’elaborazione visiva avanzata e al machine learning, con una potenza computazionale dichiarata fino a 4 TOPS (tera-operazioni al secondo). Narwal chiama questo sistema di doppia AI TwinAI Dodge, ad indicare la capacità del robot di schivare gli ostacoli grazie alla visione binoculare e all’intelligenza artificiale.
In particolare, la capacità di rilevare un cavo sottile (ad esempio un caricabatterie del telefono dimenticato a terra) ci ha colpito: la fotocamera lo individua e il robot rallenta, avvicinandosi con cautela. Invece di passarci sopra e rischiare di impigliarsi, il Freo Z10 Ultra mantiene una certa distanza di sicurezza (nell’ordine di qualche centimetro) ed evita di toccarlo.
Allo stesso tempo, quando ha incontrato un groviglio di cavi dietro la TV, li ha segnalati come ostacolo e non ci è salito sopra, evitando così un potenziale disastro. In casi di ostacoli molto piccoli (sotto 5 mm di altezza) potrebbe ancora passarci sopra – ad esempio un foglio sottile o un cavo piatto – ma non abbiamo rilevato problemi: qualunque oggetto di dimensioni significative viene rilevato in anticipo.
il Freo Z10 Ultra si comporta bene anche in ambienti complessi con molti mobili. Grazie all’AI evoluta, riesce a districarsi tra gli arredi evitando di incastrarsi.
In un test specifico, lo abbiamo fatto operare in una stanza con diverse sedie ravvicinate (come attorno a un tavolo da pranzo): il robot è entrato nello spazio, ha riconosciuto i vari ostacoli, e ha pulito zigzagando tra le sedie, senza blocchi. Dove necessario, ha ridotto la velocità e girato con attenzione millimetrica. In generale, non si è mai bloccato in trappole tipiche come tra le gambe di una sedia o sotto uno stendibiancheria, situazioni dove modelli più semplici rimangono incastrati.
Anche la gestione delle soglie e dislivelli è buona: il robot supera soglie fino a 2 cm di altezza. Attenzione però a soglie più alte: davanti a un dislivello di 3 cm il robot è salito ma poi non riusciva a ridiscendere, ritrovandosi “intrappolato” nella base di un porta asciugamani in bagno.
In sintesi, la dotazione di navigazione del Freo Z10 Ultra è tra le migliori del settore: LiDAR e visione AI combinati offrono sia la robustezza di una mappatura laser precisa, sia la flessibilità dell’AI nel percepire ed evitare ostacoli inattesi, come piccoli oggetti fino a 1 cm di altezza. Questa “vista” millimetrica consente al robot di avvicinarsi moltissimo ai bordi di mobili e pareti (fino a circa 5–8 mm di distanza) senza toccarli, garantendo pulizia completa senza urti. Allo stesso tempo, riconoscendo oggetti delicati come cavi o ciotole degli animali, il robot può mantenere un margine di sicurezza leggermente maggiore, prevenendo trascinamenti o impigliamenti.
Aspirazione
Dopo aver esaminato le specifiche, passiamo alle prestazioni reali del Narwal Freo Z10 Ultra in vari scenari di pulizia. Le aspettative erano alte, e dai nostri riscontri sul campo il robot le soddisfa quasi interamente, mostrando pochi punti deboli.
La capacità aspirante di 18.000 Pa si traduce in risultati ottimi su tutti i tipi di sporco comune. Sia sul pavimento duro del bagno, sia sul parquet il Freo Z10 Ultra ha rimosso con facilità polvere fine, briciole, cereali e capelli, spesso in un solo passaggio.
Grazie al DualFlow Tangle-Free System, il robot gestisce molto bene i capelli lunghi: le spazzole laterali convogliano i capelli verso la spazzola centrale conica, che li solleva e li porta nel condotto d’aspirazione, evitando avvolgimenti attorno alle spazzole. Dopo un mese, non ne abbiamo trovati moltissimi aggrovigliati, segno che il sistema anti-attorcigliamento funziona egregiamente. Anche i classici batuffoli di polvere sono stati aspirati senza problemi, grazie alla combinazione di forte aspirazione e flusso d’aria ottimizzato.
Un test impegnativo è stato effettuato spargendo farina sul pavimento: il Freo Z10 Ultra l’ha aspirata quasi totalmente al primo passaggio, senza lasciare quell’alone biancastro tipico, merito anche della strategia DirtSense che ha disattivato le spazzole laterali per evitare di spostare la polvere sottile e ha incrementato la potenza aspirante su quel punto.
