ChatGpt non scrive più come un tempo. Sam Altman: "Abbiamo sbagliato"
di Pier Luigi PisaIl CEO di OpenAI ha riconosciuto in un raro momento di autocritica che lo sviluppo di GPT-5.2 ha penalizzato la creatività narrativa a favore di ragionamento e programmazione, definendo la scelta un errore strategico
In occasione di un recente incontro con un gruppo di sviluppatori, Sam Altman ha usato parole schiette per descrivere lo stato attuale dei modelli linguistici di OpenAI.
Commentando il feedback degli utenti che hanno lamentato, nei mesi scorsi, un peggioramento nella scrittura e nella fluidità dei testi generati da GPT-5.2, in particolare rispetto alle versioni precedenti come GPT-4.5, Altman ha detto: “We just screwed taht up”, ammettendo dunque di aver compiuto un passo falso, incasinando e peggiorando il modello. “Credo che abbiamo proprio toppato”, insomma.
L'ammissione di colpa arriva dopo mesi di segnalazioni da parte di utenti che avevano notato un appiattimento dello stile di ChatGpt.
La riflessione di Altman, insolita per un leader associato a un incrollabile ottimismo tecnologico, sottolinea quanto sia complesso governare l’evoluzione di una ‘superintelligenza’.
La strategia di OpenAI: priorità al codice
Altman ha spiegato che durante le fasi di addestramento di GPT-5.2, OpenAI ha deciso di concentrare la stragrande maggioranza degli sforzi e delle risorse computazionali - la cosiddetta larghezza di banda - su pilastri specifici: ragionamento logico, ingegneria e coding.
Avendo a disposizione risorse finite in termini di dati e potenza di calcolo, OpenAI ha privilegiato l'intelligenza tecnica a scapito della naturalezza espressiva.
Il risultato è stato un modello estremamente performante per gli sviluppatori, ma percepito come ‘freddo’ e meccanico da chi lo utilizza per scopi creativi.
Il valore dell'automazione software
La scelta di “inseguire il coding” non è stata casuale.
Per OpenAI, la capacità di generare software è considerata una leva economica e produttiva che può sbloccare opportunità da trilioni di dollari. Automatizzare la scrittura del codice significa accelerare l'intera industria tecnologica mondiale.
Tuttavia, Altman ha ammesso che questo focus ha portato a una sorta di “specializzazione involontaria”: il modello è diventato un eccellente strumento professionale ma ha perso quella particolare sensibilità al contesto che permette all'intelligenza artificiale di dialogare con gli esseri umani in modo naturale.
In sintesi, è stata ottimizzata l'efficienza a scapito dell'empatia linguistica.
Verso una riconciliazione tra logica e prosa
Nello steso incontro Altman ha assicurato che le prossime iterazioni della serie GPT-5 cercheranno di colmare questo divario, reintegrando le capacità di scrittura creativa senza sacrificare i progressi ottenuti nel ragionamento logico.
L'obiettivo è superare la fase in cui gli utenti devono scegliere tra un modello intelligente e uno ‘creativo’, puntando a un'intelligenza artificiale che sappia essere, allo stesso tempo, un ingegnere impeccabile e un partner narrativo ispirato.