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Amazon vuole sostituire oltre 600mila dipendenti con i robot entro il 2033

Lo rivela il New York Times. Documenti interni dell’azienda fondata da Jeff Bezos, e guidata oggi dal CEO Andy Jassy, rivelerebbero una strategia incentrata su un’automazione sempre più profonda. Amazon punterebbe a sollevare gli esseri umani dal 75% delle operazioni previste dal processo di distribuzione delle merci

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Negli ultimi vent’anni Amazon ha dato una spinta enorme al mercato del lavoro. Solo negli Stati Uniti, dal 2018, i dipendenti dell’azienda fondata da Jeff Bezos sono triplicati: oggi sono circa 1,2 milioni.

Eppure molti di questi, soprattutto all’interno dei grandi magazzini che Amazon utilizza per smistare le merci ordinate dai suoi clienti, toccano sempre meno i prodotti consegnati dal colosso dell’e-commerce.

L’introduzione di robot e sistemi di intelligenza artificiale, infatti, ha portato a un progressivo allontanamento delle figure umane dalla catena di distribuzione su cui Amazon ha fondato il suo impero.

I robot hanno sostituito i lavoratori nei compiti più ripetitivi e faticosi – come spostare grandi quantitativi di merci da uno scaffae all’altro di un magazzino – e hanno reso l’intero processo di ricezione e consegna dei prodotti più sicuro ed efficiente.

Fino all’anno scorso, almeno, Amazon illustrava con orgoglio ed entusiasmo come l’introduzione di nuove tecnologie non avesse messo a rischio, in realtà, il suo capitale umano.

Proprio in un magazzino Amazon di Vercelli, dove risiede uno degli Innovation Lab dell’azienda, abbiamo appreso che negli ultimi cinque anni – nonostante la crescente automazione – il colosso di Seattle ha assunto 50.000 nuovi dipendenti in Europa. Una cifra sicuramente gonfiata dalla pandemia, ma che di fatto lasciava ben sperare per l’impiego di forze umane in un futuro minacciato da umanoidi e braccia robotiche.

Quel futuro, per chi lavora in Amazon, oggi appare meno roseo.

Nei giorni in cui Amazon celebra a San Francisco le sue tecnologie più avanzate – nel corso dell’evento annuale Delivering the Future – il New York Times rivela che l’azienda guidata da Andy Jassy avrebbe intenzione di sostituire con i robot più di 600.000 dipendenti entro il 2033, nonostante l’obiettivo sia quello di vendere e consegnare il doppio dei prodotti nei prossimi otto anni.

Il piano di Amazon – stando ai documenti interni visionati dal Nyt – sarebbe quello di automatizzare il 75% delle operazioni totali. Una percentuale che consentirebbe al colosso dell’e-commerce di fare a meno, già entro il 2027, di 160.000 lavoratori.

Tagliando sul personale, l’azienda risparmierebbe sui costi: una maggiore automazione permetterebe ad Amazon di risparmiare trenta centesimi di dollaro su ogni prodotto consegnato. In questo modo l’azienda potrebbe risparmiare – da qui al 2027 – fino a 12,6 miliardi di dollari.

Amazon ha un obiettivo lecito: massimizzare i profitti. Ma il modo in cui intende raggiungerlo potrebbe creare all’azienda non pochi problemi d’immagine.

Il piano dell’azienda di Seattle potrebbe infatti agitare ulteriormente chi teme che robot umanoidi e intelligenza artificiale “ruberanno” il lavoro agli esseri umani.

La stessa Amazon è consapevole di questo rischio, e infatti – stando ai documenti in possesso del New York Times – sarebbe già all’opera per mitigare gli effetti di una massiccia automazione, pianficando la sua partecipazione a eventi delle comunità più colpite da licenziamenti o mancate assunzioni, ed evitando il più possibile nella sua comunicazione i termini “automazione” e “IA” quando si parla di robotica.

Al loro posto, invece, l’azienda avrebbe invitato a usare termini come “tecnologia avanzata” e “cobot” [un sitstema che prevede la collaborazione tra uomo e macchina].

Alle rivelazioni del New York Times ha replicato una portavoce di Amazon, Kelly Nantel, specificando che il documento visionato dal quotidiano statunitense riflette la visione di un solo gruppo all’interno dell’azienda, che nessun manager è stato invitato a evitare le parole “automazione” e “IA” e che sono previste per le prossime festività natalizie 250mila assunzioni. Non sappiamo, tuttavia, quante di queste diventeranno permanenti.