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Samsung Galaxy Z Fold 7, la recensione: non direste mai che è un pieghevole

Così sottile e leggero da sembrare uno smartphone tradizionale. Sono questi i punti di forza del nuovo foldable Samsung che si apre a libretto. Giunto alla settima generazione, il Fold è ora un telefono adatto a tutti, non solo a chi ha bisogno di più spazio per lavorare. Il prezzo resta molto alto, ma in cambio si ottiene un pieghevole davvero solido. Sia dal punto di vista dei materiali, sia da quello delle prestazioni.

7 minuti di lettura

“Che ne pensi di questo smartphone?”.

È la domanda che abbiamo rivolto a diversi passanti nel cuore pulsante di Manhattan, il giorno dopo il lancio ufficiale del Galaxy Z Fold 7. In mano, un esemplare del nuovo pieghevole di Samsung. La scena: il caos ordinato della Grande Mela, clacson, caffè da asporto, un caldo appiccicoso che si riflette sui vetri dei grattacieli. Il contesto perfetto per mettere alla prova un dispositivo pensato per affrontare la vita vera, quella che corre e non aspetta.

Ai newyorkesi abbiamo semplicemente chiesto un’opinione. Nessuna presentazione, nessuna spiegazione. Solo un gesto: “Take a look”. Lo hanno preso tra le mani, lo hanno rigirato, osservato, valutato il peso. “Nice phone”, dicevano. Alcuni hanno apprezzato immediatamente la colorazione Blue Shadow, elegante e magnetica. Ma quasi nessuno ha fatto quello che, in teoria, sarebbe il gesto più naturale con un foldable: aprirlo.

Ed è lì che è arrivata la sorpresa.

Quando svelavamo il trucco – mostrando che quel telefono si apriva come un libro, trasformandosi in un piccolo tablet – le reazioni cambiavano all’istante. Occhi sgranati, espressioni di stupore. Alcuni ridevano increduli. Non perché non sapessero che esistono i pieghevoli, ma perché non avevano capito che quello fosse uno di loro.

Ed è proprio questo il punto: il Galaxy Z Fold 7 non sembra un pieghevole. E questa, paradossalmente, è la sua più grande vittoria.

Fino a oggi, un foldable era riconoscibile a colpo d’occhio: più spesso, più pesante, con quella leggera fessura visibile tra i due pannelli chiusi, inevitabile per permettere la curvatura del display.

Per quanto Samsung avesse già lavorato per ridurre quel gap, restava comunque un segno distintivo, un piccolo “difetto necessario” dell’architettura pieghevole.

Ma il Fold 7 è uno spartiacque. Non solo è più sottile, ma è anche più leggero di tanti smartphone “normali”. La nuova cerniera completamente ridisegnata, la costruzione compatta e il lavoro di precisione sui materiali fanno sì che questo dispositivo possa ingannare l’occhio. Non trasmette subito l’idea di essere qualcosa di “diverso”.

Il risultato? È un pieghevole che sorprende proprio per quanto è “normale”. Ma solo finché non lo apri. Perché una volta dispiegato, rivela tutta la magia dell’ingegneria Samsung: un ampio schermo interno da 8 pollici, pronto a trasformarsi in strumento di lavoro, intrattenimento o creatività.

Quello stupore, negli occhi dei passanti, non era solo per l’effetto wow. Era la scoperta – istintiva e sincera – che un pieghevole può passare inosservato. E che la tecnologia più avanzata, a volte, è quella che non si fa notare subito.

In quel momento, a Manhattan, abbiamo capito che il Galaxy Z Fold 7 non è solo più bello o più potente. È diventato più vicino. Più naturale. Più “smartphone”, meno “esperimento”. Ed è forse questo il vero segno che i pieghevoli, finalmente, sono pronti per tutti.

Il Fold maturo: dalla nicchia all’uso quotidiano

Samsung è stata pioniera dei dispositivi foldable, e fin dal 2019 ha mantenuto una posizione di leadership con una serie Z che, generazione dopo generazione, ha saputo spingersi oltre.

Ma per quanto siano stati affascinanti, i primi Fold erano ancora “per pochi”: un po’ ingombranti, un po’ scomodi, pensati per chi voleva qualcosa di diverso, non sempre per chi voleva qualcosa di pratico.

Lo Z Fold 7 cambia tutto questo. Per la prima volta, l’esperienza di utilizzo non richiede più adattamento. Non si deve più “sopportare” il display esterno troppo stretto, non si deve più decidere ogni volta se valga la pena aprire lo schermo interno. Il Fold 7 si comporta come un telefono normale quando è chiuso e come un piccolo tablet quando serve.