Su tappeti a pelo corto e medio, il robot si comporta altrettanto bene: appena sale sul tappeto, i sensori lo riconoscono e attivano automaticamente la modalità Carpet aumentando la potenza (fino al 160% in più secondo Narwal) per estrarre lo sporco. In un salotto con tappeto medio, il dispositivo è riuscito a tirare su polvere e briciole, seguendo un movimento a griglia incrociata che assicura di passare su ogni punto da più angolazioni.
Da notare che, grazie alla sua potenza, lo Z10 Ultra riesce anche a “smuovere” sufficientemente lo sporco dai battiscopa. La qualità dell’aspirazione insomma è più che buona. Il sistema di sensori fa sì che il robot possa anche tornare indietro su un’area se rileva di aver lasciato qualcosa: in più occasioni lo abbiamo visto fermarsi, fare marcia indietro e ripassare su un punto dove c’era ancora dello sporco, finché il sensore non ha più rilevato particelle. Questo comportamento dinamico è un chiaro segno dell’AI all’opera durante l’aspirazione.
Un aspetto apprezzabile è la silenziosità e discrezione del sistema: con 55 dB circa di rumore, il robot può pulire mentre si lavora da casa senza disturbare. Inoltre, l’app consente di programmare le pulizie in fasce orarie comode (es. quando si è fuori per lavoro) e di sospendere l’asciugatura notturna per non avere rumori nel cuore della notte.
Non c’è piaciuto, infine, il fatto che il Freo Z10 Ultra non sia in grado di lasciare i mop nella stazione di ricarica quando deve aspirare.
Lavaggio
I due mop rotanti a triplo angolo esercitano una pressione continua sul pavimento e, uniti all’acqua calda e al detergente, riescono a rimuovere anche macchie che normalmente richiederebbero uno sforzo umano molto deciso.
Lo sfregamento oscillante dei mop simula, nelle intenzioni di Narwal, proprio il movimento umano e insieme alla sporgenza laterale del mop destro consente di pulire punti critici come i battiscopa e i bordi dei mobili bassi che i modelli precedenti non riuscivano a raggiungere. Con il Freo Z10 Ultra invece queste aree lungo i perimetri vengono lavate efficacemente.
Per quanto riguarda le macchie ostinate, la combinazione di acqua calda e detergente automatico fa la differenza: incrostazioni di salsa e tracce di fango leggero sono state eliminate o notevolmente attenuate in un singolo passaggio lento, grazie anche al fatto che il robot se necessario insiste sull’area finché i suoi sensori ottici non rilevano più sporco.
Un ulteriore punto di forza è la gestione automatica del ciclo mop: quando il robot sta lavando ampie superfici, ogni tot metri quadrati torna autonomamente alla base a sciacquare i mop se rileva che stanno diventando troppo sporchi, così da non trascinare sporco liquido in giro. Questo comportamento è evidente soprattutto in cucina o in sala da pranzo.
Il risultato finale, in termini di pulizia del pavimento, è molto buono: i pavimenti duri rimangono lucidi e senza aloni, come se fossero stati passati con un mocio tradizionale e asciugati a dovere.
Va comunque precisato che il sistema non è infallibile al 100% e su tutte le superfici. Nei test sui tappeti, ci è capitato di osservare talvolta qualche goccia residua. Il robot gestisce i tappeti in questo modo: mentre aspira, solleva i pad di 12 mm e spesso li tiene anche fermi (senza ruotarli) per ridurre il contatto, inoltre lava tutto il resto dei pavimenti prima di toccare i tappeti, in modo da arrivare sui tessili con mop già relativamente puliti.
La cosa interessante è che il Freo Z10 Ultra è programmato per pulire i tappeti per ultimi: in una stanza mista (pavimento + tappeto), laverà il pavimento, tornerà alla base a pulire i mop, poi andrà ad aspirare il tappeto come fase finale.
Questa "strategia” è molto intelligente e fa sì che i tappeti non vengano quasi mai bagnati. In pratica, sul nostro tappeto del soggiorno a pelo corto abbiamo notato solo leggere tracce di umidità in un paio di punti (angoli): nulla di paragonabile a un mop bagnato trascinato, ma segno che su tappeti particolarmente spessi il sollevamento di 1,2 cm potrebbe non bastare per annullare del tutto il contatto.
Uno dei punti di forza del Freo Z10 Ultra è la capacità di adattarsi automaticamente alle diverse condizioni di sporco e superficie.
