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Asus Rog Xbox Ally X: potenza per giocare ovunque

Asus Rog Xbox Ally X: potenza per giocare ovunque

Il frutto della collaborazione tra Asus e Microsoft ha portato a un pc portatile quasi perfetto che risolve molti dei problemi di questi dispositivi

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Sono passati più di tre anni da quando Steam Deck è arrivato sul mercato tra la sorpresa e lo scetticismo generale e ancora di più da quando è uscita Nintendo Switch, anni in cui molte aziende hanno intuito che nel segmento dei PC portatili c’era spazio per un prodotto che coniugasse la voglia di potenza è un catalogo vastissimo con la portabilità e il gusto di giocare non solo alla scrivania ma sul divano, nel letto, in viaggio. Perché spesso i televisori sono occupati o perché, banalmente, si preferisce così.

Anni in cui ci siamo detti più o meno sempre le stesse cose: che sono prodotti interessanti, ma che c’è bisogno di una interfaccia decente che superi i limiti di Windows 11, una gestione della potenza e della batteria che renda l’esperienza di gioco piacevole e consapevole di limiti e possibilità e una ergonomia che accompagni il tutto. A tutto questo va aggiunta anche l’affidabilità dell’hardware e aggiornamenti continui che vadano via via a limare e migliorare il prodotto.

Rog Xbox Ally X, al di là di un nome decisamente poco felice, unisce gli sforzi di Asus e Microsoft per dare una risposta a questi temi e, da quel che abbiamo avuto modo di provare, una risposta assolutamente convincente.

L’offerta prevede due versioni: Rog Xbox Ally con processore meno potente, meno Ram, Ssd più piccolo, batteria meno potente al prezzo di 599 euro, e Rog Xbox Ally X che ne costa 899 €. Al suo interno troviamo un processore Amd Ryzen Z2, 24 GB di Ram, Ssd da 1 TB, batteria da 80Wh, scheda grafica Amd personalizzata, una Npu per supportare con la IA il processore grafico nella fedeltà e fluidità dell’immagine e grilletti aptici indipendenti con vibrazione e resistenza. Lo schermo invece è un Full HD 7’’. Monta due prese Usb-C nella parte superiore, jack audio e lettore di schede microSD e l’alimentatore non è incluso. Il peso totale è di 715 g. Per il nostro test abbiamo avuto modo di provare solo quest’ultima versione.

Prezzi non bassi ma tutto sommato in linea con altri prodotti della concorrenza, forse fa storcere il naso più il prezzo dell’Ally meno potente, mentre quello dei Ally X è alto ma tutto sommato in linea con un prodotto della sua fascia. Palese l’intenzione di puntare soprattutto su questo: pur costando un terzo in più del modello base offre prestazioni decisamente superiori.

Il primo contatto col dispositivo offre le medesime ottime sensazioni avute con la generazione precedente dell’Ally, che era senza dubbio uno tra i dispositivi più comodi nel suo settore, e che oggi appare ancora più comodo grazie all’integrazione di due maniglie ispirate al pad dell’Xbox. L’avvio è rapido ed è possibile impostare la lettura dell’impronta digitale per sbloccare il dispositivo, così da non dover digitare Pin sullo schermo o utilizzare altri sistemi meno rapidi.

Una volta eseguito il boot ci troviamo di fronte alla vera killer application del dispositivo: la sua interfaccia. Aumentare la potenza è una cosa che qualsiasi produttore può fare e che fa parte della naturale evoluzione di queste tecnologie, ma la collaborazione tra Asus e Microsoft ha permesso di lavorare molto sul lato firmware e ottimizzare Windows 11 per ricavarne maggiore autonomia e risorse.

Il motivo per cui Windows tende a frenare prestazioni e autonomia sulle altre console portatili sta in tutte le attività in background che il sistema operativo esegue per tenere in vita il desktop e nelle molte altre funzioni richieste, perché è pensato per PC portatili o desktop, non per questi dispositivi.

Qui, invece, Xbox Ally si avvia direttamente in un’interfaccia Xbox: non è solo un front-end molto semplice da usare, ma elimina tutti quei processi in background non necessari. Questo lascia molta più respiro al chipset e alla Ram per concentrarsi sul gioco, con un incremento netto dei fotogrammi al secondo. Anche titoli recenti come Space Marine 2, Doom: The Dark Ages, Gears of War: Reloaded o Clair Obscur girano tutti sopra i 60 frame al secondo con un livello del dettaglio alto e senza dover collegare la console all’alimentazione dopo mezz’ora. Microsoft ha anche sviluppato un sistema che direttamente nello store mostra se il gioco è ottimizzato o meno per l’uso su Pc portatili, come già avviene su Steam Deck.

Peccato che nel catalogo Microsoft non siano presenti i titoli Xbox ma solo quelli presenti anche su PC, situazione che, in presenza di una buona linea, può essere risolta col cloud, ovviamente con l’abbonamento Game Pass apposito. Ma chissà che in futuro Microsoft non decida di rendere la sua prossima Xbox qualcosa di simile.