Un display esterno finalmente usabile

Una delle critiche più ricorrenti alle generazioni precedenti riguardava il display esterno: troppo lungo, troppo stretto, difficile da usare per scrivere o navigare.

Con il Fold 7, Samsung ha finalmente rivisto le proporzioni. Il display da 6,5 pollici (contro i 6,3 delle generazioni precedenti) è più largo e comodo, con dimensioni simili a quelle del Galaxy S25 Ultra.

Scrivere messaggi, rispondere alle mail, leggere contenuti social: tutto diventa naturale, senza dover per forza aprire il telefono. Certo, qualche millimetro in più in larghezza farebbe molto comodo alla digitazione. Su questo Samsung dovrà sicuramente lavorare per le prossime generazioni dei suoi Fold.

La qualità del pannello è impeccabile: tecnologia Dynamic AMOLED, refresh rate a 120 Hz, picco di luminosità elevato – 2600 nits – e leggibilità ottima anche sotto il sole diretto.

Più sottile, più leggero, più discreto

La prima cosa che colpisce, prendendolo in mano, è la leggerezza.

Il Galaxy Z Fold 7 pesa appena 215 grammi: meno dell’iPhone 16 Pro Max (227 g) e praticamente in linea con l’S25 Ultra (218 g). Anche lo spessore è una sorpresa: 8,9 mm da chiuso, 4,2 mm da aperto.

Questa discrezione non è solo estetica. Il telefono è più maneggevole, più comodo addirittura da portare in tasca. E questo, nel mondo dei foldable, è una piccola rivoluzione.

Ingegneria invisibile, esperienza fluida

La scocca è realizzata in Armor Aluminum di seconda generazione, mentre la cerniera è stata completamente riprogettata: più sottile, più robusta, meglio integrata nella scocca. Non c’è più spazio visibile tra i pannelli chiusi.

La sensazione è quella di un unico blocco compatto.

Anche i materiali sono stati aggiornati: il vetro pieghevole è ora il 50% più spesso, con una nuova fibra simile al titanio applicata alla pellicola protettiva interna.

Tutto questo ha un prezzo: il Fold 7 non supporta più l’S Pen. Samsung ha rimosso il digitalizzatore per recuperare spazio. Una scelta che può far discutere, ma che contribuisce alla nuova compattezza del dispositivo.

Il retro del pieghevole è in Gorilla Glass Victus 2, mentre il frontale usa Gorilla Glass Ceramic 2, lo stesso dell’S25 Ultra, pensato per resistere ai graffi. Nelle nostre due settimane di prova il telefono ci è caduto accidentalmente due volte: una da chiuso, l’altra mentre era aperto. In entrambi i casi, da circa 70/80 centimetri (quella di una tasca o di un tavolo). Ma l’impatto non ha causato danni.

Display interno generoso

Il display interno è un Dynamic AMOLED 2X da 8 pollici, con refresh adattivo da 1 a 120 Hz e una luminosità di picco fino a 2600 nits.

La piega centrale c’è ancora, ma è meno pronunciata. La visione di contenuti – Netflix, YouTube, Prime Video – è immersiva. Anche alla luce del sole, la leggibilità resta buona, ma va detto che lo schermo esterno è più performante in ambienti molto luminosi.

Dal punto di vista del multitasking, lo Z Fold 7 è un piccolo computer tascabile: tre app affiancate, cinque in finestra, con ancoraggi rapidi ai bordi. C’è tutto quello che serve per gestire mail, documenti, file, chiamate, social e molto altro in simultanea.

Prestazioni e dissipazione: tutto sotto controllo

Sotto la scocca c’è il processore Snapdragon 8 Gen 3 “Elite for Galaxy”, lo stesso dell’S25 Ultra. Un chip che garantisce il 38% in più di potenza CPU, il 41% in più per l’elaborazione AI e il 26% di incremento grafico rispetto al Fold 6.

Niente vapor chamber, ma una nuova soluzione con foglio di grafite sottile che lavora bene nella dissipazione, soprattutto in prossimità di batteria e processore. Anche sotto stress, il telefono rimane abbastanza stabile. Ma quando si usano strumenti basati su IA, soprattutto per modificare le immagini o trascrivere un audio, la temperatura inizia a salire. Niente di drammatico, ma il calore si avverte sul pannello.

Il sistema operativo è Android 16 con la nuova interfaccia One UI 8, ottimizzata per i pieghevoli. Samsung promette sette anni di aggiornamenti di sistema e sicurezza — uno standard finalmente degno di un top di gamma.

