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I social sono pieni di teorie del complotto sull’omicidio Kirk

2025 Trent Nelson 

Tesi cospirazioniste e foto di finti sospetti circolano in rete. I chatbot danno risposte errate a chi chiede informazioni aggiornate. Così le breaking news diventano oggetto di propaganda e tentativi di destabilizzazione

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Una “enorme quantità di disinformazione” sta circolando in rete dopo l’omicidio dell’attivista politico conservatore statunitense Charlie Kirk. Teorie cospirazioniste, false identificazioni del killer, falsi profili che dicono online di avere informazioni esclusive.

L’allarme è stato lanciato dal governatore repubblicano dello Utah, Spencer Cox. Ma diverse organizzazioni globali stanno mettendo in luce l’assassinio di Kirk avvenuto durante un incontro pubblico alla Utah Valley University lo scorso 10 ottobre sia diventato terreno fertile per fake news e false interpretazioni. Kirk, 31 anni, era sposato e aveva due figli di uno e tre anni.

A creare il clima di disinformazione avrebbero contribuito anche i più popolari chatbot di intelligenza artificiale, che hanno diffuso in queste ore notizie non confermate o articoli inventati sebbene attribuiti a fonti autorevoli come la BBC e la Cnn.

Le risposte errate dei chatbot: "Kirk non è morto”

I chatbot in questi giorni hanno generato risposte sicure, anche in assenza di informazioni verificate durante eventi di cronaca in rapida evoluzione. Tendenza che ha alimentato la disinformazione su piattaforme che hanno notevolmente ridotto il fact-checking umano e la moderazione dei contenuti, come X.com, Facebook e Instagram.

Il giorno dopo che Kirk, un importante alleato del presidente Donald Trump, è stato ucciso a colpi di pistola, l'account X del chatbot AI Perplexity ha falsamente affermato che l'attivista non era mai stato colpito e che era "ancora vivo”. Lo ha confermato un’indagine di NewsGuard.

Ancora. Quando sui social media hanno iniziato a circolare post contenenti un video autentico in cui Kirk veniva colpito da un proiettile, l'account X di Grok, il chatbot basato sull'intelligenza artificiale di Elon Musk, ha affermato che si trattava di un video satirico, di un video finto, fatto con l’Intelligenza artificiale.

Grok accusa un innocente di essere l’assassino

"Il video è un meme modificato: Charlie Kirk sta discutendo e gli effetti speciali fanno sembrare che venga 'colpito' mentre sta parlando, per ottenere un effetto comico. Non c'è alcun danno reale: sta bene ed è attivo come sempre", ha scritto Grok in risposta a un utente.

Grok ha anche affermato falsamente che un democratico registrato nello Utah di nome Michael Mallinson era stato identificato come l'autore della sparatoria, attribuendo erroneamente l'informazione a importanti testate giornalistiche come la CNN e il New York Times. Mallinson, in realtà è un banchiere canadese in pensione di 77 anni che vive a Toronto. Raggiunto dai media locali si è detto "scioccato" dalle migliaia di post sui social media che lo hanno indicato come il colpevole.

Intanto si diffondono teorie cospirazioniste. Alcune vorrebbero che ad ucciderlo sia stata un’operazione del Mossad, l’intelligence israeliana, che avrebbe voluto punire Kirk per le sue teorie riguardo l’America First, che chiederebbero un progressivo disimpegno Usa in Medio Oriente. Altre citano false fonti pro-Cremlino che hanno diffuso l’idea che Kirk fosse finito nella blacklist ucraina Myrotvorets, che elenca presunti nemici dell’Ucraina. Informazioni apparentemente diffuse e rese popolari da chatbot che le rilanciano.

Polarizzazione terreno fertile per la propaganda

Un quadro complicato quindi, reso ancora più intricato da possibili interferenze della propaganda straniera in questo processo. Secondo il governatore Cox “Quello che stiamo vedendo è che i nostri avversari vogliono la violenza. Abbiamo bot provenienti dalla Russia, dalla Cina e da tutto il mondo che cercano di diffondere disinformazione e incoraggiare la violenza. Vi incoraggio a ignorarli, a spegnere quei canali e a trascorrere un po' più di tempo con le nostre famiglie”, ha detto il politico conservatore statunitense.

Non ci sono evidenze. Ma non è una novità che momenti così fortemente divisivi come quello che sta vivendo l’America in queste ore sono diventati oggetto di campagne di disinformazione da parte di attori stranieri. L’obiettivo è polarizzare l’opinione pubblica per minare la tenuta sociale di un paese ritenuto ostile.

I tempi del giornalismo e quelli dei social: dove nasce la diffusione di falsità

Anche perché le notizie dell’ultima ora spesso scatenano una frenetica ricerca di nuove informazioni sui social media, che porta spesso a conclusioni errate che vengono poi riproposte dai chatbot, contribuendo ad aumentare il caos online. La disinformazione. La polarizzazione. La conferma dei fatti richiede tempi che la realtà dei social e la velocità della comunicazione digitale non possono attendere. Tantomeno rispettare.

L'ondata di disinformazione arriva in un momento di grande instabilità negli Stati Uniti dopo l'assassinio di Kirk, con molti influencer di destra della base politica di Trump Make America Great Again (MAGA) che invocano la violenza e la "vendetta" contro la sinistra. Le motivazioni dell'uomo armato coinvolto nella sparatoria, che è ancora latitante, sono sconosciute. Ma sui social è già caccia all’assassino e a chi lo ha celebrato. Screenshot e foto circolano su X.com con persone accusate di aver inneggiato alla morte di Kirk. Alimentando tensioni e odio online.