L’Ue apre un’indagine su Meta per l’uso dell’IA di Whatsapp (Italia esclusa)
di Arcangelo RociolaLa Commissione vuole chiarire l’integrazione di Meta IA nel servizio di messaggistica. L’indagine segue quella dell’antitrust italiana avviata a luglio, per questo non riguarderà Roma
L’Unione europea sta per lanciare una nuova indagine antitrust su Meta, l’azienda che possiede Facebook, Instagram e Whataspp. In particolare quest’ultima è oggetto di indagine per via dell’introduzione di funzionalità di intelligenza artificiale. Lo ha dichiarato oggi la Commissione europea. Indagine che riflette il crescente controllo sull'uso dell'IA generativa da parte delle Big Tech su grandi piattaforme.
La Commissione vuole chiarire come l'azienda abbia integrato il suo sistema Meta AI nel servizio di messaggistica all'inizio di quest'anno. Meta AI, un chatbot e assistente virtuale, è stato integrato nell'interfaccia di WhatsApp da marzo 2025 in tutti i mercati europei.
L’indagine segue quella avviata lo scorso luglio dall’antitrust italiana. L’accusa, in quel caso come ora, era che Meta avrebbe sfruttato il suo potere di mercato integrando uno strumento di IA in WhatsApp. L'indagine è stata ampliata a novembre per esaminare se Meta avesse ulteriormente abusato della sua posizione dominante bloccando i chatbot IA rivali dalla piattaforma di messaggistica.
Si prevede che la Commissione annunci ufficialmente l'indagine nei prossimi giorni, anche se la tempistica potrebbe cambiare, ha riportato il giornale. L’indagine è stata avviata per violazione del Digital Markets Act (DMA) dell'UE, la legislazione di riferimento del blocco attualmente utilizzata per esaminare i servizi cloud di Amazon e Microsoft per potenziali restrizioni.
L'evoluzione digitale continua a ridefinire il panorama globale, trasformando il modo in cui le aziende operano e le persone interagiscono. L'avanzamento rapido di tecnologie come l'intelligenza artificiale (IA) e l'apprendimento automatico (machine learning) sta aprendo nuove frontiere in settori che vanno dalla sanità alla finanza, promettendo efficienze e innovazioni senza precedenti.
Parallelamente, l'aumento della connettività e l'uso dei dati personali hanno acceso un dibattito cruciale sulla regolamentazione e sulla privacy. Non è un caso che l’UE abbia pensato di ridisegnare le proprie regole sul digitale, lanciando il Digital Omnibus. I governi e le autorità di regolamentazione, come dimostrato dalle recenti indagini antitrust, stanno intensificando il controllo sulle grandi piattaforme tecnologiche per garantire una concorrenza leale e proteggere i consumatori in questa nuova era digitale.