Galaxy AI: intelligenza che si sente, ma non si vede

A bordo c’è tutta la potenza della Galaxy AI, sviluppata da Samsung in collaborazione con Google: Interpreter per tradurre le conversazioni in tempo reale; la traduzione simultanea nelle telefonate; la rimozione dei rumori ambientali nelle registrazioni.

Ma anche funzionalità avanzate come Gemini Live, che consente di inquadrare oggetti reali con la fotocamera e ricevere assistenza contestuale in tempo reale.

Circle to Search si evolve e si può usare nei giochi, nei video, nei testi. Il tutto è fluido, veloce e ben integrato.

Anche il photo editing beneficia dell’AI: soggetti da rimuovere, oggetti da spostare, contesti da ricreare. Bastano pochi tocchi per trasformare una foto. La tastiera Samsung offre suggerimenti di scrittura in tempo reale – basta cliccare le stelline - aiutando a migliorare stile e chiarezza dei messaggi. E se si sceglie di utilizzare il browser di Samsung, gli articoli dei siti possono essere riassunti attraverso l’IA.

Gemini 2.5 Pro: l’assistente diventa operativo

L’integrazione di Gemini 2.5 Pro spinge il Fold 7 oltre il classico concetto di assistente digitale. Circle to Search introduce una modalità AI Mode che consente non solo di cercare ciò che appare sullo schermo, ma anche di approfondire con analisi più complesse attraverso l’input visivo e linguistico combinato.

La novità più significativa è però Gemini Live: l’assistente può ora analizzare in tempo reale ciò che viene inquadrato dalla fotocamera o mostrato a display. Che si tratti di un cibo, di una pianta o di un monumento, il sistema è in grado di proporre suggerimenti contestuali e azioni dirette. Si può usare per avere informazioni, ma anche per organizzare la propria vita: per esempio fotografando un volantino di un evento e trasformandolo in un appuntamento nel calendario, senza passaggi intermedi.

Gemini interagisce anche con app native come Note, Promemoria e Calendario: in questi casi diventa uno strumento operativo che alleggerisce – o in alcuni casi elimina – l’intervento manuale.

Importante sapere, infine, che il Galaxy Z Fold 7 viene lanciato con sei mesi di accesso gratuito a Google AI Pro, incluso il supporto alla generazione video con Veo 3 Fast.

Comparto fotografico da top di gamma

Il salto qualitativo è netto. La fotocamera principale ora è da 200 MP, contro i 50 MP del Fold 6. C’è un teleobiettivo da 10 MP con zoom ottico 3x e una ultra-wide da 12 MP che, grazie all’autofocus, lavora bene anche nelle macro.

Gli scatti notturni sono all’altezza di quelli che può offire il Galaxy S25 Ultra: sempre molto illuminati, definiti, vividi.

La fotocamera interna è visibile attraverso un piccolo foro nello schermo ed è stata aggiornata da 4 a 10 MP, portando la qualità fotografica interna a livelli paragonabili alla serie S25.

Con il display interno così ampio, editare foto e video è ancora più intuitivo. Si possono confrontare modifiche in tempo reale, lavorare su più livelli, gestire ogni aspetto del contenuto direttamente dallo smartphone.

Un pieghevole per tutti (ma non per tutte le tasche)

Nel corso di due settimane di utilizzo, l’aspetto che ha colpito di più è stata la naturalezza con cui si è potuto usare il Fold 7 da chiuso.

Per la prima volta, non c’è stata necessità di aprirlo di continuo: messaggi, social, email, tutto funziona benissimo sul display esterno.

E questo, più di ogni altra cosa, rende il Fold 7 uno smartphone adatto anche a chi non ha mai considerato un pieghevole prima d’ora.

Certo, il prezzo resta elevato: si parte da 2.199 euro per il modello da 256 GB, fino a 2.619 euro per la versione da 1 TB. Ma rispetto al Fold 6, l’incremento ha una logica. Il salto è reale. Il Fold 7 non solo è “Ultra”, ma ambisce a prendere il posto dei top di gamma tradizionali.

Cosa ci è piaciuto

  • Lo spessore e il peso ridotti, l’estrema portabilità
  • La luminosità e la ritrovata comodità del display esterno
  • La durata della batteria: un giorno completo se il telefono non viene stressato troppo
  • La qualità delle foto diurne e notturne


Cosa non ci è piaciuto

  • La pressione maggiore che bisogna esercitare per aprire a libretto il dispositivo
  • L’assenza di compatibilità con la S-Pen
  • L’isola con le fotocamere più pronunciata rispetto al passato
  • Il costo elevato che supera i duemila euro