In Nepal la nuova premier è stata scelta su Discord
di Arcangelo RociolaA Kathmandu ha giurato il nuovo primo ministro. Si tratta di Sushila Karki, 73 anni, giudice nota per la sua lotta alla corruzione. La sua nomina è arrivata dopo una consultazione fatta online. Per i manifestanti è democrazia dal basso. Ma molti sollevano dubbi sulla correttezza istituzionale del processo
Per la prima volta un primo ministro è stato scelto su Discord. Dopo le proteste giovanili di massa andate in scena a Kathmandu, il Nepal ha un nuovo capo del governo: Sushila Karki, 73 anni. Karki ieri ha giurato davanti al presidente Ram Chandra Poudel, promettendo di restare in carica solo fino alle elezioni del 5 marzo 2026. Un premier ad interim quindi.
Giudice, attiva nell’anticorruzione, ma soprattutto nuova guida del paese dopo che sul social network un sondaggio l’ha indicata come nome preferito dai ragazzi che sono scesi in piazza nei giorni scorsi in opposizione al blocco dei social deciso dall’esecutivo.
La prima strana elezione del Nepal
È una prima volta strana, quella del Nepal. Non si può dire che la premier è stata eletta su Discord, ma è su Discord che è stata scelta. E quello che è successo nei giorni scorsi, con le proteste di piazza e i palazzi governativi dati alle fiamme, ha portato il presidente della repubblica e il parlamento nepalese a dare ascolto all’indicazione dei social.
Dopo le dimissioni dell’esecutivo, i manifestanti si sono ritrovati su Discord per discutere chi dovesse guidare il Nepal nella transizione. Nei momenti di picco, le cronache locali raccontano che oltre 10.000 utenti si sono collegati a un canale chiamato “Youth Against Corruption”. Mentre migliaia seguivano via YouTube la diretta del dibattito. Discord è un social noto soprattutto nel mondo dei videogame. Permette la condivisione di chat e video, ed è organizzato in canali tematici.
In uno di questi stati proposti quindi cinque candidati: il sindaco di Dharan Harka Sampang, l’attivista e esperto di innovazione digitale Mahabir Pun, l’indipendente Sagar Dhakal, l’avvocato e youtuber Rastra Bimochan Timalsina e Sushila Karki. Dopo ore di discussione, Karki l’ha spuntata sui concorrenti, apprezzata soprattutto per la sua esperienza da giudice capo e per il suo storico rifiuto delle pressioni politiche.
Un esempio di democrazia dal basso o una stortura del processo democratico?
Per i sostenitori, il processo ha rappresentato una rottura radicale con le trattative a porte chiuse della politica nepalese. Il Nepal è una democrazia parlamentare dal 2008, ma i suoi processi non sono mai stati del tutto trasparenti e ad oggi resta un Paese dove la corruzione è presente a tutti i livelli.
“Con noi tutto è stato trasparente, collettivo e il processo ha dato voce a giovani comuni che di solito non contano nulla nei giochi di potere”, ha detto Aayush Bashyal, 22 anni, studente presente ai dibattiti online, intervistato da Al Jazeera. Il Nepal ha 29,7 milioni di abitanti, ha una crescita annuale della popolazione dello 0,8% e la popolazione tra i 16 e i 40 anni è circa il 41%.
Eppure questo processo solleva dubbi. Sia tra gli analisti che tra gli osservatori internazionali. Non si è trattato di un’elezione in senso costituzionale: né Discord, né i social sono previsti come strumento di consultazione per eleggere un premier in nessuna parte del mondo.
La partecipazione inoltre è stata limitata a chi ha accesso a internet, soprattutto giovani urbani e istruiti. Inoltre, niente garanzie contro voti multipli, manipolazioni o infiltrazioni di attivisti politici. Una decisione di pancia quindi, fatta soprattutto per placare gli animi.
Un simbolo pericoloso in un paese vittima di corruzione e abusi
“C’è sicuramente qualcosa di simbolico nello scegliere un primo ministro su un’app di gaming. Ma il simbolismo non sostituisce la legittimità democratica”, ha osservato il politologo Shyam Shrestha a Reuters. “Il rischio è che un voto improvvisato online venga presentato come volontà della nazione, mentre riflette solo una fascia ristretta”.
Anche fra i partecipanti sono emerse perplessità: sospetti di moderatori poco trasparenti, infiltrazioni monarchiche (il Nepal fino al 2008 è stato una monarchia) e fake news circolate nei gruppi. Per reagire, gli organizzatori hanno aperto un canale “fact-check” per smentire voci e immagini manipolate.
Nel suo primo discorso alla nazione tenuto nella serata di ieri intanto, Karki, 73 anni, ha riconosciuto le circostanze eccezionali: “La situazione non è di mia scelta. Il mio nome è arrivato dalle strade. Non resteremo oltre sei mesi. Il nostro compito è consegnare il potere al prossimo parlamento”. Si è detta pronta a sentire le istanze dei giovani, a capirne le ragioni e trovare una sintesi con il resto del Paese.
La sua nomina ha momentaneamente raffreddato le tensioni, ma le sfide restano enormi. I manifestanti chiedono indagini sulle uccisioni, riforme anticorruzione radicali e garanzie di responsabilità da partiti ormai screditati.
Un paese precario in una regione all’ombra di Cina e India
Dal 2008, con la fine della guerra civile e l’adozione della nuova costituzione, il Nepal ha vissuto una cronica instabilità: quattordici governi si sono succeduti in meno di vent’anni. India e Cina, vicini ingombranti e rivali regionali, osservano con attenzione l’evolversi della crisi. Entrambe interessate a farlo rientrare nella propria sfera di influenza.
Per molti giovani nepalesi, però, il dibattito su Discord ha già segnato un precedente. “Questo è il futuro”, dicono i manifestanti ai cronisti che li hanno raggiunti via web. “Abbiamo imparato insieme, fatto domande, cercato risposte. Era democrazia in tempo reale”, hanno raccontato ad Al Jazeera.