La modalità smart fa sì che il robot prenda decisioni autonome molto efficaci: come accennato, regola aspirazione e acqua in base ai pavimenti (può ad esempio ridurre l’umidità su legno e aumentarla sulle piastrelle). Se durante l’aspirazione individua un’area particolarmente polverosa, rallenta e aumenta la potenza; se durante il lavaggio vede una macchia difficile, non solo insiste ma torna alla base a sciacquare i mop e ripete la pulizia finché la macchia sparisce. In pratica, agisce esattamente come farebbe una persona pignola nelle pulizie.
Se da un lato avere i mop sempre puliti è un vantaggio, dall’altro il sistema utilizza molta acqua per garantire un lavaggio ottimale. Significa che bisogna ricordarsi di riempire e svuotare i serbatoi con una certa frequenza, specialmente se il robot lava spesso o superfici ampie.
App e controllo vocale
Un robot sofisticato come il Freo Z10 Ultra necessita inevitabilmente di molte opzioni di controllo. Fin troppe, a dir la verità. Un utente medio potrebbe sentirsi sopraffatto. Narwal ha comunque cercato di bilanciare la completezza delle funzioni con la facilità d’uso, con risultati che ci sono sembrati soddisfacenti. Ma su cui si può ancora lavorare.
L’applicazione ufficiale è il centro di comando principale.
Tramite la app l’utente può visualizzare le mappe (in 2D e volendo anche in 3D) e gestire ogni aspetto del robot. Le funzionalità comprendono la programmazione di pulizie ricorrenti (si possono impostare orari e giorni per stanze specifiche), la regolazione di parametri come la potenza di aspirazione e la quantità d’acqua per il mop per ogni stanza o tipo di pavimento, l’impostazione di zone vietate (no-go zones) o anche zone “pet” dove il robot dovrà fare più attenzione (utile ad esempio attorno alle ciotole degli animali).
È possibile etichettare i vari ambienti e persino aggiungere indicatori di arredo sulla mappa (come divani o tavoli): questo serve più che altro come riferimento visivo per l’utente, ma aiuta a organizzare la pulizia per zone.
Una caratteristica avanzata è la possibilità di selezionare aree specifiche da pulire semplicemente disegnando un rettangolo sulla mappa: molto utile se, ad esempio, cade dello zucchero in cucina. A quel punto si può mandare il robot a pulire solo quell’area circoscritta.
L’app offre poi uno streaming video in tempo reale dalla fotocamera del robot, trasformandolo di fatto in una piccola telecamera mobile di sorveglianza. Si può attivare il feed video e controllare il robot manualmente per spostarlo in casa e vedere cosa accade, funzione che potenzialmente torna utile per dare un’occhiata a un animale domestico quando si è fuori casa o verificare se ci si è dimenticati una finestra aperta (il tutto con adeguate garanzie di privacy, come la computazione locale delle immagini certificata TÜV Rheinland).
Non manca un pannello “manutenzione” che mostra lo stato dei pezzi che possono essere cambiati: l’app indica quante ore di utilizzo restano prima di dover pulire o sostituire elementi come spazzole, filtri e mop. Ad esempio, può dire “spazzole laterali al 30%” in modo che l’utente sappia quando intervenire. Sempre via app si ricevono notifiche se il robot riscontra problemi (ingestione di oggetti, serbatoio acqua finito, etc.) o quando è il momento di fare manutenzione (es. cambio sacchetto).
A questo proposito, ci duole sottolineare che i ricambi Narwal, sullo stroe ufficiale o su Amazon, non sono sempre disponibili e che dunque vanno rodinati per tempo, perché potrebbero impiegare anche venti giorni per essere recapitati.
Il Freo Z10 Ultra è dotato anche di un proprio assistente vocale integrato che consente di impartire comandi direttamente al robot senza passare dall’app né da servizi esterni. Va detto però che attualmente la disponibilità linguistica è limitata: al momento della release, il voice assistant supporta solo l’inglese e il tedesco (in alcune regioni addirittura solo tedesco), mentre altre lingue tra cui l’italiano arriveranno con futuri aggiornamenti software.
Il robot ha quattro microfoni che captano la voce e, se ci si trova nella stessa stanza, solitamente risponde al primo tentativo. La gamma di comandi include anche richieste di stato (“quanta batteria hai?”) e controlli sulla base (“lava i mop”, “asciuga i mop”).
Oltre al suo controllo integrato, il Narwal Freo Z10 Ultra è compatibile con i principali ecosistemi smart home. Può infatti essere collegato ad Amazon Alexa, Google Assistant e persino attivato tramite Siri (grazie alle scorciatoie Siri sull’iPhone).
