L’IA su misura di Google: cos’è “Personal Intelligence” e come funziona
di Pier Luigi PisaGoogle introduce Personal Intelligence, una nuova evoluzione di Gemini. La funzione consente all’IA di collegare informazioni provenienti da più servizi Google – Gmail, YouTube, Search e Foto - per offrire risposte personalizzate. Disponibile in beta negli Stati Uniti, apre nuovi scenari su utilità, privacy e competizione nel mercato dell’IA
Google ha presentato Personal Intelligence, una nuova funzione che consente a Gemini - l’IA più avanzata sviluppata dall’azienda di Mountain View, nonché il chatbot che la utilizza - di connettersi a Gmail, Google Foto, Google Search e YouTube, esplorare contenuti e cronologie legate agli utenti e fornire informazioni e risposte “su misura”, personalizzate appunto.
Personal Intelligence, per ora in Beta, e disattivata per impostazione predefinita, sarà inizialmente a disposizione degli abbonati a Google AI Pro e AI Ultra negli Stati Uniti, ma l’azienda intende estendere la nuova funzione ad altri Paesi e agli utenti free.
Come funziona e a cosa serve Personal Intelligence
Josh Woodward, a capo dell’app Gemini, di Google Labs e di AI Studio, ha raccontato in un post come può funzionare la nuova “intelligenza personale”.
“Per esempio - scrive Woodward - due settimane fa avevo bisogno di cambiare le gomme di un minivan Honda del 2019. Mentre ero in fila dal gommista, mi sono reso conto di non sapere la misura degli pneumatici. Ho chiesto a Gemini. Oggi qualsiasi chatbot è in grado di trovare queste specifiche, Gemini è andato oltre. Ha suggerito diverse opzioni: una per l’uso quotidiano e un’altra per condizioni climatiche variabili, facendo riferimento ai viaggi effettuati con la mia famiglia in Oklahoma individuati in Google Foto. Poi ha raccolto in modo ordinato valutazioni e prezzi per ciascuna opzione. Arrivato al bancone, mi serviva il numero di targa. Invece di cercarlo o perdere il posto in fila tornando al parcheggio, ho chiesto a Gemini. Ha recuperato il numero di sette cifre da una foto presente in Foto e mi ha aiutato anche a identificare l’allestimento specifico del van cercando in Gmail. In pochi istanti era tutto risolto”.
Privacy e controllo dei dati
In passato Gemini era in grado di attingere alle singole applicazioni Google solo su richiesta esplicita. Con Personal Intelligence avviene un salto di livello: il sistema può esaminare e collegare informazioni provenienti da più app nello stesso momento, ricavando ciò che serve senza che l’utente debba indicare in anticipo la fonte o il luogo della ricerca.
Google ha sottolineato che la Personal Intelligence non è attiva di default e richiede una scelta consapevole da parte degli utenti, che devono decidere quali applicazioni collegare.
Anche una volta attivata, Gemini ricorrerà all’IA personale solo nei casi in cui la considera pertinente.
Da Mountain View fanno sapere, inoltre, che i contenuti di Gmail e di Google Foto non verranno utilizzati per l’addestramento diretto dei modelli di intelligenza artificiale dell’azienda, ma soltanto consultati al momento di formulare le risposte.
La sfida con OpenAI, Microsoft e Anthropic
Altre aziende hanno già immaginato - o lanciato - la propria IA “personale”, ma Google in questo ambito ha un vantaggio difficilmente replicabile: il presidio di un ecosistema esteso di servizi consumer.
OpenAI e Anthropic dispongono di modelli avanzati offerti come soluzioni autonome, senza però gestire piattaforme di uso quotidiano paragonabili a Gmail, YouTube, Foto o Search. Microsoft ha arricchito Copilot con funzioni di memoria e integrazioni nel suo pacchetto Microsoft 365 Copilot, mentre Anthropic ha introdotto Claude Cowork per la gestione dei file.
Ma la profondità e l’ampiezza dei dati a disposizione di Google restano, almeno per il momento, inarrivabili.
Disponibilità e futuri sviluppi
Personal Intelligence debutterà inizialmente sugli account Google personali. Saranno esclusi per ora gli utenti Workspace, inclusi quelli aziendali, enterprise ed educativi.
La funzione sarà accessibile su web, Android e iOS, con una successiva integrazione prevista anche nell’AI Mode integrato nel motore di ricerca di Big G.