Parlando della batteria, i produttori parlano di circa tre ore per un utilizzo misto, dalle nostre prove possiamo dire che usando il dispositivo con titoli abbastanza esigenti sul fronte delle prestazioni senza alcuna limitazione ai consumi si riesce a giocare per circa un paio d’ore, che diventano di più se si diventa meno esigenti o con giochi più leggeri. Per quanto riguarda invece la dissipazione del calore, non ci sono problemi di surriscaldamento per le mani e le ventole mantengono la rumorosità a un livello accettabile.

In più offre un’interfaccia molto più adatta al controller: impostazioni rapide a portata di tasto, un comodo gestore del multitasking e tante opzioni in Armoury Crate, il software di Asus per gestire le risorse del PC che finalmente qua diventa molto utile perché permette di cambiare in un attimo il profilo di prestazioni desiderate e un sacco di altre funzioni. In particolare, il profilo “Auto” è pensato per chi vuole una prestazione stabile, lasciando che sia il sistema a decidere come ottenerla. Ad esempio, se un titolo gira a un numero alto di FPS rispetto al valore impostato, questi possono essere imitati per aumentare la longevità, o al contrario, se non è fluido il software attinge a una potenza maggiore per rimanere nel range di riferimento.

Ci sono ancora margini di miglioramento, dato che l'app in questione potrebbe essere più intuitiva e facile da usare per quanto riguarda la disposizione dei giochi e delle opzioni, e speriamo che gli aggiornamenti vadano in tal senso, dato che si tratta ancora di una versione iniziale del sistema. Da rivedere anche l’integrazione dell'AI Copilot, che a volte sembra posizionata là dove tutto sommato non è così utile. Chiaro che disponendo di un processore Ryzen AI ha senso sfruttarla, ma il fatto che venga presentata come un modo per chiedere aiuti e fornire guide nei giochi, e che questi aiuti siano utili, è ancora tutto da vedere.

E al di là della centralità dell’app Xbox e del Game Pass, la buona notizia è che vengono integrati senza problemi anche altri store come Steam, che funziona benissimo in modalità big picture, GOG e Epic Store. E una volta che i giochi sono stati installati sono tutti disponibili dentro l’app Xbox, indipendentemente dallo store e possono essere avviati direttamente.

A volte questo passaggio non è proprio automatico, può capitare ad esempio di far partire dall’app Xbox un gioco che è su Steam e dover poi ripetere il comando anche da Steam, ma è comunque utile per avere sotto controllo e accessibili tutti i giochi installati. Altre incertezze le abbiamo registrate in maniera casuale durante l’utilizzo: è capitato, abbastanza raramente, che passando da un gioco all’interfaccia di Armoury Crate il dispositivo si perdesse per qualche secondo i controlli fisici, funzionando solo con lo schermo touch, per poi riprendere senza problemi, altre volte è capitato di riaccenderlo dopo una sospensione e ritrovarsi un sistema incredibilmente lento. Sono difetti che questi sistemi tendono ad avere che possono essere limati con continui aggiornamenti, e dobbiamo considerare anche che la versione del nostro software non era definitiva, ma una beta attivata per la recensione.

E visto che siamo a elencare le cose che non ci sono piaciute, lo schermo da 7’’ fa il suo dovere, anche se a volte si sente la manca di qualche pollice in più. La risoluzione va bene, viste le dimensioni, ma più spiace non avere un Oled nel 2025, perché Rog Xbox Ally X senza dubbio avrebbe beneficiato di uno schermo più performante.

E visto che inizialmente abbiamo detto che questo genere di prodotti ha bisogno di un supporto importante, ecco ciò che Asus e Microsoft hanno promesso per il futuro immediato e più lontano. Tra queste spiccano la Automatic Super Resolution per l’Ally X, ovvero una funzione di upscaling basata sulla NPU che permette di mostrare ai titoli a una risoluzione molto più alta di quella di rendering, un sistema di highlights automatici delle vostre partite per condividere i momenti più emozionanti, un'esperienza ottimizzata per quanto Rog Ally è collegata a un dock e può sfruttare uno schermo più grande e una gestione più semplice dei giochi salvati su schede MicroSD.

Detto questo, Rog Xbox Ally X è il primo dispositivo del suo genere che ci ha finalmente dato l’impressione di essere un PC da stringere tra le mani senza ricordarci ogni volta che sotto c’è proprio un PC. Un prodotto ibrido tra il mondo delle console e quello dei computer, che sembra finalmente aver imparato qualcosa dai modelli precedenti e che onestamente, nonostante il prezzo, è difficile non consigliare a chiunque non voglia assolutamente un PC fisso o una esperienza senza alcun compromesso, che però gli costerebbe sensibilmente di più.