Batteria e autonomia
Con una batteria ai polimeri di litio da 6.400 mAh, il Freo Z10 Ultra ha una notevole autonomia dichiarata.
In condizioni di aspirazione standard (potenza media, pochi lavaggi intermedi) può raggiungere circa 4 ore e 43 minuti di funzionamento continuativo, coprendo fino a 340 m² con una sola carica.
All’atto pratico, questo significa che anche case molto grandi – ad esempio 200 m² - possono essere pulite interamente senza che il robot debba interrompersi per ricaricarsi. Ovviamente utilizzando la potenza massima di aspirazione o modalità di pulizia approfondita l’autonomia diminuisce.
Il robot comunque gestisce intelligentemente la batteria: se si scarica prima di completare la pulizia, torna alla base, si ricarica quel tanto che basta per terminare e riprende il lavoro dal punto esatto in cui era stato interrotto. Questo avviene senza che l’utente debba fare nulla, ed è un altro tassello dell’autonomia “intelligente” del sistema. Nel quotidiano, comunque, programmando pulizie frequenti (ad esempio giornaliere per mantenere la casa sempre pulita), il robot raramente scaricherà la batteria del tutto, poiché finirà il suo lavoro in meno tempo.
Una ricarica completa da zero richiede circa 3 ore di tempo, un valore in linea con altri modelli dotati di base auto-svuotante.
Rapporto qualità-prezzo
Il Narwal Freo Z10 Ultra è indubbiamente un investimento significativo. Viene venduto a poco più di 1.000 euro, un prezzo da prodotto di fascia alta. Per quello che abbiamo visto, lo Z10 Ultra giustifica il suo prezzo con un pacchetto tecnologico all’avanguardia e, soprattutto, con prestazioni all’altezza di tale tecnologia.
Chi cerca un robot che aspiri, lavi, si pulisca da solo e funzioni quasi senza assistenza inevitabilmente deve considerare budget simili.
Certo, per un utente che ha esigenze più basiche o case piccole, esistono robot più economici che fanno il lavoro sufficiente spendendo un terzo. Il Freo Z10 Ultra invece si rivolge a una clientela specifica: chi vuole il top della comodità e della performance, e magari è disposto a pagare pur di delegare quasi del tutto la pulizia dei pavimenti. In termini di valore, se consideriamo quanto tempo e fatica può far risparmiare (pavimenti puliti ogni giorno senza dover passare aspirapolvere e mocio manualmente), in pochi mesi di utilizzo intensivo il costo si ripaga in comfort. Una persona molto impegnata, o che fatica a dedicarsi alle pulizie, può vedere in questo robot un vero investimento nel proprio tempo libero e nella pulizia costante della casa.
Pro e contro
Cosa ci è piaciuto
- Potenza di aspirazione elevata
- Sistema di lavaggio con mop rotanti triangolari
- Intelligenza artificiale e navigazione in casa di alto livello
- Aspirazione e lavaggio da top di gamma
Cosa non ci è piaciuto
- Prezzo elevato
- Assistente vocale integrato limitato nelle lingue
- Mop non sganciabili
- App a volte complessa
- Altezza del robot
Conclusioni
Il Narwal Freo Z10 Ultra si è dimostrato, nel corso della nostra prova, un robot aspirapolvere e lavapavimenti molto avanzato e in grado di mantenere le sue promesse.
Ci troviamo di fronte a una macchina che pulisce a fondo, si adatta all’ambiente, si svuota e si lava da sola, richiedendo un intervento umano minimo.
Il Freo Z10 Ultra è l’ideale per chi vuole il massimo della comodità e dell’efficacia nelle pulizie domestiche. Pensiamo a famiglie numerose o con bambini, dove sporco e briciole compaiono continuamente: avere un assistente infaticabile che ripulisce tutto regolarmente può letteralmente trasformare la gestione della casa.
A giudicare da come ha gestito i capelli molto lunghi, i proprietari di animali domestici (cani, gatti) troveranno in nello Z10 Ultra un alleato prezioso contro i peli: questo robot è nato per case con animali, data la sua capacità di evitare grovigli di peli e di lavare via eventuali piccoli pasticci.
Va da sé che è consigliato a chi ha case di ampie dimensioni e magari su più piani: lì il vantaggio di un robot che copre 200-300 mq con una carica e si svuota da solo è impagabile, letteralmente. Per un monolocale, invece, sarebbe sovradimensionato; ma per case da 100 mq in su è perfetto, e probabilmente uno dei pochi che può pulirle interamente senza pause.